venerdì 7 ottobre 2022
L'isola canalizzerà tutta l’energia prodotta dai parchi eolici della regione, con una capacità massima di 3,5 GW. Grande cinque ettari, sorgerà a 45 chilometri al largo delle coste belghe
Il progetto dell'isola artificiale Princess Elisabeth dell'operatore energetico Elia

Il progetto dell'isola artificiale Princess Elisabeth dell'operatore energetico Elia

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Negli spensierati anni Sessanta c’era chi piazzava una piattaforma artificiale al largo di Rimini inseguendo l’utopia di un’indipendente “Isola delle rose”, un’avventura durata lo spazio di una stagione appena. Ma l’idea di un’isola artificiale, di una realtà progettabile da zero accaparrandosi spazio in mare aperto non era certo una prima assoluta. Da secoli i Paesi Bassi sottraggono terra al mare: ci hanno costruito una nazione. In tempi di crisi energetica, sono però i loro vicini belgi ad aver avuto una buona intuizione: perché non costruire un’isola artificiale completamente dedicata all’energia? Un posto, insomma, verso cui canalizzare tutta l’energia prodotta dai parchi eolici della regione e che possa fare anche da punto di arrivo per connessioni ibride con il Regno Unito e la Danimarca. Una prima assoluta al mondo, se il progetto, come annunciato dall’operatore Elia, verrà realmente portato a termine a metà del 2026 (inizio lavori nel 2024), battendo quindi sul tempo un progetto simile danese.

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L’isola Principessa Elisabeth – sì, la 20enne erede al trono Duchessa del Brabante avrà un’isola con il suo nome – sorgerà a 45 chilometri a nord della costa belga e fungerà da collegamento tra le migliaia di pale eoliche della zona e la rete ad alto voltaggio a terra, con una capacità massima di 3,5 GW. L’isola combinerà corrente continua e corrente alternata e occuperò approssimativamente un’area di cinque ettari. Verrà dotata di un piccolo porto e di una piattaforma per l’atterraggio di elicotteri, così che possano raggiungerla le squadre addette alla manutenzione, e magari la stessa principessa Elisabeth per la sua inaugurazione. Servirà denaro, e molto, per l’intero progetto. Non a caso il Belgio ha chiesto aiuto all’Unione Europea attraverso il suo piano per la ripresa post-Covid e riceverà, per questo, 100 milioni di euro.

Grazie alla prima isola dell’energia, a nuove interconnessioni, a tre nuovi parchi eolici nel Mare del Nord e al ripristino del primo parco eolico offshore stiamo trasformando il Mare del Nord in un unico, grande impianto energetico verde”, ha detto soddisfatta Tinne Van der Straeten, ministro per l’Energia del governo belga. Al momento è in preparazione tutto il processo delle gare di appalto, così come lo studio sull’impatto ambientale. L’obiettivo dichiarato dell’esecutivo è di far diventare il Mare del Nord “la centrale elettrica della nostra indipendenza energetica”.

In attesa che il sogno si realizzi, però, a luglio le autorità belghe hanno raggiunto un accordo con Engie, compagnia energetica di matrice francese, per prolungare per altri 10 anni la vita delle sue centrali nucleari Doel 4 e Tihange 3 per garantirsi l’approvvigionamento energetico, mossa dettata dallo scenario internazionale provocato dalla guerra in Ucraina. L’addio al nucleare, previsto per il 2025, insomma può attendere. In attesa che, a garantire energia pulita, arrivi il tempo delle isole artificiali.


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