Patente a 17 anni e cellulare vietato ai pedoni: ecco come cambierà il Codice della Strada

Dalle multe per eccesso di velocità calcolate diversamente al parcheggio "di traverso": il testo base riscrive sanzioni, regole di accesso alla guida e norme di comportamento. Si tratta però ancora di proposte modificabili
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September 3, 2026
Patente a 17 anni e cellulare vietato ai pedoni: ecco come cambierà il Codice della Strada
Il nuovo Codice potrebbe prevedere una multa per chi attraversa la carreggiata guardando il cellulare
Dalle multe per eccesso di velocità calcolate “al chilometro”, alla patente anticipata a 17 anni, fino al giubbotto riflettente obbligatorio per i pedoni, il parcheggio “di traverso” che diventa lecito, e la stretta sull’uso del telefono cellulare per chi attraversa la carreggiata. Il nuovo Codice della strada comincia a prendere forma, ma per ora resta un cantiere aperto. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso i materiali di lavoro a oltre cento associazioni, enti e operatori, chiamati a presentare entro il 13 settembre osservazioni e un massimo di cinque proposte di modifica. Soltanto dopo arriverà la versione definitiva: dunque nessuna delle novità annunciate è certa di entrare in vigore.

La rivoluzione più evidente riguarda gli eccessi di velocità

L’attuale sistema, costruito su quattro grandi fasce, verrebbe sostituito da una progressione più aderente alla gravità dell’infrazione. In autostrada, fino a 20 km/h oltre il limite, si pagherebbero 10 euro di sanzione per ogni chilometro eccedente: 50 euro a 135 km/h, 150 a 145. Sulle strade urbane con limite di 30 o 50 km/h, invece, il primo scaglione costerebbe 5 euro per ogni km/h in più. Superate determinate soglie, crescerebbero anche punti sottratti e i periodi di sospensione della patente, ma con sanzioni accessorie generalmente meno pesanti rispetto a oggi.
Il nuovo meccanismo non significa quindi multe sempre più basse. Chi supera di poco il limite potrebbe risparmiare: in una strada urbana con limite di 50, viaggiare a 55 km/h costerebbe 25 euro anziché gli attuali 42. Ma a 75 km/h la sanzione salirebbe a 250 euro, contro i 173 previsti oggi. La logica è eliminare i bruschi salti tra una fascia e l’altra e far pagare in proporzione al rischio effettivamente creato.

Cambia anche l’accesso alla patente

Dire che si potrà guidare un’auto a 17 anni, è vero solo in parte. A quell’età sarebbe consentita esclusivamente la guida accompagnata, con un adulto patentato esperto a fianco e precise limitazioni. L’esame per la patente B potrebbe invece essere sostenuto a 17 anni, recependo la direttiva europea 2025/2205. Fino ai 18, tuttavia, il giovane patentato non potrebbe circolare da solo. La novità anticiperebbe dunque il percorso di formazione, non la piena autonomia al volante.
Infine, niente distrazioni per chi assiste un principiante. Durante le esercitazioni con il foglio rosa, genitori, accompagnatori e istruttori non potrebbero utilizzare smartphone, tablet, computer, cuffie o guardare video sull’infotainment. Il divieto varrebbe anche durante gli esami pratici: chi siede accanto a un allievo deve essere pronto a vigilare e intervenire, quasi come se avesse personalmente le mani sul volante. Una regola di buon senso che il Codice vuole trasformare in obbligo.

Multe agli stranieri: stop agli impuniti

Un altro intervento riguarda le multe prese da veicoli con targa straniera, oggi spesso difficili da recuperare. Una banca dati conserverebbe per cinque anni le sanzioni non pagate. Se il mezzo tornasse a circolare in Italia, la riscossione potrebbe essere richiesta a chiunque si trovasse alla guida, anche se diverso da chi commise l’infrazione. Il debito, in sostanza, seguirebbe il veicolo e non soltanto il trasgressore.

Nuove responsabilità anche per i pedoni

Chi attraversa la carreggiata utilizzando lo smartphone rischierebbe una multa di 75 euro. Il divieto non riguarderebbe chi consulta il telefono sul marciapiede e ammetterebbe eccezioni per le emergenze, l’uso del vivavoce e un solo auricolare, purché resti possibile percepire i rumori della strada. Prima di attraversare, inoltre, il pedone dovrebbe accertarsi di essere stato visto e che i veicoli stiano effettivamente rallentando.
Fuori dai centri abitati scatterebbe poi l’obbligo di indossare un giubbotto o bretelle retroriflettenti quando si cammina sulla carreggiata di notte e senza illuminazione pubblica. La protezione sarebbe necessaria anche di giorno nelle gallerie o in presenza di nebbia, neve, pioggia intensa e scarsa visibilità. In alternativa si potrebbe usare una luce arancione visibile in tutte le direzioni o un altro dispositivo luminoso adeguato.

Anziani alla guida: stretta solo sulle visite mediche

Nessun divieto speciale alla guida è previsto per chi ha superato gli 85 anni d’età, come era stato invece inizialmente ipotizzato. La prima stesura prevedeva per gli over 85 l’esclusione dalle autostrade, il limite di circolazione a 100 chilometri dalla residenza e l’obbligo di tasso alcolemico zero legato esclusivamente all’età. Il Ministero punta piuttosto su visite mediche più accurate, per valutare caso per caso l’idoneità psicofisica.

La guida autonoma entra nel Codice

Il testo base della riforma del Codice della Strada inoltre introduce per la prima volta nell’ordinamento italiano una disciplina specifica per i veicoli a guida automatizzata e autonoma (livelli SAE 3, 4 e 5). Per prima cosa vengono riconosciute ufficialmente le auto con sistemi di guida automatizzata da parziale a totale per il trasporto di persone e merci.
Principio fondamentale è l’obbligo del controllore a bordo: sarà sempre necessaria una persona fisica pronta a intervenire e a riprendere il controllo manuale dell’auto in caso di necessità o emergenza. In merito alle responsabilità, il controllore risponde della guida e del rispetto delle regole stradali, mentre il produttore del veicolo risponde dei guasti e dei malfunzionamenti del sistema.
La circolazione e i test di queste categorie di auto avverranno gradualmente su percorsi autorizzati, in conformità con gli standard e i regolamenti europei.

Parcheggio "trasversale": come e quando

Una delle novità minori, ma più curiose, contenuta nel testo base del nuovo Codice della strada è la possibilità di parcheggiare “di traverso”. Una prassi che ha preso piede nelle grandi città con la diffusione delle Smart fortwo e più recentemente dilagata con il boom dei quadricicli elettrici, ma vietata dal Codice della strada diversamente da quanto molti pensano.
Attualmente le norme stabiliscono che «salvo diversa segnalazione, «in caso di fermata o di sosta il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata (anche sinistro nel caso di strada a senso unico), parallelamente a esso e secondo il senso di marcia». Questa norma è generale e non ammette deroghe. La multa è di 42 euro, come un normale divieto di sosta. Il nuovo Codice invece introduce un'eccezione. Il testo prevede infatti che «ove non sono tracciati stalli di sosta ovvero quando questi hanno una larghezza pari ad almeno 2,80 metri, i veicoli (auto, moto, ciclomotori, tricicli e quadricicli) aventi lunghezza pari o inferiore a 2,70 metri possono essere collocati anche perpendicolarmente al margine della carreggiata».
Il nuovo Codice dunque prende atto della realtà e punta a massimizzare l'utilizzo degli spazi nelle città, sdoganando la sosta di traverso. Ma, semplificando al massimo, solo se il veicolo non sporge dalla carreggiata.
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