mercoledì 8 novembre 2017
Siglata l'ipotesi di accordo con le associazioni di artigiani. Quasi rottura, invece, con i rappresentanti dell'industria. Garofalo (Femca-Cisl): la matematica batte le relazioni sindacali
Chi va verso il rinnovo e chi verso lo sciopero
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Dopo otto mesi di trattativa, ieri a Roma è stata siglata l’ipotesi di accordo tra i rappresentanti delle associazioni degli artigiani (Confartigianato, Cna, Claai, Casartigiani) e dei sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro Tessile (fino a 249 addetti) e Chimico (fino a 49 addetti) con le Associazioni Artigiane, scaduto il 31 marzo scorso, che avrà vigenza fino al 31 dicembre 2018.

Per quanto riguarda il salario gli aumenti saranno così suddivisi con riferimento al salario medio di ogni settore: 75 euro per il settore Tessile; 75 euro per la Gomma-Plastica; 87 euro per il settore Chimico-Concia; 70 euro per ceramica, vetro, abrasivi; 100 euro per il settore “Terzo Fuoco” (aziende fino a 249 addetti). L’erogazione sarà articolata in tre tranche.

Inoltre, sono previsti 50 euro di una tantum sia per la sezione tessile, che per quella chimica. Per quanto riguarda la confluenza del contratto Terzo Fuoco, invece, sono previsti 350 euro di una tantum. Sul capitolo del welfare contrattuale le aziende verseranno 10.42 euro al mese, a loro totale carico, in favore del fondo sanitario di riferimento (Sanarti). Verrà inoltre applicata la “bilateralità” prevista dagli accordi interconfederali con le associazioni artigiane sempre a carico dell’aziende, con un importo pari a 10.42 euro mensili per ogni dipendente. Per la sezione tessile, invece, l’elemento di garanzia retributiva, per le aziende che non fanno contrattazione di secondo 2° livello, passerà da 220 euro a 240 euro annui. Per la sezione chimica del contratto, l’elemento perequativo, sempre per le aziende che non fanno contrattazione di 2° livello, viene aumentato del 4%. In materia di mercato del lavoro, le parti hanno normato l’apprendistato professionalizzante e la gestione dei contratti a termine, nonché la somministrazione del lavoro a tempo determinato.

«Perseguendo una politica di razionalizzazione dei contratti – dichiarano i sindacati – è stato realizzato in un unico contratto il primo accorpamento dei settori della moda (tessile, abbigliamento, calzature, pelli e cuoio, giocattoli, occhiali, penne e spazzole, ombrelli, …) con i settori del chimico (chimico, gomma-plastica, abrasivi, concia, vetro, ceramica, Terzo Fuoco, …). In un’ottica di ottimizzazione sono state allineate tutte le scadenze contrattuali al 31 dicembre 2018 per una vigenza contrattuale complessiva di 21 mesi. Adesso la parola definitiva passa alle assemblee dei lavoratori per approvare l’ipotesi di accordo».

Più complicati, invece, i rapporti con la Federazione Gomma Plastica. Un settore che interessa 140mila addetti. Nonostante la crisi sia alle spalle grazie anche a incentivi e sostegni: le esportazioni stanno facendo registrare dati addirittura superiori a quelli prima del 2008, l’Istat ha comunicato che ad agosto c’è stato un incremento della produzione dell’1,2% rispetto a luglio e del 5,7% su base annua. Nei primi otto mesi l’indice della produzione ha visto un incremento dell’1,3% su gennaio-agosto 2016.

«Non è possibile svilire un moderno sistema di relazioni sindacali e danneggiare gravemente centinaia di migliaia di lavoratori, applicando un mero calcolo matematico - scrive in una nota Nora Garofalo, segretaria generale di Femca-Cisl -. Eppure è quanto intende fare la Federazione Gomma Plastica, che ha annunciato la riduzione di ben 19 euro (sui 30 totali) della tranche di aumento previsto dal contratto a partire da gennaio 2018. Un danno gravissimo e irrimediabile per i lavoratori del settore e le loro famiglie. Ad oggi tutti i contratti realizzati dalla Femca negli ultimi anni, e parliamo di decine di testi che interessano oltre un milione e mezzo di lavoratori, hanno trovato criteri e soluzioni per evitare che i salari dei lavoratori vengano penalizzati. È accaduto ad esempio per il settore Moda e del Made in Italy, per la Chimica, l’Energia. Il fatto che nel contratto nazionale Gomma Plastica non sia stato esplicitamente previsto un meccanismo di salvaguardia sugli aumenti non esclude la possibilità che questo vada trovato, altrimenti si affidano alla matematica il futuro e la dignità dei lavoratori, e francamente lo troviamo inaccettabile».

L’assemblea dei giorni scorsi a Milano ha visto una partecipazione massiccia dei lavoratori del settore, giunti da tutta Italia. Femca ha sottolineato l’assenza di correttezza nel merito e nel metodo della Federazione Gomma Plastica e ha rinnovato la disponibilità alla ripresa del dialogo per trovare una soluzione comune alla vertenza. Nel frattempo è in corso la mobilitazione: oltre alla conferma del blocco delle flessibilità organizzative e del lavoro straordinario, insieme a Filctem Cgil e Uiltec Uil è stato predisposto un primo pacchetto di otto ore di sciopero entro il mese di novembre.

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