La storia di Roman, arrestato per un cartello di pace e morto in carcere in Russia
Il dissidente che aveva chiesto la fine della guerra in Ucraina è morto in cella: a scoprirlo, solo un anno dopo, una sua follower che gli aveva scritto una lettera di solidarietà. Tornata indietro

Roman Tjurin aveva 55 anni e viveva a Omsk, in Siberia. Faceva post come tanti di noi contro la guerra. Il suo ultimo post nel 2023 riportava che in tutto il paese si svolgevano picchetti solitari con un unico comune appello: la fine della guerra tra Russia e Ucraina. Accompagnava il post una fotografia che ritrae in ginocchio Dmitrij Skurikhin con un cartello con scritto: «Chiedo perdono Ucraina». Per questo Dmitrij è stato prima multato e poi arrestato e condannato a 1 anno e mezzo di carcere.
Roman è rimasto in carcere per due anni e l’avvocato ha dichiarato che anche lì era molto attivo e stava scrivendo un libro. In questo gennaio 2026 si è saputo che Roman è morto l’anno scorso. Si è saputo soltanto grazie al fatto che una donna sensibile di nome Anastasia che gli scriveva lettere di solidarietà e supporto ha ricevuto in dietro la lettera che gli aveva spedito con la seguente comunicazione: «Restituiamo la busta sigillata indirizzata a Roman Vladimirovich Tyurin. R.V. Tyurin è morto il 17 febbraio 2025». È passato un intero anno per sapere un’altra vita spenta in carcere nel silenzio e nel buio col quale il regime cerca di soffocare e nascondere le voci di chi si oppone alla guerra. Sta anche a noi restituirgli la luce anche da qui. Affinché la sua protesta pacifica e pacifista non sia stata invano e inascoltata. Non deve essere sepolta anche dall’indifferenza di chi in Europa afferma di essere contro la guerra.
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