La Flotilla e le barche intercettate da Israele: ci sono 22 italiani
di Redazione
L'operazione avvenuta nei pressi dell’isola greca di Creta, in acque internazionali. Palazzo Chigi chiede a Israele il rilascio «degli italiani illegalmente fermati»

La Global Sumud Flotilla, diretta verso la Striscia di Gaza, ha reso noto che la Marina israeliana ha intercettato diverse imbarcazioni durante la notte. Sarebbero 22 gli italiani (su 211 attivisti) fermati. Lo riferiscono fonti della Flotilla. Mentre Israele riferisce di 22 navi. Tra i fermati ci sono il giornalista collaboratore del Manifesto, Andrea Sceresini, e diversi veterani delle missioni della Flotilla tra cui l'attivista pugliese Tony La Piccirella, membro del comitato direttivo e imbarcato su una delle due navi madre, la Safsal e la Snap. Alcuni di loro erano già stati fermati a settembre nella prima spedizione della Flotilla ma molti altri erano alla loro prima missione. La Marina israeliana ha iniziato ieri sera l’intercettazione della flottiglia nei pressi dell’isola greca di Creta, a centinaia di miglia nautiche da Israele. Ha quindi intimato agli attivisti rimasti di tornare indietro oppure, qualora trasportassero aiuti umanitari, di consegnarli al porto di Ashdod, dove sarebbero stati ispezionati prima di poter entrare a Gaza. Ha infine avvertito che, qualora avessero proseguito, sarebbero stati fermati. «Nel corso di un violento raid in acque internazionali, le forze navali israeliane hanno intercettato, abbordato e sistematicamente neutralizzato diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla», afferma l'organizzazione. Che ha aggiunto: «Dopo aver distrutto i motori e i sistemi di navigazione, i militari si sono ritirati, lasciando intenzionalmente centinaia di civili alla deriva su imbarcazioni danneggiate e senza energia, proprio sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo. Inoltre, le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state interrotte, compromettendo la loro capacità di coordinarsi o di chiedere aiuto».
Le reazioni internazionali
«L'attacco perpetrato dalle forze israeliane in acque internazionali contro la Global Sumud Flotilla, organizzata per consegnare aiuti umanitari a Gaza, costituisce un atto di pirateria». Lo ha affermato il ministero degli Esteri di Ankara in un comunicato, secondo cui «Israele ha violato anche i principi umanitari e il diritto internazionale» con il suo intervento. La Turchia ha chiesto alla comunità internazionale di «adottare una posizione unitaria contro questo atto illecito di Israele» e sta lavorando «per garantire il benessere dei nostri cittadini e degli altri passeggeri a bordo della Flotilla», si legge nella nota. «La libertà di navigazione secondo il diritto internazionale deve essere rispettata», ha detto il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni. Mentre la Spagna ha convocato per protesta l'incaricato d'affari israeliano in Spagna.
La nota di Italia e Germania
In una nota congiunta, Italia e Germania hanno espresso «forte preoccupazione», chiedendo «il pieno rispetto del diritto internazionale applicabile e di astenersi da azioni irresponsabili», sottolineando come la loro «priorità comune e assoluta è garantire la sicurezza dei nostri cittadini, in linea con il diritto internazionale umanitario».
Mentre Palazzo Chigi ha chiesto a Israele il rilascio «degli italiani illegalmente fermati». «Questa operazione illegale dell'Idf deve interrompersi subito e gli attivisti sequestrati devono essere immediatamente liberati», la richiesta invece della segretaria Pd, Elly Schlein.
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