I Paesi del Golfo alleati degli Usa contro l'Iran: pronti a reagire ai vostri attacchi
di Redazione
L'Arabia Saudita: se colpiscono i nostri impianti petroliferi, valutiamo una risposta militare. Il Qatar: sì all'autodifesa, sono minacciati i nostri cittadini. Si estende la guerra dopo l'offensiva lanciata da Israele e Stati Uniti contro l'Iran. In Libano l'obiettivo è Hezbollah. Sui tre caccia abbattuti in Kuwait intervengono gli Usa: era fuoco amico

Dopo la rappresaglia iraniana nei confronti dei Paesi del Golfo, scatta la controffensiva dei Paesi del Golfo colpiti. I Paesi arabi del Golfo alleati degli Stati Uniti si sono infatti detti uniti nel «valutare l'ipotesi di una risposta militare all'Iran in nome del diritto all'autodifesa, dopo gli attacchi iraniani nei loro rispettivi territori». Lo ha riferito la tv panaraba al-Jazira, riportando le dichiarazioni, tra gli altri, del portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, secondo cui gli attacchi iraniani in corso «non possono essere lasciati senza rappresaglia». In un documento congiunto, Arabia Saudita, Bahrain, Giordania, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti affermano «il diritto di autodifesa» contro questi attacchi per «difendere i nostri cittadini».
Nel terzo giorno di guerra in Medio Oriente, intanto, si è intensificato lo scontro militare, con morti e feriti su diversi fronti. L'allargamento del conflitto interessa anche Stati come Libano e Kuwait, mentre l'Idf, l'esercito israeliano, ha sottolineato che le operazioni procedono più velocemente del previsto. Ma è nell'estensione del conflitto a livello regionale, che sembra procedere in modo ormai incontrollato, che si concentra l'attenzione delle ultime ore. Un attacco concertato dell'Iran alle infrastrutture petrolifere saudite potrebbe innescare una risposta militare da parte del regno, ha dichiarato all'Afp una fonte vicina al governo saudita. L'Arabia Saudita prenderebbe di mira «gli impianti petroliferi iraniani se l'Iran lanciasse un attacco concertato contro Aramco», ha dichiarato la fonte all'Afp, riferendosi al gigante petrolifero statale.
Il fronte Libano
Nella notte l'aviazione israeliana ha colpito obiettivi nel sud del Libano, in risposta al lancio di razzi e droni verso il nord d'Israele. Secondo il ministero della Salute libanese, ci sarebbero 31 morti e 149 feriti. Hezbollah ha dichiarato di aver agito come «rappresaglia per il sangue innocente di Ali Khamenei». Migliaia di persone si sono riversate intanto in strada a Beirut e nel sud del Libano per fuggire dagli attacchi israeliani contro la capitale lanciati nella notte. Dopo che un portavoce militare israeliano ha emesso ordini di evacuazione per 55 diversi villaggi e città in tutto il Libano, chiedendo alla popolazione di allontanarsi di almeno un chilometro poiché in prossimità di «strutture di Hezbollah», migliaia di persone hanno iniziato a fuggire dal sobborgo di Dahieh, a Beirut, in auto e a piedi, e file di auto hanno iniziato a formarsi fuori dai distributori di benzina nella città meridionale di Tiro, mentre i residenti iniziavano a dirigersi verso nord. Secondo quanto riferisce il Guardian, le autostrade da Dahieh alla capitale erano intasate da scooter e auto che passavano sopra macerie e detriti dei precedenti attacchi. Il capo dell'esercito israeliano Eyal Zamir ha affermato che i combattimenti contro il gruppo militante libanese Hezbollah, iniziati questa mattina, potrebbero durare «molti giorni. Abbiamo lanciato una campagna offensiva contro Hezbollah», ha detto Zamir in un video condiviso dall'esercito poche ore dopo che il lancio di razzi rivendicato da Hezbollah ha provocato un'ondata di attacchi israeliani in Libano. «Dobbiamo essere preparati a diversi giorni di combattimenti, molti».
Cosa sta accadendo a Teheran
Almeno tre persone sono state uccise oggi nell'ovest dell'Iran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani. Edifici residenziali nella città occidentale di Sanandaj sono stati infatti colpiti da attacchi aerei, secondo il governatore Gharib Sajjadi, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. Il bilancio delle vittime dovrebbe aumentare. Il presidente Trump ha detto che «48 leader iraniani» sono stati uccisi in un colpo solo, ma annuncia colloqui con «la nuova leadership» su loro richiesta. La trattativa è stata però smentita dal capo della sicurezza iraniana Larijani. L'Idf ha comunicato di aver sganciato 1.200 bombe su obiettivi iraniani e di aver richiamato 100mila riservisti. Si contano le prime vittime anche nei Paesi che hanno lanciato l'offensiva: almeno 8 persone sono state uccise nell'impatto di un missile iraniano su un palazzo nel centro di Israele, mentre sono 3 finora le vittime Usa nell'operazione. Nelle ultime ore, esplosioni sono state avvertite anche a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha. Lo hanno riferito i media locali e i giornalisti sul posto dell'agenzia francese Afp. Il Bahrein annuncia un morto negli attacchi iraniani. L'esercito israeliano, secondo quanto riferisce Al Jazeera, afferma che l'Iran ha lanciato altri missili contro Israele e che le difese aeree stanno operando per intercettare i missili. I residenti che ricevono gli allarmi sono stati invitati a rifugiarsi e a rimanere in spazi protetti fino a nuovo ordine.
Tre caccia Usa abbattuti: «Era fuoco amico»
Una colonna di fumo è stata osservata levarsi dall'ambasciata statunitense a Kuwait City. Lo ha affermato un corrispondente Afp, mentre secondo la Bbc vigili del fuoco e ambulanze sono stati avvistati nella zona. Il fumo è stato avvistato dopo che forti esplosioni e sirene antiaeree sono state udite in Kuwait per il terzo giorno consecutivo mentre continua la rappresaglia dell'Iran. L'ambasciata statunitense in Kuwait ha chiesto di non recarsi nella struttura. «C'è una continua minaccia di attacchi missilistici e con droni sul Kuwait. Non venite in ambasciata. Riparatevi nella vostra residenza al piano più basso disponibile e lontano dalle finestre. Non uscite», ha dichiarato l'ambasciata in un comunicato. «Il personale dell'ambasciata statunitense si sta rifugiando sul posto», ha aggiunto. La Cnn ha anche documentato come un caccia sia precipitato nei pressi di una base aerea usata dalle forze Usa in Kuwait, secondo un video geolocalizzato dalla Cnn. La rete americana ha precisato che dal filmato sembrerebbe il jet si sia schiantato a circa dieci chilometri dalla base Usa Ali Al Salem. Dopo aver analizzato le immagini, la Cnn sottolinea che sembra trattarsi di un caccia bimotore F-15E o F/A-18. A metà giornata è arrivata una nota del centro di comando americano. «Questa mattina tre F-15E Strike Eagle statunitensi in volo a supporto dell'Operazione Epic Fury sono precipitati in Kuwait a causa di un apparente incidente di fuoco amico». Lo ha riferito il Centcom statunitense, sottolineando in una nota che «durante il combattimento attivo, che includeva attacchi da parte di aerei iraniani, missili balistici e droni, i caccia dell'Aeronautica Militare statunitense sono stati abbattuti per errore dalle difese aeree kuwaitiane. Tutti e sei i membri dell'equipaggio si sono gettati in sicurezza, sono stati recuperati in sicurezza e sono in condizioni stabili. Il Kuwait ha riconosciuto l'incidente e ringrazia le forze di difesa kuwaitiane per gli sforzi e il supporto in questa operazione in corso. La causa dell'incidente è in fase di accertamento».
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