Decreto Primo Maggio, ecco le misure allo studio
di Redazione
Giovani, Zes, donne, rider: il governo potrebbe varare un testo che punta a rafforzare le tutele per le fasce più esposte e contrastare il lavoro povero

Nel decreto Primo Maggio, su cui il governo e il ministero del Lavoro stanno lavorando, ci sarà anche la norma sul «salario giusto». Lo comunica in una nota il dicastero di via Flavia. Il provvedimento, si legge nel comunicato, vuole «dare un'ulteriore risposta alle aspettative e alle esigenze dei lavoratori e delle imprese», e «rafforzare i dati positivi del mondo del lavoro degli ultimi anni, con particolare riguardo ai segmenti con ancora grande potenziale, ossia donne e giovani». Un capitolo sarà dedicato alla sicurezza sul lavoro, con «l'estensione delle tutele in favore delle famiglie, dei lavoratori delle piattaforme digitali e un sempre più incisivo contrasto ai fenomeni di sfruttamento e caporalato» e «nuove misure per dare una risposta sempre più forte alle categorie maggiormente esposte al tema del carovita». Accanto, anche «norme efficaci per garantire un salario giusto ai lavoratori» che negli obiettivi dell'esecutivo «daranno risposte più celeri e più concrete di quanto si sarebbe potuto fare con la legge di attuazione della delega in materia di contrattazione collettiva, i cui temi saranno ricompresi e sviluppati nel decreto».
L'intervento, afferma il dicastero, «si rende urgente anche alla luce del contesto di crisi internazionale, che espone il mondo del lavoro a uno stress che è compito del governo prevenire e affrontare con determinazione, all'interno di una visione strutturale che punta a rendere il lavoro sempre più dignitoso e remunerativo. Anche in vista di questo Primo Maggio, il provvedimento vuole essere l'occasione per ribadire un patto di fiducia tra Stato, parti sociali e cittadini. In questo percorso, il dialogo con le parti sociali resta imprescindibile: l'obiettivo comune è quello di costruire un mercato del lavoro più inclusivo, sicuro e dinamico, capace di trasformare la crescita occupazionale in benessere sociale diffuso per l'intero Paese».
Ecco le misure allo studio:
Giovani. Il dl potrebbe rendere stabili le decontribuzioni per le assunzioni degli under 35 in scadenza il 30 aprile.
Zes. Stesso piano per le agevolazioni alle assunzioni nelle Zes, anch'essere in scadenza a fine mese.
Donne. Si attendono anche misure in favore dell'occupazione delle donne, con il possibile rafforzamento del bonus mamme. Al momento è in vigore fino a fine dicembre la decontribuzione parziale per le assunzioni di lavoratrici con almeno due figli e decontribuzione totale per le donne con almeno tre figli.
Rider. Il governo lavorerebbe anche a un intervento sui rider, in risposta alle recenti inchieste della Procura di Milano contro lo sfruttamento dei colossi del food delivery. A quanto si apprende è allo studio l'introduzione di un obbligo di accesso alle piattaforme tramite Spid o Cie in modo che il lavoratore non sia più "invisibile" o sotto dipendenza di caporali digitali.
Incentivi rialzi contrattuali. Tra le misure si ragiona anche su una nuova detassazione degli incrementi contrattuali.
Carovita. Nel provvedimento, costi permettendo, potrebbe trovare spazio anche un rialzo dei fringe benefit nel quadro delle misure contro il carovita.
Salario equo. Scaduta la delega che affidava al governo il compito di definire il trattamento economico minimo dopo lo stop alla legge sul salario minimo legale, il decreto dovrebbe ricomprendere e garantire il diritto dei lavoratori a una retribuzione proporzionata e sufficiente, tramite il rafforzamento della contrattazione collettiva e l'individuazione di criteri che riconoscano l'applicazione dei trattamenti economici complessivi minimi previsti dai Ccnl più diffusi.
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