Il Viminale: Italia tra i luoghi più sicuri al mondo. Ma la percezione dei cittadini è diversa

Il ministro dell'Interno Piantedosi presenta il Dossier sicurezza di Ferragosto: giù omicidi, furti e femminicidi. Ingressi via mare in calo del 52%, rimpatri +34%, esaminate più domande di protezione. Eppure più di una famiglia su quattro non si sente serena nel posto dove vive
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August 15, 2026
I numeri del dossier/ WITHUB
Attività di controllo e presidio della polizia nelle strade di una città italiana
Si conferma uno dei tormentoni politico-giornalistici di Ferragosto: mentre sondaggi e rilevazioni registrano una crescita della percezione di insicurezza dei cittadini, il dossier ufficiale del Viminale, pubblicato come da tradizione il 15 agosto, rappresenta una realtà tutta in miglioramento. «I dati confermano un calo generalizzato dei reati - scrive nell’introduzione al dossier il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi -. Crollano gli sbarchi di migranti irregolari e raddoppiano i rimpatri, a dimostrazione dell’efficacia delle azioni messe in campo dal Governo Meloni». Piantedosi rivendica risultati a 360 gradi: dall’ordine pubblico alle manifestazioni, dal controllo del territorio al contrasto alla criminalità organizzata, dalla prevenzione del terrorismo alle assunzioni. Numeri che difendono il suo operato, quello del dicastero, dei prefetti e delle Forze dell’ordine.
Certamente sono una risposta alle opposizioni che sulla sicurezza parlando di «fallimento» del Governo, ma anche, indirettamente, a Lega e FdI, che ogni giorno pubblicano sui social scene di violenza urbana. Senza dimenticare che a più riprese Giorgia Meloni ha indicato nella sicurezza il comparto in cui «fare di più», e che la casella del Viminale è stata centrale nel dibattito politico di questa legislatura per l’ipotesi, mai del tutto sopita, di un ritorno di Matteo Salvini. «L’Italia si conferma come uno dei luoghi più sicuri al mondo», è il quadro che traccia invece Piantedosi, sebbene, come detto, le rivelazioni sulla percezione dicano altro. Allarmante in questo senso resta il rapporto Univ-Censis del 2025, mentre il Rapporto Bes-Istat 2024, pubblicato alla fine dell’anno scorso, rivela come nel 2024 sia salita al 26,6% la quota di famiglie che affermano di vivere in zone molto o abbastanza a rischio.
I numeri, allora. Per il Viminale, nel primo semestre del 2026 si sono registrati il 10% in meno di reati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (a giugno 2025 se ne erano contati quasi 1.200.000). Omicidi in calo da 163 a 138, furti da quasi 500mila a 438mila circa (meno 11,4%), violenze sessuali da quasi 3.384 a 3.142 (meno 7,1%), giù del 9,5% le truffe informatiche. Il Viminale segnala 34 femminicidi da gennaio a giugno, a fronte di 54 nel primo semestre 2025. Crescono del 10% le iniziative dei questori per fermare i violenti, ma l’azione è più efficace sulla violenza domestica e meno sullo stalking, che resta un punto debole nel sistema di protezione delle potenziali vittime.
Altro capitolo rovente, le migrazioni. Gli Interni scrivono a caratteri cubitali: meno 52% di arrivi via mare nei primi sei mesi dell’anno: 14.388, contro i 30mila di gennaio-giugno dell’anno scorso. Il 2025 si era chiuso quasi in pareggio con il 2024, quindi Piantedosi vorrebbe chiudere l’anno con numeri da rivendicare. Sono oltre 20mila le partenze bloccate grazie ai protocolli con Libia e Turchia. Piantedosi esalta anche il più 34% di rimpatri: 4.432 da gennaio, di cui 3.825 per espulsione e 607 come volontari. Il 2025 si fermò 6.772 rimpatri. Sarebbero poi 17.685 i rimpatri assistiti da Libia, Algeria e Tunisia con l’assistenza dell’Oim nel primo semestre 2026. Ai confini con la Slovenia, l’Italia dal 2023 a oggi ha invece intercettato 11.658 stranieri “irregolari” e arrestato 289 persone per favoreggiamento. In compenso, cresce del 47% il numero di domande esaminate per protezione internazionale, 72.508.
Il Viminale rivendica il maggiore ricorso, dal 2024, alle zone rosse, con 12.876 “daspo urbani”, dei quali il 73,2% comminati a stranieri. Nell’ambito delle 4.172 “Operazioni ad alto impatto”, dal 2023 a oggi sono stati espulsi quasi 2mila stranieri e individuati 1.361 lavoratori in nero o irregolari. Dati non esaltanti nel contrasto al traffico di stupefacenti. Il Viminale registra il 2% di reati in meno e segnala l’11% in più di operazioni contro il traffico internazionale, ma sono in calo del 10,6% e del 6,3 sia le denunce sia le tonnellate di sostanze sequestrate.
Solo saliti a 38 da inizio anno le persone allontanate per motivi di sicurezza (radicalizzazione, estremismo, presunto terrorismo), erano stati 21 nel primo semestre del 2025. Stabile (156) il numero di foreign fighters monitorati. Fronte cybersicurezza, il ministero dell’Interno registra il 17% in meno di attacchi a infrastrutture sensibili e 84 indagati, in attività di sicurezza in netta espansione. Il dicastero evidenzia la netta diminuzione di eventi critici nelle manifestazioni e negli eventi sportivi, ma i feriti sono in aumento sia tra i civili (14) che tra le Forze dell’ordine (136, il 61,9% in più rispetto al 2025). Mentre il dato dal 2022 a oggi circa le occupazioni abusive registra 6.101 alloggi liberati e 313 sgomberi.
Aumentano i controlli nei treni, con un calo delle rapine quasi del 30%, ma impressiona la netta crescita di droga e armi sequestrate nei vagoni (più 180% e più 24,6%). Quanto ai livelli occupazionali, il Viminale annuncia, dal 2022 a oggi, un saldo positivo nel turn over tra ingressi e uscite di 2.527 unità sommando Polizia, Carabinieri e Finanza, e di 2.599 per i soli Vigili del fuoco. Fronte antimafia, il Viminale rivendica un più 300% di beni mafiosi restituiti alla collettività nel 2025 rispetto al 2021. Aumentano del 20% le interdittive antimafia per le aziende, con netto aumento delle informative. Ben 132 interdittive hanno riguardato le grandi opere dal 2022 a oggi, compreso Milano-Cortina. Sono invece 6 i Comuni sciolti per infiltrazione da gennaio. Fronte racket, preoccupa la netta diminuzione delle istanze di aiuto economico.

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