Olanda. La missione del re Willem-Alexander per conquistare l'Italia


Paolo M. Alfieri, inviato all'Aja venerdì 19 maggio 2017
Colloquio con il sovrano che a giugno sarà in visita nel nostro Paese e in Vaticano insieme a un centinaio di imprenditori. Tappa anche in Sicilia, lodata per l'impegno a favore dei migranti.
Il re d'Olanda Willem-Alexander

Il re d'Olanda Willem-Alexander

Un’ampia missione commerciale parallela alla visita di Stato. L’Olanda si prepara a “invadere” pacificamente l’Italia dal 20 al 23 giugno con il re Willem-Alexander e la regina Máxima accompagnati da un centinaio di imprenditori con l’obiettivo di rafforzare la partnership con il nostro Paese in tema di innovazione in quattro settori: agricoltura, moda, acqua e cultura. I reali olandesi si recheranno a Roma, a Milano e a Palermo per incontri con le autorità italiane, ma anche in Vaticano, dove il 22 saranno ricevuti da Papa Francesco.

All’Aja, a palazzo Noordeinde, il re Willem-Alexander sottolinea che la missione in Italia sarà un’occasione per approfondire i rapporti tra due Paesi che condividono gli stessi valori e che hanno deciso anche di condividere un seggio al Consiglio di sicurezza dell’Onu nel biennio 2017/18. Agroalimentare, logistica, hi-tech: per il presidente della “Confindustria” olandese (Vno-Ncw) Hans de Boer, è difficile trovare in Europa un posto migliore in cui investire rispetto all’Olanda. «Eppure – spiega – mentre l’Olanda investe 25 miliardi di euro l’anno nel vostro Paese, l’Italia è ferma a 5 miliardi. Con il porto di Rotterdam e l’aeroporto di Schiphol offriamo il miglior complesso logistico del mondo e siamo già i secondi esportatori di prodotti agroalimentari dopo gli Usa. Le nostre serre producono energia invece di consumarla. Certo, dobbiamo essere molti ingegnosi, visto che viviamo in un territorio molto piccolo». Anche Willem-Alexander non nasconde l’orgoglio per il fatto che la piccola Olanda sia riuscita a diventare un importante hub soprattutto per l’Europa nord-occidentale e per il fatto che grazie alla tecnologia, ma anche alla coesione sociale, i Paesi Bassi abbiano saputo far fronte alla loro vulnerabilità geografica.

Nella perenne lotta contro l’acqua, evidenzia anzi il sovrano, si manifesta il carattere di un popolo, quello olandese, che nonostante le diverse posizioni di partenza alla fine di ogni dibattito sa comunque trovare posizioni comuni. È il cosiddetto “polder model”, un modello caratterizzato dalla cooperazione e che, a livello politico, si riflette in quel sistema proporzionale che “obbliga” alle alleanze. A due mesi dalle ultime legislative, sventato il rischio di un trionfo del populista islamofobo Geert Wilders, il premier uscente Mark Rutte non ha però ancora trovato la quadra per formare un nuovo governo, e anzi nei giorni scorsi le trattative per un esecutivo quadripartitico che includesse gli emergenti Verdi sono saltate su un tema sempre più caldo come l’immigrazione.

Palazzo Noordeinde, all'Aja, è la sede di 'lavoro' di re Willem-Alexander

Palazzo Noordeinde, all'Aja, è la sede di "lavoro" di re Willem-Alexander

Willem-Alexander sottolinea che l’Olanda ha sempre dato una possibilità a tutti gli stranieri e che la tolleranza è ancora nel suo Dna: accogliere i migranti, per il sovrano, è un obbligo. È un orgoglio, aggiunge ancora, che nei Paesi Bassi nessun migrante abbia mai dovuto dormire all’addiaccio e che un rifugio sia sempre stato offerto a tutti. La tappa in Sicilia, prosegue Willem-Alexander, è stata decisa proprio per sostenere i siciliani nel loro impegno all’accoglienza dei migranti, il cui afflusso è un fenomeno causato dal cambiamento climatico e dalle guerre. A proposito dei conflitti, peraltro, il sovrano, il cui cugino Giacomo Bernardo di Borbone-Parma è ambasciatore olandese presso la Santa Sede, evidenzia l’impegno di Papa Francesco, per il suo importante ruolo a favore della pace a livello globale.

Degli italiani, Willem-Alexander evidenzia la capacità di essere disponibili ad aiutare chiunque e a farti sentire sempre a casa, spiegando di non essere mai rimasto deluso in tanti anni di viaggi in Italia. La speranza olandese è che dalla produzione sostenibile nell’agricoltura (sorretta dalle ricerche all’università di Wageningen) alla digitalizzazione nel settore museale (capifila il Mauritshuis dell’Aja e il Rijksmuseum di Amsterdam) alla maggiore efficienza nell’uso di risorse come l’acqua possano nascere ulteriori legami tra i due Paesi.

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