Da Reencuentro a VenezuelaTeBusca: come i social stanno salvando l'informazione sul terremoto
L’80% dei residenti ricorre ai social per aggiornarsi. Intanto le autorità locali hanno imposto severi limiti ai corrispondenti di altri Paesi

Caracas stringe il cerchio intorno alla stampa estera. Otto giornalisti della Bbc sono stati trattenuti domenica sera, nell’aeroporto di Valencia, da agenti del Servizio di polizia migratoria, che fa capo alla Policía nacional bolivariana. «Dobbiamo attendere autorizzazioni», hanno argomentato gli agenti. L’attesa è durata circa un’ora. Nelle stesse ore i corrispondenti esteri sono stati convocati dalle autorità locali, che hanno fornito nuove indicazioni operative. Potranno accedere nelle «zone di disastro» soltanto in appositi furgoni, predisposti dal governo venezuelano. La base aerea Libertador, punto di partenza e di rientro. «Non potremo più entrarci, se non attraverso i loro mezzi. Che hanno capienza limitata», ha commentato in diretta social Paulina Sodi, giornalista di Univisión.
Ma un’alternativa c’è. In queste ore giornali, radio e tv – esteri o locali – sono stati superati di gran lunga dai social, a cui l'80% della popolazione ricorre per restare aggiornata, così come da altre piattaforme di mappatura e localizzazione dei dispersi allestite dopo il terremoto. Quella di social e piattaforme è l'unica strada percorribile, là dove la maggior parte dei media locali ha chiuso le porte dal 2003 al 2022 (causa censure, persecuzioni e strangolamento finanziario) mentre i pochi superstiti puntano all'autocensura per restare in piedi. Basti pensare ai giornali cartacei, la cui agonia è stata risparmiata già nel 2003, quando l'allora presidente Hugo Chávez decise di ostacolare l'acquisto di carta quotidiano. Bloccati 60 quotidiani cartacei. «Fu un trauma. Ma con resilienza siamo passati al digitale», commenta Calogero Alaimo, editore di Versión Final.
Gli stessi giornalisti presenti sulle zone disastrate, come Román Camacho a La Guaira, fanno più ricorso a “stories” e dirette che alla scrittura di articoli, poiché l’informazione è stata ridotta all’essenziale. Inoltre, poche ore dopo il maxi terremoto del 24 giugno sono nate piattaforme online, come “Venezuelareporta.org”, che monitorano in tempo reale il numero di superstiti e salvati con maggior efficacia del governo venezuelano. I portali hanno allestito un vero e proprio “muro” dei dispersi, nel quale è possibile segnalare e individuare familiari e amici non pervenuti dopo il sisma. Al 29 giugno la piattaforma contava 45.891 dispersi, 5.694 dispersi recuperati e 17.284 persone prima segnalate e in seguito ritrovate in ospedali e rifugi. Esistono anche altre piattaforme analoghe, come “Reencuentro” e “VenezuelaTeBusca”, che offrono servizi analoghi di ricerca dei dispersi. I numeri però variano da portale a portale, poiché dipendono dalle segnalazioni degli utenti, in seguito gestite e verificate.
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