La tregua tra Usa e Iran non vale per il Libano? lI pressing del mondo su Netanyahu
Donald Trump ha accettato di sospendere i bombardamenti e gli attacchi all'Iran per due settimane, "a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz". Accettata la proposta negoziale del Pakistan

Le voci si sono rincorse prima della mezzanotte italiana, a due ore dalla scadenza del drammatico ultimatum imposto dagli Stati Uniti all'Iran. Infine, l'annuncio che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutto il mondo: Donald Trump ha accettato di sospendere i bombardamenti e gli attacchi all'Iran per due settimane, «a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz», ha spiegato il presidente sul suo social Truth, affermando che «si tratterà di un cessate il fuoco bilaterale». Il presidente Usa ha quindi accolto la proposta che era stata avanzata dal premier pakistano Shehbaz Sharif, sottolineando che «il motivo di questa decisione è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a buon punto con un accordo definitivo riguardante la pace a lungo termine con l'Iran e la pace in Medio Oriente. Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall'Iran e riteniamo che - ha osservato Trump - sia una base praticabile su cui negoziare».
La risposta di Teheran
«Se gli attacchi contro l'Iran cesseranno, le nostre potenti forze armate interromperanno le loro operazioni difensive», ha dichiarato dal canto suo su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, annunciando che «per un periodo di due settimane sarà possibile il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz tramite il coordinamento con le forze armate iraniane e tenendo debitamente conto dei limiti tecnici».
Il primo giro di negoziati tra Usa e Iran è previsto a partire da venerdì prossimo a Islamabad, in Pakistan: tra i presenti, dovrebbero esserci il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, così come l'inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero del presidente statunitense, Jared Kushner. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che gli Stati Uniti, l'Iran e i loro alleati hanno concordato un cessate il fuoco «ovunque», compreso il Libano (su questo punto il premier israeliano Netanyahu ha fatto dichiarazioni di segno opposto), a seguito della mediazione del suo governo volta a porre fine a settimane di combattimenti: «Sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, compreso il Libano e altrove, con effetto immediato», ha scritto Sharif su X. Dopo l'annuncio della tregua, il prezzo del West Texas Intermediate (Wti), il benchmark americano del greggio, è crollato di quasi il 18%. Prima dell'apertura dei mercati asiatici, verso le 23:30 GMT, il suo prezzo era sceso del 17,64% a 93,03 dollari.
Trump su Truth: aiuteremo a gestire il traffico sullo Stretto di Hormuz
«Una grande giornata per la pace mondiale! L'Iran la vuole, ne ha abbastanza! E così anche tutti gli altri! Gli Stati Uniti d'America aiuteranno a gestire il traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte azioni positive! Si guadagneranno molti soldi. L'Iran potrà iniziare il processo di ricostruzione. Faremo rifornimento di ogni genere e resteremo lì ad «aspettare» per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che andrà così. Proprio come la stiamo vivendo negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l'età dell'oro del Medio Oriente!!!«. Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
E l'uranio sarà «perfettamente gestito»
L'uranio iraniano sarà «perfettamente gestito» nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco di due settimane con Teheran. Lo ha assicurato Donald Trump, parlando nella notte con l'Afp: «Questo sarà perfettamente gestito, altrimenti non avrei accettato l'accordo», Quindi il presidente ha rivendicato che gli Stati Uniti hanno ottenuto una «vittoria totale e completa, al cento per cento, senza alcun dubbio».
I 10 punti dell'accordo
Ecco i 10 punti presentati dall'Iran agli Stati Uniti: tra le novità, c'è l'ipotesi che l'Iran faccia pagare un pedaggio per il passaggio dallo Stretto di Hormuz.
Garanzia che l'Iran non verrà più attaccato; fine permanente della guerra, non solo un cessate il fuoco; fine degli attacchi israeliani in Libano; revoca di tutte le sanzioni statunitensi contro l'Iran; fine di tutti i combattimenti regionali contro gli alleati dell'Iran. In cambio, l'Iran aprirebbe lo Stretto di Hormuz, imporrebbe una tassa di 2 milioni di dollari per nave nello Stretto di Hormuz, dividerebbe questi introiti con l'Oman, stabilirebbe regole per il passaggio sicuro attraverso Hormuz e userebbe i proventi di Hormuz per la ricostruzione invece che per le riparazioni.
Il nodo del Libano
Secondo il Pakistan il cessate il fuoco si applica »ovunque«, compreso il Libano. Ma Israele ha annunciato che prosegue le operazioni contro Hezbollah in Libano. L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione »urgente« per i residenti della città costiera libanese di Tiro. «Per garantire la vostra sicurezza, evacuate immediatamente le vostre case e spostatevi a nord del fiume Zahrani», ha dichiarato il portavoce in lingua araba delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) in un messaggio su Telegram. Le IDF hanno affermato di avere come obiettivo Hezbollah nella zona.
Su questo sfondo si innesta la presa di posizione dei principali leader occidentali, che tentano di evitare una saldatura definitiva dei fronti. «Chiediamo a tutte le parti di attuare il cessate il fuoco, anche in Libano», si legge nel comunicato congiunto firmato dal presidente francese Emmanuel Macron, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, dal primo ministro britannico Keir Starmer, insieme ad altri capi di governo europei e ai vertici delle istituzioni dell’Unione. Nel documento, che coinvolge anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa, viene inoltre ribadito un impegno diretto a «garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz», segnale che allarga l’orizzonte della crisi ben oltre il Levante.
Il doppio registro — operativo sul terreno e diplomatico nei palazzi — restituisce così l’immagine di una tregua ancora fragile, quasi nominale, soprattutto sul fronte settentrionale di Israele. Il Libano in buona sostanza, più che un teatro secondario, appare sempre più come il punto di verifica reale della tenuta del cessate il fuoco, soprattutto dopo la carneficina compiuta oggi dai bombardamenti israeliani.
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