sabato 11 marzo 2017
Le Nazioni Unite lanciano l'appello, confermando anche l'allarme degli organismi regionali: «Il mondo soffre la peggiore crisi umanitaria dal 1945»
In fila per il cibo e l'acqua in un campo profughi alle porte di Mogadiscio in Somalia (Ansa/Ap)

In fila per il cibo e l'acqua in un campo profughi alle porte di Mogadiscio in Somalia (Ansa/Ap)

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Il mondo vive la peggiore crisi umanitaria dal 1945, una crisi per carestia che mette a rischio
circa 20 milioni di persone. L'allarme è dell'Onu che ha lanciato un appello per evitare «una catastrofe».
«Siamo in un momento critico della storia. Già all'inizio dell'anno stiamo affrontando la peggiore crisi umanitaria dalla creazione delle Nazioni Unite», ha detto al Consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro il responsabile umanitario dell'organizzazione, Stephen O'Brien.

A questa situazione si somma ora una possibile carestia in quattro Paesi, Sudan del Sud, Somalia, Yemen e il nord-est della Nigeria. A febbraio l'Onu aveva allertato che circa 20 milioni di persone di queste nazioni sono in una situazione di carestia o di rischio attendibile di finire in una situazione critica nei prossimi sei mesi. L'Onu utilizza il termine carestia solo quando in una zona si registrano determinati livelli di mortalità, denutrizione e fame, situazioni estreme e molto poco abituali, con appena una decina di casi negli ultimi trent'anni.

la siccita, nella regione del Corno d'Africa, ha distrutto buona parte dei raccolti (Ansa'Ap)

la siccita, nella regione del Corno d'Africa, ha distrutto buona parte dei raccolti (Ansa/Ap)


«Senza uno sforzo globale collettivo e coordinato, la gente semplicemente morirà di fame», ha aggiunto O'Brien, che ha informato il Consiglio delle sue recenti visite in Yemen, Sudan del Sud e Somalia per valutare la situazione umanitaria. Il responsabile delle Nazioni Unite ha aggiunto che è necessaria
una «iniezione immediata di fondi» per affrontare le necessità in questi tre Paesi e nel nord-est della Nigeria: «Abbiamo bisogno di 4,4 miliardi di dollari entro luglio e questo è una costo dettagliato, non una cifra da negoziare».


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