Hypersail, la Ferrari del mare è la più grande sfida di sempre della vela italiana
Ormai vicino al traguardo il progetto del marchio di Maranello per debuttare nel mondo della vela oceanica con un monoscafo "volante" costruito con la più sofisticata tecnologia automobilistica

La Ferrari del mare si chiama Hypersail. E non poteva essere rossa. Sarebbe stata banalità pura. Ed ecco allora la livrea gialla: insieme al blu è il colore araldico di Modena, fa da sfondo al logo ufficiale dove incornicia il Cavallino di Francesco Baracca ed è il colore di tante vetture vincenti degli anni ’50 e ’60. Poi c’è una serie di richiami automobilistici: alla Monza SP1/SP2 nella forma della fiancata, o alla Hypercar 499P nel "coachroof" sulla coperta. E ancora il logo Ferrari sulla randa con la "F lunga" vista sulle ali delle monoposto di F1 nel biennio 2023-2024, ma anche sulla Daytona SP, battuta all’asta miliardaria di Peeble Beach.
Frutto del Centro Stile Ferrari, diretto da Flavio Manzoni, il colossale impegno – il budget è senza limiti, mai comunicato – che la Casa di Maranello sta mettendo in piedi è per la più grande sfida della vela italiana di tutti i tempi. Le dimensioni della barca sono imponenti: 30 metri di lunghezza, 20 di larghezza e 40 di altezza. Ma non bastano a spiegare la novità assoluta: l’aver convogliato, in una singola piattaforma, le soluzioni più avanzate e più estreme disponibili nel settore ad alte prestazioni, con l’aggiunta di idee ancora da testare ma che si annunciano rivoluzionarie. Il risultato sarà il primo monoscafo full-foiling per competizioni offshore, un geniale mix (stiamo semplificando, ovviamente) tra gli AC75 dell’America’s Cup come Luna Rossa – che però gareggiano in acqua quasi piatta – e i 60 piedi Imoca, protagonisti del circuito oceanico e detentori dei maggiori record di velocità.
La barca è stata assemblata in un sito nei pressi di Pisa: il gigantesco scafo è pronto e si procede con il montaggio degli impianti elettrici e idraulici, che proseguirà fino a fine anno. La rotta è tracciata: a settembre 2026 sarà svelato il team velico che condurrà la barca fino al 2031; a fine anno l’installazione di foil, timoni e chiglia, seguita dalle prove strutturali. Il varo vero e proprio sarà nel primo trimestre 2027.
Enrico Voltolini, il project leader della sfida, ha spiegato che «quando vedrete la barca, noterete che è estremamente strutturata, molto più di uno scafo di America’s Cup». La sorpresa rivelata è che i primi passi del trasferimento tecnologico tra automotive e vela erano iniziati nel 2022, con la F80 e la Luce come riferimenti concettuali, ben prima del lancio delle vetture sul mercato. «La nostra idea era sviluppare un concept che generasse la stessa potenza, con minore resistenza aerodinamica e idrodinamica, con lo stesso approccio adottato per le ultime nate in casa Ferrari come ad esempio la Luce – dice Matteo Lanzavecchia, chief technology officer di Ferrari Hypersail - la differenza tra la prima auto elettrica della nostra storia e le altre vetture del Cavallino sta nel fatto che di solito cerchiamo il carico aerodinamico tramite alettoni e appendici verticali, accettando la resistenza che ne consegue. Se nasce un problema di consumi, mettiamo un serbatoio più grande, perché una maggiore resistenza richiede più carburante. Con la Luce l’esercizio è stato l’opposto: volevamo la massima autonomia ed efficienza; quindi, abbiamo lavorato per ridurre al minimo questa resistenza. È lo stesso identico approccio usato per questa barca».
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