Il Papa: vicini a chi non può vivere i riti di questi giorni, il nostro Dio rifiuta la guerra
di Redazione
Immediata la reazione del Pontefice dopo la denuncia del Patriarcato di Gerusalemme. In piazza San Pietro aveva detto per la Domenica delle Palme aveva detto: «Gesù ha manifestato il volto mite di Dio che sempre rifiuta la violenza»

È immediata la reazione del Vaticano alle notizie provenienti dalla Terra Santa. «All'inizio della Settimana Santa, siamo più che mai vicini con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente, che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e, in molti casi, non possono vivere pienamente i Riti di questi giorni santi. Proprio mentre la Chiesa contempla il mistero della Passione del Signore, non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza», «eleviamo la nostra supplica affinché« il Signore «sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini concreti di riconciliazione e di pace». Lo ha detto il Papa all'Angelus, pronunciato poco dopo la denuncia del Patriarcato di Gerusalemme.
In precedenza, durate l'omelia pronunciata in piazza san Pietro, il Santo Padre aveva ricordato che Gesù «non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell'umanità». Il «nostro Dio», ha aggiunto, è «un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo, "Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue"».
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