mercoledì 8 novembre 2017
Tra i più interessanti tentativi di combattere elusione ed evasione tributaria ci sono gli strumenti avanzati messi a punto dagli Stati Uniti in questi anni
Nella lotta all’elusione il tentativo andato male del Fatca americano

Tra i più interessanti tentativi di combattere elusione ed evasione tributaria ci sono gli strumenti avanzati messi a punto dagli Stati Uniti in questi anni: il Fatca (Foreign Account Tax Compliance Act) e il Crs (Common Reporting Standard). In vigore, per quanto riguarda l’Italia, dal 1 luglio 2014, il Fatca nasce su impulso del governo americano dopo anni di discussioni e tentativi di giungere un accordo in seno all’Ocse. Oggi vi aderiscono quasi tutti i Paesi avanzati ad economia di mercato e ad esso si accompagna il Crs (Common Reporting Standard). Strumenti analoghi sono stati sviluppati in altri Paesi. In breve le banche e gli altri operatori finanziari devono inviare alle agenzie delle entrate nazionali le informazioni sui conti dei loro clienti.

Per i cittadini americani, i dati vengono trasmessi ad un ufficio speciale del fisco perché li esamini e, se del caso, si rivolga alle agenzie dei singoli Paesi per appropriata azione. Funziona? Lo scorso settembre, l’Università del Texas ha pubblicato una 'Guida' curata da un tributarista di livello, William Byrnes che esamina gli effetti dei numerosi accordi intergovernativi scaturiti dal Fatca dal punto di vista del fisco americano. I primi anni di vita dello strumento indicano che, nonostante le penali fortissime previste dalla normativa, l’insieme di accordi non ha generato alcun gettito aggiuntivo significativo.

Anzi il gettito da misure specifiche (pre-Fatca) per incoraggiare il rientro di capitali è diminuito di alcune centinaia di milioni di dollari. Ancora peggio, mentre prima del Fatca 1,1 milioni di americani residenti all’estero presentavano la modulistica per essere contribuenti fedeli, all’ultima conta se ne sono presentati solo 300.000. Non solo. Il fisco americano ha dovuto aprire un ufficio speciale a Dallas per il Fatca incorrendo in costi aggiuntivi.

I consolati americani si sono trovati affollati di persone con doppia cittadinanza che chiedevano di lasciare quella americano: hanno dovuto assumere personale ed affittare uffici, nonché aumentare da zero a 4mila dollari gli oneri per chi vuole lasciare la cittadinanza americana. In breve, sulla base dei primi anni di applicazione, allo stesso governo americano il Fatca non conviene sotto il profilo della finanza pubblica.

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