sabato 28 febbraio 2015
Anticipati i tempi per dare una "risposta" simbolica alla devastazione compiuta a Mosul dai terroristi vandali del Califfato.
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Da Baghdad arriva la risposta ai terroristi vandali del Califfato che hanno devastato il museo di Mosul. Il Museo Nazionale di Baghdad ha oggi riaperto ufficialmente i battenti, 12 anni dopo i saccheggi che, durante l'invasione americana, lo spogliarono di circa quindicimila preziosi reperti risalenti all'era mesopotamica, solo 4.300 dei quali sono stati nel frattempo recuperati e restaurati. In realtà l'inaugurazione sarebbe in origine dovuta avvenire fra un paio di mesi, ma il governo iracheno ha deciso di stringere i tempi, e di anticiparla in risposta allo scempio perpetrato nei giorni scorsi dai miliziani dello Stato Islamico ai danni del patrimonio del Museo della Civiltà di Mosul. "Quello che è successo ci ha indotti ad accelerare il nostro lavoro, volevamo aprire in giornata come reazione a ciò che hanno fatto le bande del Daesh", ha spiegato Qais Hussein Rashid, vice ministro per il Turismo e le Antichità, servendosi dell'acronimo equivalente in lingua araba a Isis. "Il nostro messaggio, il messaggio dalla terra di Mesopotamia, è chiaro", ha sottolineato il premier Haider al-Abadi nel tagliare il nastro rosso all'entrata. "Proteggeremo la civiltà, e individueremo chi la vuole distruggere". Dal 2003 all'appello mancano tuttora oltre diecimila pezzi: "Li stiamo ancora cercando nei mercati e alle aste, ma quelli che abbiamo riottenuto erano i più importanti", ha assicurato Rashid. "Oggi comunque è un giorno di felicità". L'ingresso al pubblico vero e proprio sarà consentito da domani: il prezzo del biglietto singolo per i locali sarà di 1.500 dinari, pari a meno di un euro. Costerà invece dieci volte tanto ai cittadini di altri Paesi arabi, e venti per gli stranieri di provenienza diversa. (Is Isis)
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