Il trionfo di Takaichi, la premier che ora può cambiare la Costituzione del Giappone

Vittoria senza precedenti del Partito Liberal Democratico che si è assicurato 316 seggi su 465. Il suo profilo e le decisioni che ora potrebbe prendere
February 9, 2026
Sanae Takaichi
Sanae Takaichi/ ANSA
E ora? Come la premier giapponese Sanae Takaichi investirà «il capitale politico senza precedenti», come lo ha definito il Japan Times, strappato grazie all’operazione «voto anticipato»? Una cosa è certa: la spregiudicata manovra politica è stata premiata. Ampiamente. I numeri certificano il successo del Partito Liberal Democratico (LDP) che si è assicurato 316 seggi su 465, la prima volta che un singolo partito ha ottenuto una maggioranza di due terzi alla Camera bassa da quando il Parlamento giapponese è stato istituito nella sua forma attuale nel 1947. Il Japan Innovation Party, partner di coalizione dell'LDP, ha vinto in altre 36 circoscrizioni, portando il totale complessivo a 352 seggi. Numeri che consentiranno alla premier giapponese di (ri)mettere mano nella Costituzione giapponese, avendo superato ampiamente la soglia dei 310 seggi necessari. Come sottolineato dalla stampa giapponese, si tratta di una vittoria al femminile, anche se la parità numerica con gli uomini resta per la politica giapponese una chimera. Non sono mai state così tante le donne candidate: 313, il 24,4% del totale di 1.284 candidati. Sono state elette in 68 donne, pari al 14,6% del totale. «Questo è l'inizio di una grande, grandissima responsabilità nel rendere il Giappone più forte e prospero», ha dichiarato oggi la premier, commentando l'esito del voto. «Proteggeremo con fermezza la pace e l'indipendenza del nostro Paese, il nostro territorio, le nostre acque territoriali, lo spazio aereo e le vite e la sicurezza dei nostri cittadini», ha detto, non rinunciando alla sua «ferma» retorica.
Insomma, il capitale politico del governo di Tokyo è senza precedenti. Il voto ha sancito il passaggio «da un'amministrazione fragile guidata da un blocco di minoranza al potere a un'era di predominio senza pari». Paradossalmente propria la vittoria schiacciante potrebbe nascondere delle insidie. Come scrive The Asahi Shimbun, il successo alle urne di domenica «non significa che gli elettori abbiano dato carta bianca» alla premier. Il pericolo è che accelerazioni brusche possano creare forti polarizzazioni e spezzare «l’opinione pubblica in due». Di certo il programma del partito LDP e il suo accordo di coalizione con Nippon Ishin «contengono proposte di riforma che cambieranno radicalmente la natura del Giappone, che perdura da 80 anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale». Tra queste, »la revisione di tre documenti sulla sicurezza nazionale entro la fine dell'anno, l'eliminazione delle restrizioni all'esportazione di armi, l'emanazione di una legge anti-spionaggio, l'introduzione di un nuovo reato per la profanazione della bandiera nazionale, il ripristino dei gradi militari utilizzati dall'esercito imperiale giapponese, la nazionalizzazione parziale delle fabbriche di armi militari«. E non ultima, la revisione costituzionale, incluso l'articolo 9. Quello «pacifista».

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