Il Carnevale ha riportato la vita sul lungomare di Nizza 10 anni dopo la strage

di Daniele Zappalà, Nizza
Tra festa, carri e colori la città vuole guardare avanti. Sulla Promenade il ricordo delle 86 vittime dell'attentato è affidato alla toccante statua-memoriale dell’Angelo della Baia.
February 20, 2026
Alcuni degli allestimenti preparati sulla Promenade per il Carnevale di Nizza / Robert de Nice
Alcuni degli allestimenti preparati sulla Promenade per il Carnevale di Nizza / Robert de Nice
Nizza, la splendida capitale della Riviera transalpina, culla di Giuseppe Garibaldi e celebre per il "Carnevale più bello di Francia", accoglie quest’anno sfilate dei carri allegorici dal sapore molto particolare. Da una parte, come il resto delle città transalpine, Nizza è nel pieno della campagna elettorale per le imminenti Municipali. Dall’altra, in questo 2026, ricorrono i 10 anni dall’indimenticabile attentato jihadista del 14 luglio 2016, che pugnalò al cuore una delle più belle città mediterranee, da secoli ambita meta di soggiorno invernale per le famiglie regali di mezza Europa, oltre che per intellettuali ed artisti. Non a caso, negli ultimi anni, la città ha rialzato fieramente la testa anche grazie alla recente iscrizione prestigiosa nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco, come «Città della Villeggiatura d’inverno della Riviera». A testimoniare questa vocazione eccezionale, fra un mare di un azzurro proverbiale e le vette alpine imbiancate alle spalle, l’eclettica ricchezza architettonica della città, punteggiata di cupolette. Fra gli hotel più celebri e raffinati, simbolo di un’antica arte dell’accoglienza, il Negresco, sulla Promenade des Anglais, o il più intimo Gounod, recentemente restaurato, che fonde i codici dell’Art Nouveau e dell’Art Déco.
I carri pronti per la sfilata sulla Promenade / Robert de Nice
I carri pronti per la sfilata sulla Promenade / Robert de Nice
L’epicentro del Carnevale è la coloratissima Place Masséna, usualmente nota come il salotto, ma anche la "cucina", di Nizza. Al centro delle allegorie narrative carnascialesche, spiccano le figure emblematiche del Re e della Regina. Ma per una volta, sarà quest’ultima, nell’odierna edizione, ad avere i maggiori onori. Per la gioia dei più piccoli, ma anche dei grandi, le sfilate includono per due settimane pure numeri acrobatici mozzafiato. Inoltre, presso il Teatro dell’Opera, in apertura, si sono tenuti dei sontuosi balli in maschera aperti a tutti, sotto il vigile sguardo del gran cerimoniere Calixte de Nigremont, fra i volti transalpini più amati dei festeggiamenti urbani popolari. Quando i carri partiranno via, la Place Masséna tornerà ad essere al mattino il cuore estetico, gustativo e olfattivo della città, fra il pittoresco mercato dei fiori e i banchi con le specialità culinarie nizzarde che spesso strizzano l’occhio all’italianità, come la celebre focaccia pissaladière, insaporita da acciughe, cipolle e olive. L’esplosione di colori e temi dei carri rispecchia le tonalità mediterranee a tinte forti di una città che è possibile apprezzare, in tutto il suo splendore, da alcuni punti culminanti. In pieno centro, nel Quartiere dei Musicisti a ridosso della storica Stazione architettonica, si potrà salire sulla terrazza panoramica vertiginosa dell’Hotel Splendid, da cui si dominano le cupolette del fronte costiero. Per un panorama ancor più ampio e mozzafiato, conviene invece salire sulla Collina di Cimiez, famosa per gli scavi archeologici, per lo splendido Museo dedicato a Henri Matisse, ma storicamente, ancor più, per il Monastero Francescano dai pregevoli dipinti e dal cui parco circostante si domina tutta la "Baia degli Angeli".
Altri coloratissimi particolari della sfilata / Robert de Nice
Altri coloratissimi particolari della sfilata / Robert de Nice
Viva Viva Nissa la Bella, recita l’inno cittadino scritto nel 1903 e ancor oggi molto caro ai nizzardi, come si può constatare semplicemente recandosi in una boutique qualsiasi di souvenir, o assistendo a un match calcistico presso lo Stadio Allianz Riviera. Ma quest’anno, l’inno prende più che mai pure un grande risalto carnascialesco, per via della scelta inedita di far ruotare tutto il Carnevale attorno al tema della femminilità, interpretato con ricercatezza anche in chiave grafica. In queste settimane, del resto, la città ospita pure eventi e mostre molto al femminile, come una vasta retrospettiva della fotografa olandese Justine Tjallinks, intitolata Vision, presso il Museo della Fotografia Charles Nègre, proprio a ridosso della Place Masséna, cuore pulsante del Carnevale.
Un altro dettaglio fotografato durante la sfilata / Robert de Nice
Un altro dettaglio fotografato durante la sfilata / Robert de Nice
Un decennio dopo, non si può dire che la spaventosa ferita del 14 luglio 2016 sia del tutto rimarginata: l’attentato jihadista sulla Promenade des Anglais costò la vita a 86 persone, causando pure centinaia di feriti. Ancor oggi, negli ospedali locali, proseguono le consultazioni di chi soffre di sindrome da stress post-traumatico. Ma la città vuole guardare avanti. Sulla Promenade, il ricordo è affidato pure alla toccante statua-memoriale L’Angelo della Baia. Una silhouette sospesa fra prostrazione e voglia imperiosa di librarsi nuovamente in volo.
Il memoriale dell'attentato del 2016 sulla Promenade di Nizza / Robert de Nice
Il memoriale dell'attentato del 2016 sulla Promenade di Nizza / Robert de Nice
Gli scatti di questa gallery sono il frutto dello sguardo appassionato di un innamorato di Nizza, un fotografo locale che ha non a caso integrato nel proprio nome d’arte quello della splendida città che non smette di ritrarre da anni, in ogni angolo e a qualsiasi ora del giorno. Ma Robert de Nice, che ha già esposto più volte in città le proprie foto, è pure un ammiratore sfegatato di Edoardo Bennato e in generale dell’italianità. Non è di certo il solo, in una città ancora dagli accenti italiani onnipresenti e che rimane estremamente fiera di aver dato i natali all’eroe dell’Unità d’Italia. 
La ruota panoramica di Nizza / Robert de Nice
La ruota panoramica di Nizza / Robert de Nice

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