La guerra sfiora ancora l'Europa: droni affondano due mercantili nel Mar Nero, è strage di marinai

Attaccati vascelli commerciali riconducibili a Kiev in Romania e Bulgaria. Mosca respinge le accuse: provacazioni di parti terze. Trump conferma la collaborazione dell'intelligence Usa con l'Ucraina
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October 13, 2026
La guerra sfiora ancora l'Europa: droni affondano due mercantili nel Mar Nero, è strage di marinai
Marinai di una delle due navi colpite da droni nel Mar Nero fuori dai confini della Bulgaria sono scortati da guardie di frontiera bulgare dopo l'arrivo al porto di Varna / Ansa
Nel Mar Nero 11 marinai dispersi dopo un attacco con droni, una tregua energetica ancora senza conferma e gli alleati divisi su come fermare Mosca. Due mercantili colpiti da droni al largo della Bulgaria riportano la guerra alle porte dell’Europa, mentre Donald Trump assicura che l’intelligence americana continua ad aiutare Kiev. Bruxelles stringe le sanzioni, la Nato si dice pronta a reagire a un attacco. Washington punta invece sugli acquisti di gasolio russo per riaprire il negoziato, ma il Cremlino nega qualsiasi legame fra commercio e guerra. La “Hs Dignity”, battente bandiera della Guinea-Bissau e diretta al porto rumeno di Braila, è affondata a 17 miglia nautiche a est di Krapets: 5 membri dell’equipaggio sono stati salvati, altri 11 risultano dispersi. La “Chelsea 3”, di proprietà ucraina e con bandiera maltese, è stata attaccata da tre droni a 18 miglia nautiche da Byala (Bulgaria): soccorsi tutti i 15 marinai, 7 ucraini e 8 azeri. Il premier bulgaro Rumen Radev ha interpellato l’ambasciatrice russa Eleonora Mitrofanova. Sofia non dispone di prove certe sull’origine dei droni, ha precisato, ma «non avrebbe senso per l’Ucraina distruggere proprie navi». I risultati degli attacchi indirizzano quindi i sospetti verso la Russia. La diplomatica di Mosca ha risposto di «comprendere la logica», ma di non avere informazioni dal ministero della Difesa russo, evocando possibili «provocazioni di parti terze».
Da Washington, Trump smentisce intanto l’interruzione dello scambio di intelligence con Kiev. «No, non abbiamo smesso», dichiara. «Li stiamo aiutando» a trovare una soluzione definitiva: «Vogliamo che la guerra finisca. Penso che anche Putin lo voglia». La fiducia americana non convince gli europei, sorpresi dall’annuncio di una tregua energetica priva della conferma dei belligeranti. A dividere gli alleati è soprattutto il diesel russo. L’acquisto «va in senso contrario alla strategia che abbiamo seguito negli ultimi quattro anni e mezzo», spiega un alto funzionario Ue, richiamando la riduzione della dipendenza energetica da Mosca. Al Consiglio europeo i leader probabilmente esprimeranno «rammarico». Intanto i ministri degli Esteri hanno aggiunto 1.569 persone e imprese alle sanzioni, nel pacchetto presentato come il più ampio dall’invasione del 2022. «La Russia negozierà seriamente soltanto sotto pressione», insiste il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Intanto la Nato ribadisce la deterrenza. Al “Warsaw Security Forum” il comandante supremo alleato in Europa, il generale americano Alexus Grynkewich, avverte che l’Alleanza non cerca la guerra, ma reagirà se attaccata: bloccare l’offensiva, indebolirla e, se prosegue, neutralizzare le forze che la conducono. La natura difensiva della Nato, in altre parole, non deve essere scambiata per debolezza. Secondo tre fonti citate da “Reuters”, gli emissari di Trump hanno spiegato agli ucraini che il diesel dovrebbe riportare Mosca al tavolo. Il Cremlino parla invece di vantaggiosa cooperazione bilaterale. «Non ci vedo alcuna relazione», dice Dmitry Peskov rispetto all’Ucraina, denunciando possibili intralci dalle sanzioni europee. Parlamentari americani di entrambi i partiti contestano però la compatibilità dell’accordo con la legge. Sulla Casa Bianca pesano i prezzi dei carburanti e il voto di metà mandato di novembre. Mosca sostiene che i colloqui sulla tregua energetica continuano, ma respinge i 60 giorni senza combattimenti proposti da Zelensky per organizzare le elezioni. Kiev denuncia 6 obiettivi energetici colpiti lunedì e assicura di avere risparmiato le raffinerie russe. Ma sui preparativi invernali Zelensky attacca il sindaco di Kiev, Klitschko, suo possibile sfidante in caso di voto.

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