Volo cancellato perché manca il carburante? Sì al rimborso, no all'indennizzo

di Gabriele Rosana, Bruxelles
Il piano Ue sul "jet fuel" illustrato dal commissario Tzitzikostas: per ora nessuna emergenza ma i prezzi saliranno
April 22, 2026
Volo cancellato perché manca il carburante? Sì al rimborso, no all'indennizzo
Sei settimane di autonomia per il jet fuel: l'allarme dell'Agenzia internazionale per l'energia sul trasporto aereo
«L’Europa è pronta a dare il benvenuto a tutti i turisti che verranno questa estate». Rilanciata dall’Agenzia internazionale dell’energia, che teme riserve in esaurimento in appena sei settimane, l’allerta delle compagnie aeree sulla disponibilità di carburante per i voli (“jet fuel”) si scontra con il muro di cautela di Bruxelles. Il commissario Ue ai Trasporti, il greco Apostolos Tzitzikostas, ha dribblato gli allarmismi, al termine di una riunione straordinaria online dei ministri del settore, dedicata alle conseguenze che il blocco di fatto dello Stretto di Hormuz sta avendo sul trasporto in generale e sul comparto aereo in particolare. Dal Golfo proviene, infatti, il 20% del “jet fuel” impiegato nell’Ue, che ha la capacità di raffinare in casa più di due terzi del suo fabbisogno. «In questa fase il mercato gestisce la pressione e non ci sono indicazioni di ammanchi veri e propri», ha messo le mani avanti Tzitzikostas. Certo, «senza un ritorno permanente alla libertà di navigazione, le conseguenze saranno catastrofiche non solo per l’Europa, ma per il mondo intero», ma «al momento non abbiamo evidenza di massicce cancellazioni nelle prossime settimane o nei prossimi mesi», ha aggiunto. Per ora, i voli e le rotte che le compagnie hanno già deciso di sopprimere in varie parti del continente «non hanno nulla a che vedere con la presunta mancanza di carburante», ma ciò è dovuto al fatto che «dall’inizio della crisi, i prezzi del “jet fuel” sono più che raddoppiati», rendendo non più redditizie alcune di quelle tratte, ha precisato Tzitzikostas.
La Commissione è determinata, semmai, a mettere al sicuro la stagione e le prenotazioni perché «l’Europa è la destinazione numero uno al mondo» e si conferma una meta «stabile e sicura» da visitare, ha insistito il politico greco: «Chi verrà da noi potrà contare su garanzie in caso di cancellazioni o ritardo significativo» e con i vettori obbligati a fornire assistenza ai passeggeri malcapitati. Garanzie sì, ma fino a un certo punto, ha però avvertito lo stesso commissario. Se il volo dovesse essere annullato prima della partenza a causa dell’effettiva carenza di combustibile, si ricadrebbe nell’ipotesi delle «circostanze eccezionali», sebbene le associazioni dei consumatori contestino l’automatismo. In tal caso, ai viaggiatori spetterebbe solo il rimborso del prezzo del biglietto pagato in origine oppure il trasferimento verso la destinazione finale a bordo di un altro volo (la cosiddetta riprotezione), e non anche il risarcimento economico previsto dalle regole Ue. La compensazione, invece, dovrà continuare a essere corrisposta se il collegamento è cancellato a causa dei rincari. Prima dell’estate, in ogni caso, l’esecutivo Ue s’è impegnato «a fornire indicazioni dettagliate» su diritti e doveri a viaggiatori e vettori.
A microfoni spenti, a Bruxelles si mostrano piuttosto irritati per la fuga in avanti del direttore esecutivo dell’Aie Fatih Birol sui rischi imminenti di carenza, e determinati a limitare gli appelli alla riduzione dei consumi e al lavoro da casa. Ma, nell’incertezza sugli sviluppi nella fragile tregua in Iran, promettono una vigilanza rafforzata. Oggi, all’interno del pacchetto “Accelerate EU” che conterrà una serie di misure per far fronte al caro-energia che saranno poi discusse domani dai leader dei Ventisette riuniti a Cipro, la Commissione annuncerà la creazione di «un nuovo Osservatorio sui carburanti, che monitorerà l’approvvigionamento e i livelli delle scorte di combustibile per i trasporti», ha anticipato Tzitzikostas, a cominciare dal “jet fuel”. Le scorte pubbliche «saranno immesse sul mercato solo se necessario», ha precisato, ma «dobbiamo essere preparati ad affrontare futuri shock», ad esempio valutando se obbligare i Paesi a mantenere delle riserve minime di cherosene di emergenza. Nessuna decisione, su questo punto, è imminente, ma tra le ipotesi al vaglio rientra pure la condivisione delle scorte a titolo volontario, in caso di effettiva urgenza.
Inoltre, «stiamo anche lavorando per garantire forniture alternative», anzitutto «dagli Stati Uniti», e sulla necessità di «aumentare rapidamente la produzione di carburanti “green” per l’aviazione e il trasporto marittimo». I tempi di risposta non soddisfano il governo italiano: «Spero che a Bruxelles si sveglino», ha attaccato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che nel corso dell’incontro ha detto di aver insistito sulla «sospensione dei vincoli del Patto di stabilità e del “Green Deal”».
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