Il trivalente "forse piuttosto letale" e l'autismo: Trump choc sui vaccini

di Elena Molinari, New York
Il presidente firma un ordine esecutivo con il quale limita ulteriormente le immunizzazioni ai bambini e ridisegna il calendario delle iniezioni. È scontro aperto con la comunità scientifica, Il tycoon imputa alle profilassi l’aumento di alcune malattie come l'autismo
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August 12, 2026
Il trivalente "forse piuttosto letale" e l'autismo: Trump choc sui vaccini
Donald Trump alla cerimonia della firma dell’ordine esecutivo sui vaccini. Alla sua sinistra il segretario alla Sanità, Robert F. Kennedy Jr / Reuters
Con un colpo di penna Donald Trump rilancia la sua offensiva sui vaccini. Un suo ordine esecutivo ha ridisegnato il calendario vaccinale dell’infanzia, modificato la politica sanitaria americana e alimentato lo scontro con la comunità scientifica. Il decreto impone infatti di scindere il trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (Mmr) in tre iniezioni separate, da somministrare in visite mediche distinte, riduce da diciotto a undici le malattie per cui la vaccinazione è raccomandata e sposta diversi vaccini - epatite A e B, meningococco, virus respiratorio sinciziale, rotavirus, influenza, Covid - ai soli soggetti «ad alto rischio» o in una zona grigia in cui sarà il singolo pediatra a decidere caso per caso.
Ma è soprattutto una frase a preoccupare i medici americani. Mentre siglava il decreto, Donald Trump ha ripetuto che i vaccini sarebbero legati all’autismo. Non è la prima volta che Trump lo evoca, anche se decine di studi in vari Paesi non hanno trovato alcun legame, ma è la prima che quella tesi screditata giustifica un atto formale della presidenza. «Decenni fa i bambini ricevevano solo una piccola frazione dei vaccini di oggi – ha detto –, allora la gente era molto più sana, e gli alti tassi di autismo che osserviamo ora non esistevano». Il presidente ha definito il Mmr «forse piuttosto letale», ma alla domanda se ne avesse le prove ha risposto: «Ho solo sentito che qualcuno lo dice». Inquieta anche il modo in cui l’Amministrazione Trump ha aggirato la struttura stessa del sistema sanitario Usa. A raccomandare i vaccini negli Stati Uniti non è la Casa Bianca ma i Centri per il controllo delle malattie (Cdc). Con l’ordine, Trump ha invece reintrodotto per via presidenziale le modifiche che il suo segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Junior, aveva imposto unilateralmente ai Cdc e che un giudice federale aveva bloccato perché contrarie alla legge.
La reazione del mondo medico è stata durissima e corale. Spezzare il trivalente è «una pessima idea – ha detto Ashish Jha, ex coordinatore anti-Covid della Casa Bianca –. Nessun altro Paese lo fa, non il Canada, la Germania, la Francia, il Regno Unito». Moltiplicare le visite, inoltre, avvertono i pediatri, creerà barriere e ritardi, e un bambino vaccinato solo contro il morbillo resterebbe esposto a parotite e rosolia. Il presidente dell’Associazione medica americana (Ama), Willie Underwood, ha ammonito che «alterare un calendario collaudato senza prove credibili indebolisce la fiducia pubblica e mette a rischio la salute dei bambini». Sulla stessa linea l’Accademia americana di pediatria e il Collegio dei medici, che parlano di «schema inquietante». Il senatore repubblicano Bill Cassidy, anch’egli medico, intanto, ha contraddetto lo stesso leader del suo partito precisando che «i vaccini non causano l’autismo. Spezzarli significa più punture, più diffidenza e bambini meno sicuri».
A Trump e Kennedy che temono che troppi vaccini insieme «sovraccarichino» il sistema immunitario dei più piccoli, gli esperti replicano che ogni giorno un bambino incontra migliaia di antigeni. E dietro la «maggiore libertà di scelta» rivendicata dalla Casa Bianca fanno notare che si nasconde un maggiore accentramento delle decisioni nelle mani di pochi. Il decreto è il coronamento della campagna di Kennedy, fondatore di un noto gruppo anti-vax, che, una volta diventato ministro, ha rimodellato la politica vaccinale in modo giudicato destabilizzante: ha licenziato in blocco il comitato di esperti che consiglia i Cdc, tolto il vaccino anti-Covid dal calendario pediatrico, e promesso – senza mai consegnarla – una spiegazione delle «cause dell’autismo». La sua gestione ha provocato una fronda interna al dipartimento alla Salute e ai Servizi sociali americano, con dimissioni a catena, dal portavoce fino agli scienziati, uno dei quali ha avvertito che le politiche di Kennedy «causeranno morte e disabilità a bambini e adulti vulnerabili».
Sullo sfondo c’è infatti il ritorno del morbillo, che nel 2026 ha toccato negli Stati Uniti il livello più alto da oltre trent’anni: il 93% dei casi riguarda bambini non vaccinati o di stato vaccinale ignoto. Allentare il calendario, temono i medici, rischia di alimentare i focolai. I democratici sono passati all’attacco: «Ignorate il decreto di Trump – ha scritto la senatrice Patty Murray –. Non c’è alcun legame tra vaccini e autismo. In piena crisi sanitaria l’America merita leader guidati dalla scienza. Licenziate Kennedy».
Separare le immunizzazioni non sarà immediatamente fattibile: i vaccini individuali contro le singole malattie non esistono sul mercato americano e ottenerne la licenza richiederà anni. Resta anche il fatto che gli ordini esecutivi non sono leggi (non hanno effetto vincolante sui cittadini ma solo sulle agenzie federali) e che sono gli Stati a fissare gli obblighi per l’iscrizione a scuola. Ventinove Stati americani e la capitale Washington hanno infatti già svincolato le proprie regole da quelle dei Cdc, mentre le assicurazioni sanitarie private continuano a rimborsare i vaccini. Ma anche se il decreto non avesse effetti immediati, è innegabile che mette pressione sugli Stati e sui medici. In mezzo, ci sono i bambini.

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