mercoledì 20 gennaio 2016
​A Mosul i terroristi del Califfato hanno raso al suolo Saint Elijah, costruito 1.400 anni fa. Venticinque stanze e una cappella rase al suolo. Un disastro culturale per annientare tutto ciò che non appartiene all'Islam fondamentalista.
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Il Daesh ha raso al suolo il più antico monastero cristiano in Iraq. Si tratta del monastero di St. Elijah, a Mosul, costruito 1.400 anni fa. L'agenzia Associated Press, che ha dato in esclusiva la notizia, riferisce di avere potuto accertare la distruzione del monastero attraverso fotografie satellitari commissionate alla società DigitalGlobe. Il monastero di Sant'Elijah, fondato nel 590 dopo Cristo, era situato su una collina che sovrasta Mosul. L'edificio era già in gran parte senza tetto, ma erano ancora visibili 25 stanze e una cappella. Secondo esperti che hanno visionato le immagini, le antiche mura di pietra "sono state letteralmente polverizzate", con l'uso di bulldozer e forse di esplosivi, probabilmente tra l'agosto e il settembre 2014.    Sant'Elijah era già stato teatro di tragedie e atti di vandalismo, anche ad opera di militari americani durante l'occupazione dell'Iraq. Nel 1743, 150 monaci erano stati massacrati da un generale persiano perchè avevano rifiutato di convertirsi all'Islam. I soldati della 101ma Divisione aviotrasportata Usa, invece, avevano ricoperto le pareti di disegni e vi avevano inciso l'aquila che è il loro simbolo. Il Daesh ha già compiuto distruzioni di chiese, moschee e mausolei in Iraq, oltre che di reperti nelle antiche città di Ninive, Hatra e Nimrud e in quella di Palmira in Siria.
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