venerdì 24 marzo 2017
Le vittime sono un londinese, un'insegnante spagnola madre di due figli e un turista americano, oltre all'agente e allo stesso assalitore. Ancora 4 feriti in gravi condizioni
Il capo dell'antiterrorismo della polizia metropolitana di Londra (Met), Mark Rowley (Ansa)

Il capo dell'antiterrorismo della polizia metropolitana di Londra (Met), Mark Rowley (Ansa)

La polizia britannica ha effettuato nella notte altri 2 "arresti significativi" nelle Midlands occidentali e nel nord-ovest dell'Inghilterra in relazione all'attacco a Londra di mercoledì, che ha causato 5 morti e 40 feriti. Lo ha detto il comandante dell'antiterrorismo Mark Rowley, confermando che con il rilascio di una donna sono 9 le persone in custodia. Nella notte tra mercoledì e giovedì la polizia aveva effettuato 8 arresti, in sei diversi blitz tra Londra, Birmingham e altri luoghi.

È stata inoltre rafforzata la presenza di agenti armati in tutto il Regno Unito: se ne contano 1.500 in più dislocati nei grandi centri urbani, a partire dalla capitale. La gran parte dei poliziotti britannici gira disarmata, come lo era l'agente ucciso davanti a Westminster, sede del Parlamento.

Chi sono le vittime

Il capo dell'antiterrorismo Rowley ha diffuso il nome della quarta vittima dell'attacco terrorista, un uomo morto in ospedale: si tratta di Leslie Rhodes, 75 anni, di Streatham, nel sud di Londra, falciato dall'auto dell'attentatore solitario sul ponte di Westminster insieme con Aysha Frade, insegnate spagnola di 43 anni che andava a riprendere i figli a scuola, e al turista americano Kurt Cochran, 54 anni. Accoltellato nel cortile del Parlamento è morto il poliziotto Keith Palmer, 48 anni. il quinto morto è il terrorista, ucciso sulla scena del crimine. Tra i feriti ci sono 12 cittadini britannici, tre francesi, due romeni, quattro sudcoreani, un tedesco, un cinese, un'italiana e due greci. Delle 28 persone ancora in ospedale, 4 versano in condizioni critiche: si tratta di 2 civili e 2 agenti di polizia. Uno dei ricoverati è in pericolo di vita.

Fiori a Westminster davanti alla foto dell'agente ucciso (LaPresse)

Fiori a Westminster davanti alla foto dell'agente ucciso (LaPresse)

Chi è l'attentatore

Gli investigatori di Scotland Yard, dopo avere mantenuto a lungo il riserbo, ieri sera hanno rivelato il nome dell'attentatore: è il britannico Adrian Russell Ajao, 52 anni, che dopo la conversione all'islam si faceva chiamare Khalid Masood e talvolta usava anche l'identità di Adrian Elms. Mai implicato in fatti di terrorismo, l'uomo era noto alla polizia perché condannato in passato per aggressione, lesioni e possesso di armi. Mosood, ucciso dalla polizia dopo aver travolto con il Suv due persone e pugnalato un agente, era nato nel Kent, nel sud-est di Londra e viveva nell'Inghilterra centrale.

La rivendicazione

Alla fine la rivendicazione è arrivata. A poco meno di 24 ore di distanza dall'attacco di Londra, i terroristi islamici del Daesh (Isis o Is, Stato islamico) hanno dichiarato al mondo che l'attentatore era un loro "soldato". La rivendicazione arriva tramite l'agenzia Amaq, organo di propaganda dei jihadisti. Non è la prima volta che il gruppo terrorista islamista mette il proprio marchio su attentati compiuti da "lupi solitari".

Forze di sicurezza davanti a Westminster (Ansa)

Forze di sicurezza davanti a Westminster (Ansa)

La premier May: attacco di matrice islamica

La premier Theresa May ha dichiarato giovedì parlando alla Camera dei Comuni che l'attentatore "era noto" ai servizi dell'MI5 ed era stato posto sotto indagine in precedenza come "figura periferica". "Sappiamo che l'attentatore ha agito solo. Fra poco saremo in grado di rivelarne l'identità, ma ora posso solo dire che era già conosciuto dall'MI5, ma era considerato un agente periferico. Indagini sono in corso". L'attacco di Westminster "è sicuramente di matrice islamica e ispirato da ideologia islamica" ha riferito la premier. "Dobbiamo reagire con fermezza - ha aggiunto - siamo qui per proteggere la nostra comunità e aumenteremo la presenza di forze dell'ordine in tutto il Paese". La premier ha ripreso la seduta alla Camera dei Comuni dove era stata interrotta 24 ore prima in modo tanto traumatico.

Il telegramma del Papa

"Profondamente rattristato per la perdita di vite umane e per i danni causati dall'attacco nel centro di Londra, Sua Santità Papa Francesco esprime la sua solidarietà orante con tutte le persone colpite da questa tragedia". Lo scrive il segretario di di Stato Pietro Parolin in un telegramma inviato ieri a nome del Papa al cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. "Affidando coloro che sono morti alla misericordia amorevole di Dio Onnipotente, Sua Santità - assicura Parolin - invoca la forza divina e la pace sulle loro famiglie addolorate, e assicura alla nazione la sua preghiera in questo momento".

Galantino: maturare atteggiamenti non conflittuali

"Maturare atteggiamenti non conflittuali, ma di comunione vera". È l'invito che ha rivolto ieri mattina il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, pregando per le vittime dell'attentato a Londra nella Messa per i partecipanti a un seminario sulla "Evangelii gaudium" promosso a Roma dalla Commissione episcopale Cei per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi. Lo riferisce il Sir.

Il cardinale Nichols: «Restare calmi ma vigilanti»

“Il mio primo pensiero va alle famiglie di coloro che hanno perso la vita. Prego per le vittime e per chi ora piange la loro perdita”. Così il cardinale Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, ha espresso il suo “choc” per l’attentato, “particolarmente tragico per le famiglie dei giovani turisti francesi rimasti gravemente feriti”. “È importante – ha aggiunto il cardinale, parlando mercoledì sera tardi a Bbc Radio Essex – che come società teniamo i nervi saldi, restiamo calmi, e lasciamo che la vicenda venga indagata così da conoscere esattamente cosa sia accaduto. Come mi hanno riferito gli ufficiali di polizia, si tratta di restare calmi ma vigilanti allo stesso tempo”. Lo riferisce il Sir.

Westminster a Londra, sede del Parlamento britannico, visto dal London Eye (Ansa)

Westminster a Londra, sede del Parlamento britannico, visto dal London Eye (Ansa)

I fatti del 22 marzo

Attacco a Londra alla sede del Parlamento britannico, Westminster. Un uomo, vestito di nero, ha accoltellato un agente di polizia fuori dal Parlamento ed è stato poi raggiunto dai colpi esplosi da altri agenti, mentre tentava di fare irruzione nella Camera dei Comuni. L'assalitore è rimasto ucciso.

Prima di assalire l'agente l'uomo, a bordo di un'auto Hyunday grigia, ha investito diverse persone sul vicino ponte di Westminster, per poi raggiungere il palazzo del Parlamento, finendo contro un cancello. Quindi è sceso per tentare l'assalto, armato con due coltelli di tipo militare.

Il poliziotto aggredito è poi morto. E anche tra gli investiti una donna è rimasta uccisa e circa 40 persone sono state trasportate in ospedale, dove è morta una seconda persona. Alcuni feriti sono in gravi condizioni. Una donna è finita nel Tamigi, ma è stata salvata.

Scotland Yard afferma che l'attacco a Londra viene trattato "come un evento terroristico fino a prova contraria". I servizi segreti sono al lavoro per capire se ci siano connessioni con gruppi terroristici.

I luoghi dell'attentato

I luoghi dell'attentato


Il tweet della polizia

"Siamo stati chiamati attorno alle 14.40 per un incidente al ponte di Westminster. Viene trattato come un incidente con armi da fuoco, agenti sul posto" ha twittato la polizia metropolitana ("We were called at approx 2:40 pm to reports of an incident at #Westminster Bridge. Being treated as a firearms incident - police on scene").

Evacuata la premier Theresa May

È stata evacuata dal Parlamento di Westminster la premier britannica Theresa May che si trovava al suo interno quando è avvenuto l'attacco. Ne dà notizia un testimone a Sky News. Anche Downing Street, residenza ufficiale dei premier britannici, è in stato di 'lockdown' dopo l'inicidente avvenuto a Westminster. L'area attorno alla residenza è presidiata in forza dalla polizia che ha fatto allontanare i passanti e i turisti che solitamente frequentano la zona, invitandoli ad indietreggiare verso Trafalgar Square. La polizia ha messo sotto stretto controllo tutta la zona, dove sono presenti anche alcuni dei principali ministeri.

Cancelli chiusi e agenti armati anche a Buckingham Palace dopo l'attacco vicino al Parlamento di Westminster. La regina sarebbe
comunque dentro la residenza stando al suo vessillo (Royal Standard) che svetta in cima all'edificio.

Soccorsi (Lapresse)

Soccorsi (Lapresse)

Mattarella e Grasso: attacco alla democrazia

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha inviato un messaggio alla regina Elisabetta: "Con sgomento e profonda tristezza seguo le notizie dell'attentato che ha colpito poche ore fa la città di Londra in uno dei luoghi più simbolici della democrazia britannica. Ancora una volta l'odiosa e insensata violenza del terrorismo ferisce il Regno Unito nell'inutile tentativo di minare i valori di libertà, apertura e tolleranza che la società europea ha posto a fondamento della convivenza civile. Questo irrinunciabile patrimonio ideale è uno dei tratti più caratteristici delle città che, come Londra, accolgono cittadini e visitatori portatori di culture diverse. Nel combattere ogni forma di terrorismo il regno unito potrà contare sul fermo impegno dell'Italia, nella convinzione che la collaborazione internazionale continuerà a rappresentare un aspetto indispensabile per contrastare efficacemente la violenza e l'intolleranza. In questo spirito, Maestà, desidero esprimere, a nome di tutti gli italiani e mio personale, affetto e vicinanza alle famiglie delle vittime, ai numerosi feriti e all'amico popolo britannico".

"L'attacco al Parlamento di Londra è un attacco alla democrazia, alla civiltà, all'umanità", ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso intervenendo in aula di Palazzo Madama per esprimere "tutta la nostra vicinanza e solidarietà ai cittadini colpiti, alle loro famiglie, ai membri del Parlamento inglese". Grasso ha poi invitato ad osservare un minuto di silenzio e raccoglimento.

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