Sana'a. Yemen, bombe su festa di nozze: 130 vittime


martedì 29 settembre 2015
​Lo denuncia l'Onu. Tra loro molte donne e bambini. Dall'inizio dei bombardamenti sauditi, 6 mesi fa, sono oltre 2.300 i civili uccisi.
È salito ad almeno 130 civili uccisi, tra questi molte donne e bambini, il bilancio dei raid di lunedì attribuiti a aerei della coalizione araba a guida saudita nel sud-ovest dello Yemen, che hanno colpito i partecipanti a una cerimonia nuziale. Il nuovo bilancio è suggerito dalle Nazioni Unite che stanno cercano di trovare conferme sulle cifre. "Se i numeri sono alti come suggerito, questo può essere il più sanguinoso incidente dall'inizio del conflitto", ha detto oggi ai giornalisti il portavoce dell'agenzia per i diritti umani dell'Onu, Rupert Colville. La strage è avvenuta nel villaggio di Wahijah, vicino alla città portuale di Al-Mokha. Secondo i dati Onu, sono 2.355 i civili uccisi in Yemen dal 26 marzo scorso, ovvero da quando sono iniziati i raid aerei della coalizione militare a guida saudita per fermare l'avanzata dei miliziani sciiti houthi, su richiesta del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi. Lo rende noto l'ufficio dell'Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite, spiegando che solo nelle ultime due settimane sono morti 151 civili negli scontri in Yemen. L'ufficio Onu indica come responsabili delle morti civili sia la coalizione a guida saudita e a sostegno del governo yemenita, sia i miliziani sciiti houthi e le forze rimaste fedeli al deposto presidente Ali Abdullah Saleh.In particolare, il portavoce Colville ha puntato il dito contro i raid della coalizione araba e i bombardamenti "indiscriminati" di aree abitate. L'ufficio Onu ha chiesto alla coalizione guidata da Riad e al governo yemenita di consentire indagini "indipendenti e imparziali" nello Yemen.  Da parte saudita è subito arrivata la smentita. "La coalizione non ha condotto nessun raid aereo nella zona negli ultimi tre giorni", a detto a France Presse, un portavoce della coalizione, generale di brigata Ahmed al-Assiri riferendosi al bombardamento di lunedì vicino alla città di Mokha sul Mar Rosso.
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Riccardo Redaelli
Il monitoraggio e la repressione, seppur efficienti nel nostro Paese, non bastano. La legge sulla cittadianza attraverso lo ius culturae sarebbe uno strumento lungimirante.