mercoledì 29 maggio 2024
Il "tecnico" è stato indicato dopo la "resa" di Wilders vincitore alle urne ma bvocciato dagli alleati. A fine giugno presenterà il programma: in testa il blocco ai migranti
L'ex capo dei servizi segreti Hendrikus Wilhelmus Maria "Dick" Schoof sarà il premier dei Paesi Bassi

L'ex capo dei servizi segreti Hendrikus Wilhelmus Maria "Dick" Schoof sarà il premier dei Paesi Bassi - Ansa

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"Non avevo idea che sarei stato qui oggi". Nessuno all'Aja lo aveva visto arrivare. E lui, funzionario di alto rango per anni alla guida dell'intelligence olandese, era stato attento a non suscitare sospetti. Alla fine sarà Hendrikus Wilhelmus Maria - detto Dick - Schoof a prendere le redini del primo governo a trazione ultranazionalista nella terra dei tulipani, sedendo sulla poltrona che per oltre tredici anni è appartenuta a Mark Rutte. "Sarò il premier di tutti, voglio contribuire a unire i Paesi Bassi", ha scandito nel suo primo messaggio pubblico rivolto anche ai quattro partiti di governo. Tutti concordi, a partire dal suo azionista di estrema destra, Geert Wilders, nell'indicare una figura super partes "indipendente" e con "buona esperienza sui temi giusti". Entro fine giugno - Schoof scommette il 26, alla vigilia del vertice Ue chiamato a scegliere i nuovi vertici comunitari - sarà pronto a portare avanti un programma di coalizione che prevede già uno strappo con Bruxelles sulla politica di migrazione.
Tramontato a marzo il sogno di Wilders di diventare premier e interrotto il lungo limbo per raggiungere l'intesa di governo - trovata il 15 maggio a sei mesi dal trionfo elettorale del leader xenofobo e anti-Islam -, anche i negoziati per scegliere a chi affidare la guida del Paese non sono stati semplici. La roulette dei nomi alla fine si è fermata su quello del 67enne con un passato - ormai dimenticato - tra i laburisti, ex capo dell'antiterrorismo e degli 007, e ora ai vertici del ministero della Giustizia olandese. E il primo a rivendicarne la scelta è stato proprio Wilders, dicendosi "felice e orgoglioso" di un candidato che, nella sua visione, "ha una buona esperienza sui temi giusti ed è al di sopra dei partiti". Mettendo d'accordo così anche i liberali di destra (Vvd) del premier uscente Rutte guidati dall'ex bambina dalle origini curde Dilan Yesilgoz, i centristi (Nsc) di Pieter Omtzigt e il movimento degli agricoltori BBB.
I "temi giusti", nel programma già messo nero su bianco dalla coalizione di governo e definito da Schoof "eccellente per tutti gli olandesi", puntano dritto a una stretta sulla migrazione.
Con la preannunciata richiesta di una deroga (opt-out) sulle politiche d'asilo Ue. Nel luglio dello scorso anno, il funzionario - incaricato di guidare i negoziati per trovare una sintesi nella crisi sulla migrazione - ha osservato da vicino la caduta del Rutte IV. Poi, scoccata l'età pensionabile, il tecnico nato l'8 marzo del 1957 da una famiglia cattolica - il più giovane di sette fratelli - aveva chiesto e ottenuto la possibilità di continuare a lavorare al ministero per altri tre anni. Nel suo futuro invece ci sarà il ruolo da guida politica.
E il difficile compito di tenere a bada le fughe in avanti di Wilders. "Non ho preso questa decisione alla leggera e sono qui con piena convinzione", sono state le parole di Schoof interpellato con insistenza sui legami con il leader dell'ultradestra. "Lo conosco un po'", ha tagliato corto a respingere l'idea di poterne essere manovrato e, allo stesso modo, quella di una democrazia in pericolo. Il suo modo di lavorare, ha assicurato, si ispirerà alla guida di Rutte ma "sarà diverso". La sua ascesa al potere potrebbe concretizzarsi entro la fine di giugno, diventando subito decisivo per la scelta dei nuovi vertici Ue. E lasciando finalmente libero il premier uscente di correre verso la guida della Nato.

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