Pneumatici e convinzioni errate: è ora di fare chiarezza
Le gomme migliori vanno sempre davanti, gonfiare meno aumenta il comfort, la data di produzione conta: tutto falso. Ecco cosa dicono i test e gli esperti

Nell'era digitale le informazioni viaggiano a una velocità mai vista prima. Questo fenomeno rappresenta una straordinaria opportunità di diffusione della conoscenza, ma porta con sé anche un rischio significativo: la diffusione delle fake news, ovvero notizie false, incomplete o presentate in modo fuorviante. Il problema è che, una volta diffusa, una notizia errata può influenzare il comportamento delle persone, le loro decisioni economiche e persino la percezione della sicurezza.
Un esempio riguarda il settore degli pneumatici. Negli ultimi mesi si è diffusa l'idea secondo cui due pneumatici identici, appartenenti allo stesso modello e alla stessa misura ma prodotti in anni differenti, fornirebbero prestazioni diverse, con quelli più "vecchi" dal punto di vista della data di produzione destinati a offrire minore durata, minore capacità di frenata e livelli di sicurezza inferiori.
Ecco il motivo per cui Assogomma ha deciso di fare chiarezza tornando in pista con “Pneumatici sotto controllo”, un programma di prove dinamiche per dimostrare che la semplice data di produzione non è sufficiente per determinare la qualità o la sicurezza di un pneumatico. I test condotti in circuito con vetture strumentate e istruttori a bordo, della scuderia De Adamich, alternano sessioni dimostrative e passaggi di guida in condizioni controllate, ripetibili e quindi confrontabili.
Così Fabio Bertolotti direttore di Assogomma: “Sono prive di fondamento tecnico le dichiarazioni di qualche portale online che propongono un vantaggio prestazionale di prodotti di recente manifattura, addirittura avventurandosi in slogan ‘qui si vendono gomme fresche’. La data di produzione, presente obbligatoriamente su tutti i pneumatici, è un’informazione per il costruttore del pneumatico che deve poter essere tracciato lungo tutta la catena distributiva”.
Le prove in pista. I test di frenata su asfalto asciutto e bagnato hanno confrontato pneumatici identici prodotti in anni diversi. Le misurazioni, effettuate con strumentazione professionale DriftBox, hanno evidenziato differenze nell'ordine di circa 10 centimetri, una variazione fisiologica nelle prove dinamiche e non attribuibile all'età del pneumatico. Gli spazi di arresto sono risultati sostanzialmente equivalenti in tutte le condizioni esaminate. Le prove hanno invece evidenziato aspetti ben più rilevanti per la sicurezza stradale. In curva su fondo bagnato, le vetture equipaggiate con pneumatici più usurati sull'asse posteriore hanno manifestato marcati fenomeni di sovrasterzo e perdita di aderenza, mentre quelle con le gomme migliori al retrotreno hanno mantenuto una maggiore stabilità. “Il test – spiega Bertolotti - conferma quindi che gli pneumatici in condizioni migliori devono essere montati sull'asse posteriore”.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla pressione di gonfiaggio. Le prove di handling hanno mostrato come pneumatici sgonfi riducano precisione e sicurezza di guida, evidenziando l'importanza dei controlli periodici anche sui veicoli dotati di sistemi TPMS.
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