Diana e Alexander non suonano più. A Mosca anche la musica viene arrestata
I due giovani musicisti si esibivano per le strade intonando inni alla libertà: sono stati fermati tre volte. Finché hanno scelto di andare all’estero, come tanti altri

Diana Loginova detta Naoko e Alexander Orlov sono due giovani musicisti. Lei voce e tastiere, lui chitarra. Insieme a Vladislav Leontjev formano il gruppo Stoptime. Per settimane si sono esibiti per le strade di San Pietroburgo con canzoni dal contenuto esplicito contro la guerra e per la libertà: «Qualunque sia la guerra in cui combatti io sarò dall’altra parte», dal brano “Soldato” della cantante Monetochka, o “Scia luminosa” del repper Noize MC che parla del bisogno di credere che verrà una luce nel buio che oggi sovrasta tutti. Emblematici e sarcastici i versi del brano “Cooperativa del lago dei cigni” per il riferimento alla musica di Tchaikovsky, diventato tristemente colonna sonora del tentato golpe nel 1991 andando in onda a ripetizione in Tv. A far saltare i nervi al regime la chiara rappresentazione di continuità tra putschisti di allora e potenti di oggi. Il 15 ottobre i ragazzi sono stati arrestati e al terzo fermo consecutivo hanno lasciato la Russia. Passando dall’Armenia sono apparsi la settimana scorsa sul palco del concerto di Monetochka e Noize MC in Lituania a Vilnius. La loro traiettorie si sono incrociate. Chissà se sfioreranno in futuro anche con altri loro miti come Zemfira e BI-2, tutti bollati come agenti stranieri perché dichiaratamente contro la guerra e che hanno abbandonato il Paese. Quando si esibivano per le strade di Pietroburgo raccoglievano tanti ragazzi . Oggi maggiorenni ma all'inizio della guerra poco più che adolescenti, sono “portatori naturali” di pace e sete di libertà. Una meglio gioventù alla quale il regime riserva repressione al primo anelito di pensiero libero, autonomo e pacifista. Soprattutto se crea un’onda di solidarietà sui social e persino un appello formale a Putin per la liberazione dei ragazzi corredato dalle generalità dei firmatari.
Praticamente un’autodenuncia. Quello che “offre” il regime è il fronte e sostenere la logica della guerra. In alternativa c'è spazio nelle galere e per i minori i riformatori. Chi è fuggito per non essere arruolato all’annuncio della prima “mobilitazione” nell’autunno del 2022, altri disertando dopo aver capito cos’era davvero “l’operazione speciale”. Altri abbandonando il Paese subito dopo il soffocamento delle prime proteste, lasciando a casa affetti, lavoro, studi, non trovando facile asilo e accoglienza là dove sarebbe stato logico trovarla. Chi è rimasto cerca di resistere. I picchetti solitari non si sono mai fermati in questi anni. In ogni angolo del Paese, anche il più sperduto e lontano dalla capitale. Mondi a noi invisibili o volutamente rimossi e derisi. Anche in questi giorni si verificano arresti e condanne. È il caso dell'attore Solim Kamina o politici come Lev Schlossberg, attivisti o semplici cittadini. A Ekaterinburg un uomo è stato fermato per un picchetto solitario con un cartello con una strofa della canzone “Che splenda sempre il sole” tra le più conosciute a memoria da generazioni: “Silenzio soldato, ascolta la gente ha paura delle esplosioni. Migliaia di occhi guardano il cielo, le labbra ripetono ostinatamente: che splenda sempre il sole!”, “Contro il male, contro la guerra siamo dalla parte dei nostri ragazzi. Che splenda sempre il sole! La felicità – per sempre! È così che vuole l’essere umano”. È bastata la prima strofa per finire in cella. Spiriti pacifisti oppressi in patria e ignorati dalla maggioranza degli artisti e dei loro coetanei in Europa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA





