Ermanno e Gianmarco, “i distributori di felicità”: «Così siamo diventati fratelli»
I due giovani, cresciuti nello stesso paese e avvicinati dalle peripezie delle rispettive esistenze, raccontano sui social come una relazione sincera sia capace di trasformare il dolore in inclusione. Quando l'amicizia diventa famiglia

Da amici di famiglia a quasi fratelli: non di sangue, ma l’amore può avere confini? Ermanno Curti, trentenne nato con la sindrome di Down, e il 36 enne Gianmarco Lepre, hanno in comune un profilo social dal nome emblematico, “Distributori di felicità”, con numeri da influencer. Vivono a Bassiano, borgo medievale di 1.400 abitanti in provincia di Latina, e si conoscono da sempre: Marina, madre di Ermanno, era compagna di scuola del padre di Gianmarco. Giulia, sorella maggiore di Ermanno, ha tre anni in più di Gianmarco e sono amici fin da ragazzi. Ermanno è cresciuto autonomo e sereno; dopo averlo visitato quando aveva 14 mesi, il compianto neurologo Giorgio Albertini – scomparso a 63 anni il 2 marzo 2017 – aveva spiegato ai genitori: «Le persone con Sindrome di Down sono spesso aperte ed empatiche, apprendono molto per imitazione, per questo è importante stimolarle il più possibile. Ermanno ha tanti mattoni a disposizione. Se riusciamo a incastrarli molto bene, non sarà forse una rosa, ma sicuramente sarà un bellissimo girasole». Proprio da questa metafora nasce il titolo del volume Non sarà una rosa, ma un fantastico girasole. Noi, amici quasi fratelli, scritto da Gianmarco con il contributo di Ermanno e appena pubblicato da De Agostini (pp. 176, € 17,90), che racconta la storia di questa fratellanza per elezione. «Ermanno è la mia famiglia scelta che non mi assomiglia fisicamente, ma mi completa. A volte penso che Dio me lo abbia messo accanto per mostrarmi cosa significa amare davvero qualcuno, senza condizioni e giudizi», sottolinea Gianmarco.

Ma come sono arrivati a questo sodalizio del cuore? Dopo il liceo classico, Ermanno inizia a lavorare a Latina: tre giorni a settimana nel bar del cognato Daniele e due giorni nel negozio di vernici gestito da Gianmarco e da suo padre. Scherzano, si punzecchiano, si vogliono bene. Finché arriva un giorno buio, come un fulmine a ciel sereno: l’8 luglio del 2021 Gianni Curti, l’adorato papà di Ermanno e Giulia, muore per un infarto a poche settimane dal raggiungere la pensione. Insegnante di arte alle scuole medie e pittore, in particolare di acquarelli, lascia un vuoto immenso in Ermanno, che «ha un rapporto strano con le emozioni. Quelle positive le vive senza filtri. Quelle negative, invece, le tiene chiuse a chiave dentro di sé; non grida il suo dolore, non lo racconta: lo custodisce, non piange», sottolinea Gianmarco. Addolorato a sua volta e preoccupato per Ermanno, pensa a qualcosa che possa distrarlo e farlo sorridere: «Avevo aperto una nostra pagina Instagram da un po’, ma non la usavo quasi mai, e abbiamo iniziato a postare qualche balletto perché a lui pace tanto ballare. Ed è il cognato Daniele a definirlo «distributore di felicità». Ecco il nome nuovo per la pagina social, poi sbarcata anche su TikTok. Il commento di Ermanno: «E che io non ho fatto niente? Il nome “Distributori di felicità” è stato un’idea di tutti e tre!». Lui «guarda tutto attraverso le lenti della semplicità e della purezza. Non vede malignità in nessuno. Ama tutti e parte dal presupposto che tutti lo amino – evidenzia Gianmarco –. Ermanno ti tira fuori il bambino che hai dentro, con il suo modo di vedere la meraviglia nella più piccola delle cose, con il suo entusiasmo senza filtri per ciò che gli piace, con quella gioia che esplode intorno a lui e ti si attacca addosso». In un reel, Ermanno scandisce: «La cosa fondamentale per essere felici è accettarsi così come siamo». E riguardo a Gianmarco, spiega: «Non è mio fratello, ma è come se lo fosse. Mi trasmette la voglia di vivere».
Il loro motto? «Ama, vivi, sorridi. Lui è attento agli altri e, per questo, è più portato a cercare la gioia e a proiettarla intorno a sé: è il suo carattere. Se guardo le sue foto da bambino e le confronto con il ragazzo di oggi, ritrovo lo stesso sorriso aperto, la stessa fiducia nel mondo». I due insieme “spaccano”: 216 mila follower su Instagram, quasi altrettanti su TikTok, con la scelta precisa (e condivisa con i familiari) di non accettare sponsorizzazioni né di seguire le logiche della popolarità producendo post a manetta. «Le persone che guardano i miei video si divertono, ridono. E io mi sento meglio», ha detto Ermanno alla sua psicologa, spiegando che regalare felicità lo aiuta a lottare contro la tristezza per la mancanza di suo padre. «Abbiamo un angelo in Cielo che ci guarda», ha detto ai suoi cari. Scherzi, battute, abbracci: «Per scelta, pubblichiamo soltanto scene di vita vera con un solo scopo: strappare un sorriso al maggior numero possibile di persone. Forse chi ci segue sui social percepisce la sincerità di un’affinità che non ha bisogno di spiegazioni», specifica Gianmarco. Che ogni tanto con Ermanno lancia messaggi diventati virali «sull’inclusione, sul saper guardare oltre la superficie, sull’importanza di vivere e di essere felici. A volte sono pensieri nostri, a volte citazioni che ci piacciono: riceviamo raffiche di complimenti e ringraziamenti per gli attimi di gioia che regaliamo».
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