L’insicurezza nelle norme
fa vacillare anche il diritto

Sembra l’insicurezza, per paradosso, l’elemento caratterizzante di molte iniziative legislative del Governo, che della sicurezza fa invece uno dei suoi temi fondativi
April 22, 2026
L’insicurezza nelle norme
fa vacillare anche il diritto
Un gruppo di rifugiati in attesa di sbarco / Archivio Fotogramma
Sembra l’insicurezza, per paradosso, l’elemento caratterizzante di molte iniziative legislative del Governo, che della sicurezza fa invece uno dei suoi temi fondativi. È già capitato, infatti, che norme varate per accrescere la sicurezza del Paese (secondo la visione della maggioranza politica pro-tempore) si siano rivelate malferme giuridicamente e bisognose di aggiustamenti in corsa. Stavolta è accaduto con il “premio rimpatri”, infilato nel testo originario del nuovo decreto sicurezza con un emendamento evidentemente poco meditato, che si è infranto sul primo vaglio di costituzionalità del Quirinale. Secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si è trattato di un pasticcio. Di certo, però, è un esempio di legislazione quanto meno creativa, perché avrebbe gratificato economicamente gli avvocati che avessero accettato di perseguire interessi diversi da quelli dei loro assistiti. Ora il contributo si estenderà anche ai mediatori e alle associazioni, grazie a un altro decreto che correggerà la norma precedente e sarà pubblicato «contestualmente» in Gazzetta Ufficiale. Legislazione creativa e anche acrobatica. Ma qui si torna all’insicurezza normativa di cui si diceva. Viene infatti il sospetto che sia proprio l’accatastarsi continuo di nuove regole a creare un ambiente favorevole alla confusione, in cui è facile incappare in incidenti che sono tecnici, ma pure politici. Proprio ieri, prendendo la parola su questo tema alla Camera, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto che si registrano meno reati e più agenti delle forze dell’ordine, meno ingressi irregolari e più rimpatri. E che questo ennesimo decreto sicurezza serve per «garantire risposte concrete alle aspettative dei cittadini». Non sappiamo, ovviamente, se le aspettative dei cittadini coincidano in toto con quelle del Governo, fatto sta che lo sguardo sulla sicurezza sembra limitato all’immigrazione, mentre le cronache raccontano sempre più spesso di rapine a mano armata, omicidi efferati e altri reati che, verosimilmente, incidono sulla percezione dei cittadini circa l’insicurezza sociale. A meno di credere che tutti i criminali siano stranieri extra-Ue e che basterebbe mandarli tutti via per dormire la notte con la porta di casa aperta, c’è qualcosa che non va. Quanto alle norme penali e repressive, non mancano. Anzi nei circa quattro anni di questo esecutivo si sono moltiplicate le fattispecie di reato e inasprite le pene. Si è perso il conto di decreti legge (che la Costituzione, a proposito, limita a «casi straordinari di necessità e urgenza») e “pacchetti” in materia di sicurezza. Ma per inseguire la certezza della pena si rischia di smarrire la certezza del diritto.

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