Francia, le primarie del centro-sinistra danno la patente di credibilità al vincitore Glucksmann
Il leader di Place Publique promette un programma «europeista, ambientalista, femminista» ed esclude l’alleanza con Mélenchon. Nei sondaggi per le presidenziali, in testa sempre l’ultradestra di Marine Le Pen

A sei mesi dalle elezioni presidenziali in Francia, le primarie nel centrosinistra hanno mandato in orbita un candidato che promette di sbaragliare i partiti estremisti. Si tratta di Raphael Glucksmann, 47 anni tra pochi giorni, che ha stravinto domenica fra i 5 socialdemocratici in lizza, con il 66% dei 120mila voti per via elettronica. Fiasco cocente per l’ex ministra socialista 73enne Segolene Royal, già finalista per l’Eliseo nel 2007 (fu battuta dal neogollista Nicolas Sarkozy). Questa volta, si è fermata al 7,6%. Amarezza pure per il segretario Ps, Olivier Faure, non oltre il 14%. «Metteremo fine all’egemonia psicologica, culturale, politica, ideologica dei brutali e dei violenti sulla sinistra francese», ha promesso ai suoi Glucksmann, apparentato ai socialisti, ma leader di un movimento autonomo, Place publique (Piazza pubblica), che si ispira alla rivoluzione ucraina di Euromaidan.
In tal modo, il candidato all’Eliseo ha escluso qualsiasi alleanza con il “tribuno rosso” Jean-Luc Mélenchon, l’ex socialista ormai su posizioni anticapitaliste, finora in testa nei sondaggi fra gli aspiranti della gauche. Sono gli stessi rilevamenti che continuano ad attribuire un primato assoluto all’ultranazionalista Marine Le Pen, appena data oltre il 35% (Toluna Harris), nonostante il recente verdetto di condanna in appello per appropriazione indebita di fondi pubblici, “neutralizzato” provvisoriamente con un ricorso in Cassazione. Ieri, per bocca del giovane presidente Jordan Bardella, in trasferta a Ceuta, l’ultradestra ha confermato che la prima misura, in caso di successo di Le Pen, sarebbe un referendum sull’immigrazione. Ma Glucksmann esprime ottimismo: «Saremo la forza che impedirà alla Francia di scivolare verso l’estrema destra».
Il candidato si è detto conscio di avere davanti tre sfide in una: riunire la sinistra, far dimenticare il macronismo, battere l’ultradestra. Dopo gli esordi professionali come giornalista e autore di documentari, il 47enne aveva dato continuità all’impegno del padre, il filosofo André Glucksmann, a favore della democrazia nell’Est europeo, divenendo fra l’altro consigliere dell’ex presidente georgiano Mikheil Saakashvili. Nel 2018, nasce Place Publique, con il quale Glucksmann riuscirà nel 2024, già alleato dei socialisti, a giungere terzo alle Europee, con il 13,8% dei suffragi, estremamente distanziato dall’ultradestra (31,3%), ma avvicinandosi ai macronisti (14,6%) e superando nettamente La France insoumise (La Francia insubordinata), il partito di Mélenchon (9,8%). I detrattori di Glucksmann lo presentano da sempre come poco carismatico, con un pedigree da intellettuale parigino, più interessato ai nodi internazionali di diritti umani, come la sorte della minoranza uigura in Cina, che alle ferite della Francia. Per Royal, è «uno stagista» della politica, senza esperienze che contano. Fra l’altro, a sinistra, resta l’incognita dell’ex presidente socialista François Hollande, che mantiene l’incertezza su un’eventuale discesa in campo. Ma per molti analisti, l’ampiezza del successo alle primarie è ora per Glucksmann una preziosa patente di credibilità. Il candidato definisce il suo programma «ambientalista, sociale, democratico, femminista ed europeista». Fra le sue principali prese di posizione, il sostegno all’ingresso ucraino nell’Ue, restando possibilista pure su un’adesione alla Nato. Sul fronte fiscale, per ora una tassa patrimoniale speciale sulle eredità dei miliardari, per ricavare 15 miliardi di euro. Enfasi anche su un «piano di salvataggio della scuola pubblica», proprio mentre il sistema educativo resta in subbuglio, con nuove agitazioni già oggi. A livello migratorio, il candidato vuole cambiare le regole di Dublino così da giungere a sforzi meglio condivisi fra i Paesi Ue. Glucksmann è stato già spesso bersaglio di campagne informatiche menzognere attribuite ad hacker pro-Cremlino. Anche per questo, nelle ultime ore, ha sollevato sospetti un cyberattacco senza precedenti che ha mandato in tilt, a distanza, i congelatori di diverse catene di supermercati, provocando danni per milioni di euro.
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