Dalla conquista di Cuba agli Ufo: ecco come Trump pensa di recuperare terreno

di Elena Molinari, New York
Il presidente americano guarda alle elezioni di "mid term" e punta su fasce d'elettorato come gli esuli dell'Avana o la destra giovanile cristiana di Charlie Kirk per invertire la rotta negativa dei sondaggi. Tra le promesse, anche possibili annunci su contenuti extra-politici
April 20, 2026
Dalla conquista di Cuba agli Ufo: ecco come Trump pensa di recuperare terreno
Donald Trump a un comizio elettorale nella Dream City Church di Phoenix venerdì sera / Afp
Venerdì sera, alla Dream City Church di Phoenix (una mega chiesa fortemente legata a Charlie Kirk), Donald Trump ha promesso alla comunità cubano-americana che «molto presto la grande forza dell'esercito statunitense porterà una nuova alba per Cuba». Poi ha annunciato l'imminente pubblicazione di documenti classificati sugli Ufo. Nel mezzo, ha cercato di ricucire con la destra cristiana giovanile che i sondaggi indicano in fuga e che non ha apprezzato che il capo della Casa Bianca si paragoni a Gesù. Tre mosse in una serata, tutte con un denominatore comune: spostare l'attenzione da un'agenda che sta producendo più costi che vittorie.
La guerra in Iran è alla settima settimana e non si chiude. Il cessate il fuoco regge a fatica. Lo Stretto di Hormuz sfugge dal controllo americano, il prezzo alla pompa di benzina ha sfiorato i cinque dollari al gallone, di cui anche i sostenitori di lunga data del presidente cominciano a lamentarsi. Un sondaggio Cbs-YouGov intanto indica che il 70 per cento degli under 30 disapprova la leadership di Trump. E le elezioni di medio termine sono all'orizzonte.
Su Cuba, la retorica presidenziale ha seguito una escalation precisa. Il 16 marzo Trump aveva detto che avrà l'onore di prendere Cuba. Il 27 marzo: «Cuba è la prossima, ma fingete che non l'abbia detto». Il 15 aprile: «Potremmo fermarci a Cuba dopo aver finito con questo». Venerdì, la promessa della «nuova alba». Una progressione con un obiettivo elettorale preciso: la contea Miami-Dade, dove risiedono circa 1,2 milioni di cubano-americani e dove Trump ha già ottenuto il 58% dei voti nel 2024 e dove il 79% appoggia un intervento militare sull'isola. I media Usa riferiscono che la pianificazione militare per un'operazione a Cuba sarebbe stata accelerata, con anche il sequestro di petroliere venezuelane che rifornivano l’isola. Una delegazione del Dipartimento di Stato ha appena compiuto la prima visita ufficiale all'Avana da quando Obama vi si recò dieci anni fa, incontrando tra gli altri Raul Rodríguez Castro, nipote dell'ex presidente Raul.
I funzionari americani hanno offerto all'Avana accesso a internet tramite Starlink e aiuto economico, ma hanno presentato richieste precise: risarcimento dei beni confiscati dopo la Rivoluzione del 1959, liberazione dei prigionieri politici, garanzie di libertà civili ed elezioni libere. Poi hanno espresso preoccupazione per «la presenza di servizi segreti e gruppi militari stranieri». In caso di rifiuto, sarebbe l’invasione.
Il secondo fronte è quello della destra cristiana giovanile, il territorio politico costruito da Charlie Kirk prima della sua morte. Il comizio al Dream City Church, di solito piena quando Trump vi parla, rivelava molti posti vuoti: la stessa organizzazione fondata da Kirk, Turning Point, ha dichiarato tremila persone in una chiesa che ne contiene quattromila e cinquecento. Trump ha aperto ringraziando «tutti i giovani» e assicurando di non aver «mai visto così tanti giovani».
Prima del suo intervento, diversi oratori repubblicani avevano riconosciuto apertamente le divisioni interne al partito sul ruolo di Israele nel progetto “America First” e sul rapporto tra nazionalismo cristiano e interventismo militare. Sullo sfondo pesava la polemica con il Papa americano, che ha criticato la «illusione di onnipotenza» che alimenta la guerra e si è trovato bersaglio di un forte attacco da parte di Trump. La vicenda dell'immagine che ritraeva il presidente in pose cristologiche ha lasciato strascichi tra i cristiani praticanti, una fetta di elettorato che il presidente non può permettersi di perdere.
Nel mezzo del discorso, Trump ha annunciato che la revisione di materiali classificati ha portato alla luce «molti documenti molto interessanti» sugli Ufo, e che «il primo rilascio avverrà molto, molto presto». La promessa ha «animato la folla», secondo il Washington Post, e di certo il tema affascina destra e sinistra, giovani e meno giovani: non è la prima volta che Trump lo usa per gestire l'attenzione mediatica. Ma non è chiaro quanto potrà compensare prezzi che non scendono e una base che mostra più di una crepa.

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