giovedì 15 maggio 2014

Meriam è una giovane donna sudanese, di religione cristiana ortodossa, condannata all’impiccagione da un tribunale del suo Paese il 15 maggio perché sposata a un cristiano. Meriam ha 27 anni, un figlio di 20 mesi e un'altra, la piccola Maya, nata in prigione il 27 maggio. Il 23 giugno la svolta: dopo una massiccia campagna di mobilitazione internazionale, a cui anche Avvenire e il suo sito hanno dato un contributo importante, raccogliendo 81mila email all'inirizzo meramdevevivere@avvenire.it e oltre 8.100 adesioni al guestbook aperto su sito (qui sotto puoi leggere i commenti), la Corte d'appello sudanese ha ordinato la liberazione della giovane donne. LEGGI LA SUA STORIAPER LA TUA ADESIONE ALLA CAMPAGNA DI AVVENIRE CLICCA SUL RIQUADRO "SCRIVI" OPPURE MANDA UNA MAIL ALL'INDIRIZZO meriamdevevivere@avvenire.it

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