venerdì 12 gennaio 2018
L'arcivescovo aveva commemorato, presenti gli ambasciatori, le vittime della «barbarie» e della repressione di fine anno della polizia: i fedeli chiedevano le dimissioni del presidente Kabila
Gli scontri del 31 dicembre nella capitale congolese Kinshasa (Ansa)

Gli scontri del 31 dicembre nella capitale congolese Kinshasa (Ansa)

Colpi di arma da fuoco sono stati esplosi oggi nei pressi della cattedrale di Kinshasa, capitale
della Repubblica democratica del Congo, al termine della Messa celebrata dall'arcivescovo metropolita di Kinshasa, cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, in prima linea nel denunciare la violenza del governo contro le manifestazioni del 31 dicembre scorso.

Il cardinale Monsengwo ha definito "barbarie" la violenta repressione della marcia della pace organizzata da un "comitato laico" vicino alla chiesa cattolica per chiedere l'applicazione dell'accordo firmato il 31 dicembre 2016, con la mediazione della Conferenza episcopale, per tenere le elezioni entro la fine del
2017. Il mandato del presidente Joseph Kabila è scaduto alla fine del 2016. "Il cardinale Laurent Monsengwo ha fatto commenti offensivi nei confronti dei leader del Paese e della polizia", aveva risposto il governo. Almeno sei erano state le vittime della repressione da parte delle forze dell'ordine nella capitale e decine i fermi: tra loro anche alcuni sacerdoti.

Secondo testimoni, ieri la polizia congolese ha esploso colpi di avvertimento per disperdere la folla davanti alla cattedrale dove l'arcivescovo Monsengwo ha celebrato la Messa, alla presenza di ambasciatori occidentali. Stando a quanto riferito da un giornalista della France presse presente sul posto, agenti armati sono arrivati in pick-up davanti ai cancelli della cattedrale mentre centinaia di fedeli stavano uscendo, al termine della Messa di suffragio alle vittime della marcia del 31 dicembre scorso.

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