Mille euro al mese agli studenti
se scelgono di restare in Calabria

di Domenico Marino, Reggio Calabria
L’iniziativa della Regione per trattenere i talenti: per avere il contributo occorre essere in regola con gli studi e ottenere medie elevate Chi va a studiare al Nord, nell’88% dei casi non torna più a vivere in Meridione
April 21, 2026
Mille euro al mese agli studenti
se scelgono di restare in Calabria
«Ragazzi studiate, perché in Calabria chi studia impegnandosi al massimo, è premiato dalla Regione. Siamo i primi in Italia a farlo». Il governatore Roberto Occhiuto si rivolge direttamente ai suoi giovani conterranei per annunciare il Reddito di merito pensato per convincerli a restare in Calabria e costruire anche la loro vita professionale tra Pollino e Stretto. Perché secondo AlmaLaurea la stragrande maggioranza dei giovani che va a studiare fuori dalla Calabria, non rientra. «Nel 2024 il Mezzogiorno ha registrato un saldo migratorio negativo, in lieve peggioramento rispetto al periodo 2015-2024. La mobilità per motivi di studio dei giovani meridionali risulta più intensa tra gli uomini rispetto alle donne», racconta il Rapporto di genere 2026 di Almalaurea. Che aggiunge: «Chi ha conseguito il diploma al Nord tende a rimanere, nella quasi totalità dei casi (88,2%), nella medesima ripartizione territoriale. Tale quota è pari al 70,1% nel Centro e al 45,2% nel Mezzogiorno». E poi, ancora, tra i diplomati del Nord solo il 5,4% «si trasferisce per lavoro all’estero, dopo aver conseguito la laurea al Nord». Per i colleghi del sud, invece, il «22,9% si laurea in un altro ateneo, in prevalenza del Nord, e non fa rientro nei territori di origine una volta trovato lavoro e una quota pari al 20,8% cambia ripartizione geografica solo per motivi di lavoro (in prevalenza verso il Nord) dopo aver concluso l’intero percorso formativo nel Mezzogiorno».
Ecco perché la Regione ha pensato a questi mille euro (nella migliore delle ipotesi) al mese, dal prossimo anno, per gli studenti calabresi che frequenteranno le università della Regione, avranno con una media alta e saranno in regola con gli studi. Mille euro mensili spetteranno ai migliori diplomati che decideranno d’iscriversi nelle tre università calabresi: Unical, Magna Graecia e Mediterranea. A quanti sono già immatricolati in uno dei tre atenei, invece, andranno 500 euro se hanno la media del 27, 750 euro con una media del 28 e mille con media tra 29 e 30. Il denaro, caricato su una carta magnetica, non sarà vincolato all’acquisto di particolari generi di consumo.
«Dobbiamo continuare a creare sempre più opportunità di lavoro e sviluppo per la nostra Regione. Allo stesso tempo vogliamo fare il possibile per consentire ai nostri ragazzi di restare a studiare in Calabria, poiché l’emigrazione dei giovani inizia dall’università», ha aggiunto Roberto Occhiuto che ieri (mercoledì) pomeriggio nella cittadella regionale ha firmato un Protocollo d’Intesa coi rettori delle università calabresi: Gianluigi Greco dell’Università della Calabria, Giovanni Cuda dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e Giuseppe Zimbalatti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Presenti, inoltre, l’assessore regionale all’Istruzione, Sport e Politiche per i giovani Eulalia Micheli; e l’assessore al Bilancio Marcello Minenna.
Secondo dati 2024, sempre di AlmaLaurea, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea magistrale è aumentato del 12% rispetto al 2019. Nel medesimo periodo, la media nazionale riferita ai laureati in tutti atenei italiani è cresciuta dell’8%, a un ritmo molto inferiore rispetto a quello dell’Università della Calabria che a sede nel Cosentino. L’ateneo si conferma quindi tra le realtà più dinamiche nel favorire l’ingresso nel mondo del lavoro. Anche gli esiti a medio termine confermano questo andamento: nel 2024, il tasso di occupazione a tre anni dalla laurea si attesta all’82% (+10% rispetto al 2019). Nel confronto con tutte le altre “Grandi università” italiane, individuate da AlmaLaurea, l’Unical si posiziona tra le migliori cinque sia per il tasso di crescita occupazionale a un anno dalla laurea che per quello a tre anni. «Il dato più lusinghiero, però, riguarda il medio-lungo periodo: a cinque anni dalla laurea, infatti, siamo al primo posto assoluto per incremento occupazionale nel quinquennio», sottolineano dall’Università della Calabria. Che contrasta la fuga dei giovani: il 58% dei suoi laureati resta al Sud. Ma se invece studiano altrove...

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