Formula 1, c'è un’Italia che vince anche se non si vede sul podio
Da Pirelli a Brembo, da OZ a Fondmetal, fino a caschi, cinture, tute e pistole per i pit stop: dietro lo spettacolo del GP di Monza c’è una filiera di eccellenze tecnologiche

Non solo Ferrari o Kimi Antonelli, il GP d’Italia che si disputa sul circuito di Monza domenica 6 settembre, rappresenta la punta di diamante dell’Italia della componentistica. Ovvero, non solo auto, come Ferrari e Racing Bulls, nome inglese ma sede a Faenza, ma anche e soprattutto aziende che nella ricerca e sviluppo hanno saputo creare un territorio unico fatto di eccellenze mondiali.
L’elenco è lungo e comincia con Pirelli, sponsor della gara ma fornitore unico degli pneumatici sia per la F1 sia per le altre categorie, come F.2 e F.3 che correranno nel week end e dal prossimo anno anche nel Moto Mondiale, ovvero copertura completa a livello planetario a 2 e 4 ruote. Dice Dario Marrafuschi, capo del MotorSport Pirelli: “Monza ovviamente è la gara di casa e per noi è sempre motivo di orgoglio, perché per Pirelli rappresenta l’occasione per vivere da vicino quello che per 365 giorni all’anno facciamo nella nostra sede di Milano”. Ovvero gli pneumatici che forniscono la F.1 dal 2011 e che fino al 2028 sono stati confermati, nascono e vengono sviluppati in viale Sarca a Milano. “Qui abbiamo le nostre menti pensanti, i laboratori dove conduciamo e sviluppiamo mescole, carcasse, strutture, dove analizziamo i dopo gara e portiamo avanti le eccellenze che non sono solo tecniche ma il frutto di collaborazioni con università e laboratori all’avanguardia”.
Da Milano alla conquista del mondo, ma se si parla di gomme si deve parlare anche di cerchioni e col regolamento 2026 è tornato di moda il made in Italy. Sono due le aziende presenti ad alto livello: la OZ, con una esperienza decennale nella categoria, con sede in provincia di Vicenza, fornitrice di Red Bull, Racing Bulls e Mercedes tra l’altro, e la Fondmetal, da Palosco provincia di Bergamo, che torna in F.1 dopo una parentesi di 25 anni, quando il nome era abbinato a una scuderia che costruiva e faceva correre piloti come Fernando Alonso, che ha ritrovato in Aston Martin squadra alla quale fornisce il materiale. Due aziende leader, due aziende di provincia dove la ricerca e sviluppo dei prodotti, specialmente di serie, le ha portate alla ribalta mondiale: “Per noi era un discorso da riprendere – dice Stefano Rumi, presidente Fondmetal – dopo che mio padre lasciò la F.1 alla fine del 2001, era un po’ un impegno personale. Grazie alle nostre esperienze in ricerca e sviluppo, che a quel tempo culminarono anche nella Galleria del Vento di Casumaro, la Fondtech, diretta da Jean Claude Migeot, ex DT della Ferrari, abbiamo voluto fortemente tornare nella massima categoria, perché è lì che si impara a risolvere i problemi che poi vengono affrontati tutti i giorni dagli automobilisti più esigenti”.
Gomme, cerchi, potevano mancare i freni? E infatti la Brembo, società leader da oltre 50 anni presente in F.1, ha il monopolio delle vittorie e delle forniture grazie a un lavoro continuo nella ricerca a due e quattro ruote. Si tratta di un attestato di sicurezza e qualità che Brembo ha portato in giro per il mondo. Quando si parla di sicurezza, un discorso a parte meritano le aziende italiane che hanno il monopolio per i caschi. Tutti i piloti, infatti, indossano almeno un prodotto italiano. Si va dai caschi Bell, proprietà OMP di Ronco Scrivia, che indossano Hamilton e Leclerc, per citarne due, ai Schuberth di Verstappen, nome tedesco ma sede in provincia di Vincenza, una azienda che produce caschi ad alto livello con 30 dipendenti e 3 autoclavi per il carbonio che ha conquistato il pilota olandese. E poi c’è la Stilo, altra realtà italiana, anche questa in provincia di Bergamo, a Cenate Sotto, provincia che con Brembo e Fondmetal si dimostra fra le più attive nel settore della ricerca e sviluppo nel motorsport. Piloti Stroll e Bottas in F.1 ma una vasta e ampia esperienza nel mondo dei rally.
Sempre sotto la voce sicurezza compaiono altri nomi: Sabelt che fornisce le cinture di sicurezza a Ferrari, per esempio, che da Moncalieri ha firmato i mondiali degli ultimi anni targati Schumacher e quello WEC Ferrari dell’anno scorso, campo in cui è arrivata anche la Sparco, di Volpiano, una azienda leader da 150 milioni all’anno di fatturato che oltre alle cinture fornisce anche le tute ultraleggere alla Red Bull e alla Williams, dividendosi il mercato con gli altri player della sicurezza, come OMP/Adidas che fornisce Mercedes e Audi oppure Alpinestars, sulle McLaren campioni del mondo, tanto per citarne una.
Infine, la ciliegina sulla torta: quando vediamo i pit stop da record, un cambio gomme in due secondi, il tutto avviene grazie alle pistole pneumatiche della Dino Paoli di Reggio Emilia, società nata nel 1968 e che ha accompagnato lo sviluppo tecnologico del cambio gomme, tanto che nel 2022 hanno omologato per primi una pistola ad avvitamento elettrico ultraleggera. Anche qui abbiamo il monopolio delle forniture a tutti i team di F.1. Come dire che l’Italia da corsa vanta eccellenze mondiali in cui la ricerca e sviluppo, l’innovazione tecnologica e lo stare al passo coi tempi, non ha eguali al mondo. Segni particolari: sono tutte realtà di provincia, che per cercarle sulla cartina geografica si fa fatica, ma che rappresentano il centro del mondo del motorsport mondiale. A Monza è occasione di celebrazione anche per questi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire Temi






