Lo spostamento di truppe dell'Estonia al confine è un segnale contro la guerra ibrida di Mosca
Le forze dell'esercito di Tallinn sono sempre più vicine alla frontiera con la Russia. Il timore è che un possibile cessate il fuoco con Kiev porti allo spostamento verso il Paese di nuovi soldati da parte del Cremlino. Intanto a Berlino sale la tensione. Gli 007 tedeschi: si rischia un conflitto violento

I droni russi che anche domenica hanno colpito il ponte Nord di Kiev, “salutando” la visita a sorpresa del cancelliere tedesco Merz nella capitale ucraina, sono per molti il segnale di una nuova strategia della Russia in vista del quinto inverno di conflitto. La chiamano già “guerra totale” e i segnali di una preoccupazione non mancano.
L'Estonia, ha rivelato il Financial Times, sta spostando in modo permanente le truppe più vicino al confine con la Russia. Il Paese baltico, dal 2004 nella Nato, si sta pure dotando di nuove armi in grado di colpire in profondità oltre confine. Per i prossimi due anni i vertici di Tallinn non prevedono una guerra su vasta scala con la Nato, ma la Russia potrebbe mettere in atto provocazioni limitate, azioni dimostrative. «Abbiamo temuto la guerra in Ucraina, ora temiamo che finisca» ha dichiarato al Financial Times una fonte militare anonima. Perché, queste le previsioni che si fanno a Tallinn, in caso di una intesa per un cessate il fuoco in Ucraina, migliaia di soldati russi potrebbero venire spostati in breve tempo lungo il confine estone. Da qui la necessità di una “difesa attiva” per contrastare l’estendersi della guerra ibrida fin sul fianco orientale dell’Alleanza atlantica. Una partita a scacchi, all’insegna del riarmo, che ha come prima mossa dell’Estonia la fortificazione del confine. La prima brigata estone, cuore dell’esercito di Tallinn, si sposterà in modo permanente da Tapa a Johvi, a soli 50 chilometri dal confine. Un'altra nuova base, per un migliaio di soldati, è in via di costruzione a Narva, città al confine con la Russia a soli 260 chilometri da San Pietroburgo. «Disponiamo del necessario potenziale di intelligence per monitorare e valutare adeguatamente la situazione ai confini» la fredda replica del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Dopo la visita a sorpresa di domenica del cancelliere Merz a Kiev, “salutata” dal nuovo raid di droni russi contro il Ponte Nord, l’aeronautica ucraina ha dichiarato ieri di aver già installato su alcuni ponti torrette robotiche dotate di intelligenza artificiale con cui sono già stati intercettati diversi droni, compresi i nuovi modelli più difficili da intercettare. Questo mentre ieri si sono registrati 5 morti e almeno 30 feriti per i raid russi su Kharkiv. Dopo che il cancelliere tedesco domenica ha portato con sé in dote un pacchetto di aiuti militari da un milione di euro e altri 350 milioni per interventi energetici urgenti, la preoccupazione per un possibile scontro con Mosca ieri è riversata pure su Berlino. Il conflitto ha assunto «una nuova, più pericolosa dimensione: la Germania rischia di finire in un conflitto violento con la Russia» ha dichiarato in una un’audizione pubblica in parlamento alla commissione di controllo parlamentare il capo dei Servizi Martin, Martin Jaeger. «Il tentato attentato di Lipsia ne è solo un esempio» mentre «il pericolo di attentati contro obiettivi in Germania rimane reale e imminente. Dobbiamo opporci a questo», ha aggiunto. La Russia, ha avvertito Jaeger, «sta conducendo una guerra nell’ombra contro di noi». Una «guerra non dichiarata» che «non può essere inquadrata nelle tradizionali categorie militari o giuridiche».
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