L'Himalaya con poca neve: perché l'allarme riguarda milioni di persone

Le nevicate sono diminuite del 25% negli ultimi cinque anni. Per gli esperi le ricadute potrebbero essere drammatiche, a partire dall'approvvigionamento idrico
January 12, 2026
Allarme riduzione neve per l'Himalaya
Allarme riduzione neve per l'Himalaya/ ANSA
Scabra e aguzza. E senza neve. L'Himalaya sta cambiando volto. Sempre più rapidamente. L’allarme dei meteorologi, ripreso dalla Bbc: in molte parti della regione montuosa che taglia India, Cina, Nepal, Pakistan e Bhutan si è drasticamente ridotta la quantità di neve caduta. Una contrazione drammatica e non solo “estetica”: la riduzione di ghiaccio e neve avrà, scrive la Bbc, “un impatto sulla vita di centinaia di milioni di persone e su molti ecosistemi della regione”. Gli esperti hanno quantificato la riduzione in atto. Utilizzando i set di dati dell'ERA-5 (Centro europeo per la rianalisi delle previsioni meteorologiche a medio termine), i ricercatori dell'Indian Institute of Technology di Jammu, in India, affermano che le nevicate nell'Himalaya nord-occidentale sono diminuite del 25% negli ultimi cinque anni rispetto alla media a lungo termine degli ultimi 40 anni (1980-2020).
Secondo il Dipartimento meteorologico indiano esiste un'alta probabilità che molte parti dell'India nordoccidentale, compresi gli Stati di Uttarakhand e Himachal Pradesh “subiranno l'86% di precipitazioni e nevicate in meno rispetto alla media di lungo periodo tra gennaio e marzo”. Il fenomeno è destinato ad allargarsi. E le previsioni non sono rosee. L'International Centre for Integrated Mountain Development (ICIMOD) prevede che i ghiacciai della regione perderanno il 75% del loro volume entro il 2100. Le ricadute potrebbero investire “quasi 2 miliardi di persone la cui vita dipende dai fiumi a valle”.
Quali saranno le conseguenze della trasformazione in atto? È possibile catturare la portata del cambiamento? Una cosa è certa. Le conseguenze saranno a grappolo, correlate tra loro. E per questo più drammatiche. Prima possibile ricaduta. La contrazione dei vasti “campi” di neve si ripercuoterà inevitabilmente sui grandi fiumi asiatici, dall'Indo al Mekong. Quando i bacini si restringono si verificano cambiamenti nell'agricoltura, nella produzione di energia idroelettrica e nella tempistica e nel volume dei flussi fluviali. “Oltre a influire sull'approvvigionamento idrico – aggiunge la Bbc -, la diminuzione delle precipitazioni invernali, piogge in pianura e nevicate in montagna, significa anche che la regione rischia di essere devastata dagli incendi boschivi a causa della siccità". Ma non basta. La scomparsa dei ghiacciai e la diminuzione delle nevicate “destabilizzano le montagne, poiché perdono il ghiaccio e la neve che fungono da cemento per mantenerle intatte. Catastrofi come frane, smottamenti, esondazioni di laghi glaciali e devastanti colate detritiche stanno già diventando più comuni”.

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