sabato 15 settembre 2018
Confrontando il dato con quello del periodo gennaio-giugno del 2017 emerge una sostanziale stabilità considerando la flessione pari a -0,07%
Partite Iva, 310.905 aperte nel primo semestre

Nei primi sei mesi del 2018 sono state complessivamente 310.905 le aperture delle nuove partite Iva in Italia. Confrontando il dato con quello del periodo gennaio-giugno del 2017 emerge una sostanziale stabilità considerando la flessione pari a -0,07%. Dall'analisi condotta dall'Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari su dati del ministero delle Finanze emerge che l'incremento maggiore del numero delle Partite Iva nel primo semestre 2018 si è avuto in provincia di Benevento pari a +29,90% e in valori assoluti pari a 2.129.

Le altre province dove si sono avuti incrementi nel numero delle nuove Partite Iva, confrontando il primo semestre 2018 con l'analogo periodo del 2017, sono state (tra parentesi il valore assoluto): Chieti (2.256) +17,50%; Pescara (2.163) 13,78%; Caltanissetta (1.348) +9,42%; Teramo (1.763) +9,10%; Avellino (2.575) +8,88%; Salerno (6.606) +7,96%; Cagliari (2.328) +7,63%; Palermo (5.650) +6,81%; Bari (6.496) +5,23%; Lecco (1.369) +5,15%; Lodi (879) +4,77%; Campobasso (1.290) +4,71%; Lecce (4.624) +4,62%; Pordenone (1.286) +3,88%; Caserta (5.193) +3,53%; Monza e Brianza (3.908) +2,84%; Udine (2.288) +2,83%; Milano (20.957) +2,82%; Pisa (2.353) +2,75%; Modena (3.410) +2,71%; Catania (5.798) +2,67%; Cremona (1.308) +2,35%; Taranto (2.656) +2,35%; Como (2.451) +2,30%; Bolzano (2.408) +2,25%; Novara (1.614) +1,77%; Reggio Emilia (2.567) +1,74%.

E ancora: Foggia (3.454) +1,62%; Varese (3.600) +1,55%; Enna (735) +1,52%; Livorno (1.642) +1,05%; Verona (4.588) +1,04%; Pistoia (1.569) +0,90%; Alessandria (1.942) +0,88%; Roma (27.246) +0,69%; Trieste (949) +0,64%; Forlì-Cesena (1.751) +0,57%; Vicenza (3.809) +0,34%; Brindisi (2.125) +0,28%; Massa Carrara (1.063) +0,28%; Ascoli Piceno (1.167) +0,26%; Mantova (1.757) +0,11% e Latina (3.158) +0,00%.

Le province dove si è registrato un decremento del numero delle iscrizioni delle partite Iva sono state: Padova (4.752) -0,04%; Brescia (5.612) -0,07%; Bologna (5.032) -0,08%; Siracusa (1.971) -0,15%; Ferrara (1.410) -0,56%; Piacenza (1.303) -0,76%; Parma (2.146) -0,92%; Pavia (2.529) -1,02%; Firenze (5.636) -1,24%; Agrigento (2.207) -1,43%; Grosseto (1.208) -1,55%; Venezia (3.768) -1,62%; Torino (11.618) -1,68%;

Reggio Calabria (2.713) -1,70%; Trento (2.478) -1,74%; Rovigo (1.024) -1,92%; Rimini (1.998) -2,01%; Lucca (2.082) -2,02%; Genova (4.111) -2,03%; Bergamo (4.560) -2,06%; Napoli (15.829) -2,11%; Cuneo (3.006) -2,18%; Sondrio (707) -2,21%; Catanzaro (1.886) -2,43%; Viterbo (1.930) -2,43%; Barletta-Andria-Trani (1.875) -2,45%; Treviso (4.113) -3,20%; Messina (3.045) -3,21%; Imperia (1.176) -3,29%; Terni (1.129) -3,42%; Pesaro e Urbino (1.685) -3,77%; Gorizia (531) -3,80%; Trapani (2.235) -4,12%; Savona (1.455) -4,15%; Ragusa (1.670) -4,35%; La Spezia (1.120) -4,44%; Siena (1.292) -4,65%; Ravenna (1.635) -4,72%.

E ancora: Perugia (3.367) -5,47%; Verbano-Cusio-Ossola (658) -6,00%; Arezzo (1.750) -6,17%; Prato (1.639) -6,24%; Biella (702) -6,40%; Vibo Valentia (790) -6,73%; L'Aquila 1.562 (-6,75%); Fermo (931) -6,90%; Ancona (2.152) -7,04%; Aosta (631) -7,88%; Oristano (642) -8,02%; Sassari (2.751) -8,05%; Frosinone (2.659) -8,18%; Macerata (1.609) -8,53%; Vercelli (679) -8,61%; Cosenza (3.345) -8,76%; Potenza (1.848) -9,14%; Matera (1.014) -10,27%; Rieti (846) -10,67%; Isernia (520) -10,81%; Prov. del Sud Sardegna (1.352) -11,17%; Asti (1.042) -11,69%; Belluno (797) -13,28%; Crotone (886) -16,18% e Nuoro (1.196) -19,30%.

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 41,1% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,3% al Centro e il 36,3% al Sud e Isole. «Nel secondo trimestre del 2018 - ha spiegato Arvedo Marinelli, presidente nazionale dell'Ancot - relativamente alle persone fisiche, la ripartizione di genere mostra un leggero calo della quota maschile, ora pari al 61,7% del totale. Il 46,1% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 32,7% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno -ha spiegato- tutte le classi di età registrano incrementi di aperture: il più consistente è il 14,6% della classe più anziana. Un dato estremamente interessante è che il 17,1% delle persone fisiche che nel secondo trimestre ha aperto una partita Iva è nato all’estero».

«Continua a essere particolarmente apprezzato il regime agevolato forfettario - ha sottolineato Annamaria Longo, segretario nazionale dell'Ancot - e coloro che hanno deciso di adottare questo regime contabile sono stati nel secondo trimestre 48.696, pari al 37,3% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente».

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