Perché il processo d'appello per Marine Le Pen al via oggi può decidere il futuro dell'Eliseo
di Daniele Zappalà, Parigi
La leader del Rassemblement national spera di vedere annullata in secondo grado la condanna a 5 anni di non eleggibilità, che le precluderebbe la strada alle presidenziali in Francia. Nel frattempo, però, deve vedersela anche con la concorrenza interna del giovane Bardella

In Francia, la nuova corsa per l’Eliseo comincia oggi? Per molti osservatori francesi, è un po’ così, data la valenza politica dell’apertura del processo d’appello per Marine Le Pen, la leader ultranazionalista condannata pesantemente un anno fa in primo grado per la scandalo dei portaborse fittizi all’Europarlamento. Le Pen, alla testa del partito che ha raccolto più voti alle ultime elezioni legislative, spera di veder annullata la condanna a 5 anni di non eleggibilità, che di fatto la esclude dalla corsa per succedere all’attuale inquilino dell’Eliseo, Emmanuel Macron, che non potrà presentarsi per un terzo mandato.
«Il caso conoscerà un reset, spero di poter convincere i magistrati della mia innocenza», ha dichiarato l’attuale capogruppo del Raggruppamento nazionale (Rn) all’Assemblea Nazionale. Da mesi, continua il dibattito parallelo pure sull’esecuzione immediata della pena, secondo una procedura eccezionale che non tiene conto dell’usuale potere sospensivo garantito dal ricorso in appello.
In termini di popolarità elettorale, Le Pen, 57 anni, già finalista delle ultime due elezioni presidenziali, sconfitta ogni volta da Macron, non è mai stata virtualmente tanto vicina alla poltrona transalpina suprema. Ma ogni chance volerà in fumo in caso di conferma della condanna. Inevitabilmente, l’esito del processo potrebbe avere delle ricadute pure sulle imminenti Comunali di marzo, uno scrutinio che vede i lepenisti più in alto che mai nei sondaggi, sullo sfondo pure di una diffusa ondata di rigetto del macronismo.
Intanto, una parte significativa dei simpatizzanti dell’ultradestra sembra già essersi allontanata da Le Pen, a favore del suo giovane "pupillo", Jordan Bardella. Il presidente Rn, appena 30enne, è già considerato in vantaggio rispetto alla leader storica. Nel processo, saranno giudicati pure altri 8 ex eurodeputati d’ultradestra, tutti condannati per aver allestito un ‘sistema’ che ha stornato, fra il 2004 e il 2016, più di 4 milioni di euro, solo formalmente destinati a remunerare le attività degli assistenti parlamentari a Strasburgo. A più riprese Le Pen e gli altri maggiorenti Rn hanno accusato la giustizia di aver reso dei verdetti «politici» volti ad ostacolare l’arrivo dell’ultradestra al potere. Il processo durerà un mese, con un nuovo verdetto previsto prima dell’estate.
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