Gli Stati Uniti stringono sulla green card: ora si deve fare richiesta dal Paese d'origine

di Elena Molinari, New York
L'Amministrazione Trump cambia le regole anche per l'immigrazione legale. Ora sarà più difficile ottenere la residenza permanente: le nuove misure riguardano migliaia di persone che vivono negli Stati Uniti, regolarmente, già da anni
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May 23, 2026
Gli Stati Uniti stringono sulla green card: ora si deve fare richiesta dal Paese d'origine
Ottenere la residenza permanente negli Stati Uniti sarà più difficile dopo la nuova stretta decisa dall'amministrazione Trump/ WEB
Il giro di vite migratorio di Donald Trump si allarga ancora e colpisce sempre più persone che vivono legalmente negli Stati Uniti, spesso da anni. L’Amministrazione repubblicana ha annunciato una svolta che potrebbe complicare radicalmente il percorso verso la residenza permanente per centinaia di migliaia di immigrati: d’ora in poi chi chiede la green card dovrà tornare nel proprio Paese d’origine e fare domanda attraverso i consolati americani. La misura, annunciata con una direttiva del Citizenship and Immigration Services (Uscis), rappresenta una delle restrizioni più significative all’immigrazione legale dall’inizio del secondo mandato Trump. Finora gran parte delle persone entrate con visti temporanei, come studenti, lavoratori qualificati e coniugi di cittadini americani, potevano chiedere la trasformazione del proprio status senza lasciare il territorio Usa. Nel solo 2024 su 1,4 milioni di green card concesse, oltre 820mila erano state approvate con questa procedura. Più di 250 mila riguardavano coniugi. Ora lo scenario cambia e l’impatto pratico potrebbe essere devastante. Il processo consolare richiede mesi, talvolta anni, e comporterà la separazione fisica delle famiglie. «Questa politica consente al sistema migratorio di funzionare meglio, invece di incentivare scorciatoie», ha dichiarato il portavoce dell’Uscis Zach Kahler. Ma gli esperti prevedono un forte aumento dei tempi di attesa, perché i consolati americani sono già sotto pressione. La direttiva ha creato immediata incertezza tra i richiedenti, perché l’Amministrazione ha lasciato intendere che i rifugiati e le persone considerate di interesse strategico nazionale possano essere esentate, ma resta poco chiaro cosa accadrà ai titolari dei visti altamente qualificati, fondamentali per il settore tecnologico.
La misura segna un’ulteriore escalation della politica migratoria trumpiana. Se durante il primo mandato il focus era il confine con il Messico, oggi la stretta investe chi si trova legalmente negli Usa. Negli ultimi mesi l’Amministrazione ha già cancellato programmi umanitari creati sotto Joe Biden, chiuso canali di accesso per richiedenti asilo, ampliato le revisioni sulle green card esistenti e persino aperto la strada a verifiche su alcuni cittadini già naturalizzati. Gli effetti sociali sono già visibili. Secondo uno studio recente, circa 205mila bambini avrebbero già vissuto l’arresto o la deportazione di almeno un genitore immigrato.

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