sabato 19 agosto 2017
La cellula puntava a un'ecatombe. Salgono a 14 le vittime. Cerimonia di commemorazione in plaza de Catalunya. Tra i possibili obiettivi forse pure la Sagrada Familia
Il ricordo e il dolore della gente a Barcellona (Ansa)

Il ricordo e il dolore della gente a Barcellona (Ansa)

La Spagna è impegnata in una vasta operazione anti-terrorismo dopo che giovedì alle 17 un militante fondamentalista islamico ha lanciato un furgone contro la folla a Barcellona, uccidendo 14 persone e ferendone 130 - di 34 nazionalità - prima di scappare, in quello che secondo la polizia potrebbe essere solo uno degli attacchi pianificati in Spagna, e che avrebbe coinvolto una cellula terroristica di 12 persone. La 15esima vittima è una donna coinvolta nella sparatoria della notte a Cambrils. Gli arresti finora sono 4.

"Voglio che si consegni. Non voglio che uccida altre persone, l'Islam non dice questo". È l'appello che la madre di Younes Abouyaaqoub, il 22enne sospettato di essere il conducente del furgone che giovedì ha ucciso 12 persone sulla Rambla, ha rivolto al figlio ancora in fuga. La donna, come altri famigliari dei terroristi uccisi o arrestati, ha partecipato ad una manifestazione a Ripoll nella quale hanno condannato gli attacchi ed espresso il loro dolore per le vittime.

Commemorazione

Venerdì in plaza de Catalunya, nel cuore di Barcellona, si è riunita una grande folla per commemorare le vittime alla presenza del re Felipe VI e del premier Mariano Rajoy. Al termine è partito un applauso spontaneo e il grido "no tinc por" (non ho paura).
Il raduno per commemorare le vittime

Il raduno per commemorare le vittime


Le tre vittime italiane

VIDEO Tg2000 - Parla il padre di Bruno Gulotta


Venerdì mattina la Farnesina ha confermato due vittime italiane, oltre a tre feriti. Il primo di cui si è avuto notizia è Bruno Gulotta, un 35enne di Legnano che si trovava a Barcellona con la compagna e due figli piccoli. La notizia arriva dall'azienda informatica in cui lavorava, che ha pubblicato un post sulla propria pagina internet, peraltro listata a lutto. "Ieri pomeriggio a Barcellona i terroristi hanno ucciso l'amico e collega Bruno Gulotta, responsabile marketing e vendite di Tom's Hardware. Oggi per noi è giornata di lutto". La compagna, Martina, ha raccontato ai colleghi di lavoro che l'uomo è stato investito in pieno mentre teneva per mano il figlio di 5 anni; lei, che portava nel marsupio un altro bimbo di un anno, è riuscita a strappare via il bambino più grande salvandolo della ruote. Bruno invece è rimasto schiacciato.

Le due vittime italiane Luca Russo e Bruno Gulotta (a sinistra) in un montaggio Ansa (Le foto sono tratte dai profili social)

Le due vittime italiane Luca Russo e Bruno Gulotta (a sinistra) in un montaggio Ansa (Le foto sono tratte dai profili social)


La seconda vittima italiana è Luca Russo, 22 anni, di Bassano del Grappa, laureato in Ingegneria a Padova. Si trovava nel capoluogo catalano con la fidanzata, Marta Scomazzon, ferita in modo lieve. "Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego", aveva scritto su Facebook la sorella di Luca, Chiara.

La terza vittima è l'italo-argentina Carmen Lopardo, 80 anni, residente in Argentina da 60 anni.

>>>CHI SONO LE VITTIME<<<

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto alle famiglie di Gulotta e Russo la vicinanza «di tutto il popolo italiano».

Caccia all'autista del furgone: chi è


Moussa Oukabir (Ansa)

Moussa Oukabir (Ansa)




Nuovo colpo di scena nelle indagini sugli attentati a Barcellona e Cambrils: i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, danno la caccia a Younes Abouyaaqoub, un 22enne marocchino, che si sospetta fosse l'autista del furgone bianco che ha seminato la morte sulla Rambla giovedì pomeriggio. In un primo momento si riteneva che alla guida durante l'attacco ci fosse il 17enne Moussa Oukabir (nella foto sopra), il cui corpo è stato identificato tra quelli dei cinque terroristi uccisi dalla polizia nella notte tra giovedì e venerdì nel nuovo attacco portato nella cittadina di Cambrils.

Complessivamente i Mossos d'Esquadra hanno individuato una cellula di 12 giovani radicalizzati di origine marocchina, che vivevano nella cittadina catalana di Ripoll. Un'esplosione accidentale mercoledì notte ha però sconvolto i loro piani di morte: dei 12, cinque sono stati uccisi a Cambrils, due sono morti nell'esplosione di Alcanar e quattro (tre marocchini e uno spagnolo) sono stati arrestati.

Nel covo c'erano un centinaio di bombole di gas e sono state trovate tracce del potente esplosivo rudimentale Ttap (perossido di acetone), già usato dal Daesh per le stragi di Parigi, Bruxelles e Manchester, abbastanza per riempire tre camion-bomba. A questo riguardo di è appreso che i terroristi volevano noleggiare un furgone più grande di quello che ha fatto strage sulla Rambla, ma gli fu negato perché erano troppo giovani e senza il numero di anni di patente necessari. Secondo alcune ricostruzioni, nel mirino dei terroristi c'era addirittura la Sagrada Familia.

È caccia all'uomo, dunque, per il 22enne che sembra essere l'ultimo terrorista in fuga e a questo punto possibile capo della cellula e autore materiale della strage di Barcellona che secondo la polizia iberica potrebbe essersi allontanato in metropolitana dopo l'attentato. Si ipotizza che possa aver raggiunto la Francia in auto. Secondo gli inquirenti, sembrava il più riservato del gruppo di giovani che negli ultimi mesi trascorrevano molto tempo insieme senza però aver mai destato sospetti.

Secondo il governo, la cellula di 12 jihadisti è stata smantellata ma i Mossos d'Esquadra non condividono l'ottismo del governo.

Canale Telegran pro-Daesh: prossimo obiettivo l'Italia

Un canale Telegram ritenuto legato al sedicente Stato islamico (Is) ha indicato l'Italia come il prossimo obiettivo degli attacchi . Lo ha riferito Site - sito che monitora le attività jihadiste sul web - sul suo account Twitter.

Il cordoglio del Papa

"Di fronte alla notizia del crudele attentato terrorista che ha seminato morte e dolore nella Rambla di Barcellona, papa Francesco desidera esprimere la sua più profonda solidarietà per le vittime che hanno perso la vita in una azione così inumana e offre suffragi per il loro eterno riposo". Lo scrive il cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, in un messaggio al cardinale Juan José Omella y
Omella, Arcivescovo di Barcellona. "In questi momenti di tristezza e dolore, esprime il proprio sostegno e la propria viginanza ai numerosi feriti, alle loro famiglie e a tutta la società catalana e spagnola. Il Santo Padre condanna ancora una volta la violenza cieca, offesa gravissima al Creatore, e leva la sua preghiera all'Altissimo affinché ci aiuti a continuare a lavorare con determinazione per la pace e la concordia nel mondo".

L'arcivescovo Orella in preghiera

L’arcivescovo di Barcellona, il cardinale Juan José Omella, s’è raccolto in preghiera per l’intera città e oggi ha visitato i feriti in ospedale. Mentre la Conferenza episcopale spagnola ha espresso profonda vicinanza ai colpiti e ha condannato con forza «ogni espressione di terrorismo», «di intolleranza e di totalitarismo». Una forte condanna è arrivata anche dalla Conferenza islamica spagnola che ha manifestato il cordoglio dei musulmani alle vittime.

L'attentato alle 17: un furgone per 500 metri sulla folla

Un furgone bianco giovedì 17 agosto intorno alle 17 ha investito dozzine di persone sulla Rambla di Barcellona. Tra i 13 morti ci sono almeno un belga, tre tedeschi e un italiano. 100 i feriti, dei quali 15 gravi. Il van si è lanciato sulla gente che passeggiava ad almeno 80 km all'ora, percorrendo circa 500 metri. Dopo qualche ora il Daesh ha rivendicato l'azione.

Il passaporto rubato

Il passaporto ritrovato sul furgone è intestato a Driss Oukabir Soprano, originario del Marocco. Si tratta però di un passaporto rubato dal fratello Moussa Oukabir. Molti testimoni hanno descritto l'autista del furgone come "molto giovane sui 25 anni al massimo", alto 1 metro e 70 circa, vestito con un camicia bianca a strisce azzurre, magro e con i capelli castani. Driss Oukabir risulta essere il nome di chi ha affittato non solo il furgone killer, ma anche un secondo, che la polizia ritiene dovesse servire per la fuga.

Un'immagine del luogo dove il van ha investito le persone (da Twitter)

Un'immagine del luogo dove il van ha investito le persone (da Twitter)


Anche il secondo furgone è stato ritrovato, nella località di Vic, a 70 km circa da Barcellona. La polizia sospetta che almeno un complice dell'attentatore possa avere utilizzato questo mezzo per allontanarsi dal luogo della carneficina.

Un ferito viene portato via (Ansa)

Un ferito viene portato via (Ansa)


L'attacco è avvenuto vicino al negozio Fnac, subito si è scatenata la paura e la calca della gente in fuga, anche nelle strade circostanti.

Diverse ambulanze e veicoli dei soccorritori sono accorse sul posto sul posto. La polizia di Barcellona ha ordinato a negozi, ristoranti e hotel della zona della Rambla di chiudere le serrande e non lasciare uscire nessuno nelle strade. Centinaia di persone sono rimaste chiuse all'interno dei locali per alcune ore. Anche l'acceso alla metropolitana è stato bloccato, così come sono stati fermati i mezzi di trasporto pubblico di superficie.

Subito dopo l'attentato (Ansa)

Subito dopo l'attentato (Ansa)


"Evitare la zona di Las Ramblas in modo da non ostacolare le operazioni dei servizi di emergenza. Seguite i canali di informazione ufficiali". È quanto scrive su Twitter la polizia catalana, i Mossos d'Esquadra.

Guarda il video (dal canale YouTube de La Vanguardia)



Testimonianze

>>> Leggi le parole di chi sul posto al momento dell'attacco CLICCA QUI <<<


Sotto choc (Ansa)

Sotto choc (Ansa)


L'ombra del Daesh (con rivendicazione)

"Gli account del Daesh (Isis) stanno celebrando" l'attacco a Barcellona "in modo simile a" quanto avevano fatto "dopo Manchester: pubblicano immagini, precedenti avvertimenti ed elogi. Però ancora nessuna rivendicazione". Lo ha scritto Rita Katz, direttrice del Site Intelligence Group, su Twitter.

Poi dopo qualche ora è arrivata la rivendicazione del Daesh

Del resto anche la tecnica usata è la stessa di ormai tanti altri attentati compiuti in tutta Europa da cani sciolti i piccoli gruppi di fanatici che hanno aderito al Daesh soprattutto via web,

"La Spagna è la terra dei nostri avi e noi la riprenderemo con la forza di Allah". Lo Stato islamico di Abu Bakr al Baghdadi ha messo da tempo il Paese nel mirino. Solo due settimane fa, ha riferito il Site, il sito di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web, "i sostenitori dell'Isis avevano paventato la riconquista dell'al Andalus, il nome utilizzato dalla propaganda islamica per indicare la Spagna, un "attacco imminente".

Dal 2014, almeno 190 foreign fighter dalla Spagna si sono uniti alle file del Daesh in Siria e Iraq, secondo dati forniti dal ministro degli Interni. Una trentina sono rientrati in Spagna. Quasi tutti sono di origine araba o nord-africana, residenti in Spagna o con la cittadinanza spagnola. Dal 2015 la polizia ha intensificato la pressione sui fiancheggiatori del gruppo terrorista islamico. Almeno 150 presunti jihadisti sono stati arrestati nel paese iberico.

La condanna della comunità musulmana

La folta comunità musulmana spagnola ha condannato senza alcuna remora l'attentato di Barcellona in cui è stata accertato il coinvolgimento di almeno un uomo di origini maghrebine. "I musulmani spagnoli esprimono le loro condoglianze alle famiglie delle vittime ed esprimono la loro solidarietà al popolo spagnolo e di Barcellona" si legge in una dichiarazione del presidente della comunità, Riay Tatary Bakry, che aggiunge: la comunità "musulmana ribadisce il suo pieno impegno nella lotta contro ogni forma di terrorismo e spera che i responsabili di questo attacco siano arrestati e portati davanti alla giustizia il prima possibile".

La Rambla, simbolo di Barcellona

La Rambla di Barcellona, lunga quasi un chilometro e mezzo, è la passeggiata emblematica del capoluogo catalano, che dalla centralissima Plaza de Catalunya, fulcro della città, scende maestosa verso il mare e la statua di Cristoforo Colombo (che paradossalmente guarda verso l'Italia e non l'America).

Negli ultimi anni La Rambla si è trasformata nell'area più turistica della metropoli, che ogni anno attira milioni di visitatori da tutta Europa e da tutto il mondo. Lungo l'ampio marciapiede centrale è un susseguirsi di artisti di strada, di bancarelle e di caffè di tutti i tipi, nonché di orde di turisti, molti dei quali non di rado ubriachi.

Las Ramblas (o Les Rambles in catalano) è in realtà un susseguirsi di cinque viali costruiti in epoche diverse. Circa alla metà della discesa, si incontra sulla destra il mercato coperto de la Boqueria, che costeggia il Barri Xino, o El Raval. Pochi metri dopo, c'è il famoso teatro dell'Opera El Liceu, uno dei più prestigiosi del mondo. Ancora più avanti troviamo il Palau Guell, uno dei capolavori di Gaudì, patrimonio mondiale dell'Unesco. A sinistra della Rambla c'è un altro quartiere famoso del centro storico, il Barri Gotic (il quartiere gotico), con la cattedrale e poi la Plaça Reial (Plaza Real).

Camion sulla folla: i precedenti

I camion sulla folla sono ormai una costante delle azioni terroristiche. Ecco le date dei precedenti attacchi

Nizza 14 luglio 2016, Promenade des Anglais - 86 morti, tra cui 6 italiani

Berlino 19 dicembre 2016, mercatino di Natale - 12 morti, tra cui l'italiana Fabrizia Di Lorenzo

Londra 22 marzo 2017, ponte di Westminster - 5 vittime

Stoccolma 7 aprile 2017, zona pedonale - 4 morti

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