Fare pace con il Pianeta: l'appello del Papa nella Giornata per il creato

di Agnese Palmucci, Roma
Nella Giornata mondiale
di preghiera,
Leone XIV rilancia il legame tra tutela dell’ambiente
e costruzione
di relazioni pacifiche tra popoli culture e nazioni.
Oggi la Messa
a Castel Gandolfo. Fino al 4 ottobre il Tempo del creato
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September 1, 2026
Fare pace con il Pianeta: l'appello del Papa nella Giornata per il creato
Pucallpa è una cittadina nel cuore della foresta amazzonica peruviana, a settecento chilometri dalla capitale del Paese, Lima. Lungo il fiume Ucayali, le comunità indigene incontrano la società urbana, su un territorio devastato da deforestazione, estrattivismo, inquinamento e cambiamenti climatici. Proprio a Pucallpa, colpita fortemente in questi giorni dal fenomeno climatico distruttivo El Niño, Leone XIV ha scelto di fare tappa durante il viaggio apostolico in America latina, il prossimo novembre. L’impegno per la custodia del creato, legato alla costruzione della pace, è uno dei temi centrali del magistero di Prevost, che dall’inizio del suo Pontificato continua a lanciare appelli ai potenti della Terra e ai singoli cittadini. Oggi il Papa, per la ventunesima Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, presiederà alle 18.30 la Messa al Borgo Laudato Sì, nei giardini vaticani di Castel Gandolfo. Per la liturgia verrà utilizzato il formulario della «Messa per la Custodia della Creazione», promulgato a luglio dello scorso anno da Leone XIV, dieci anni dopo la pubblicazione dell’enciclica “Laudato si’” di papa Francesco. Scelta con cui ha iniziato, sin da subito, a sottolineare la continuità con il predecessore sul tema ambientale. Anche al termine dell’Angelus di domenica scorsa, Prevost ha ricordato l’importanza della giornata di oggi sottolineando che «la cura della nostra “casa comune” richiede una conversione del cuore, affinché ciò che è stato usato per portare distruzione possa invece essere orientato alla vita».
Non c’è pace, dunque, senza giustizia climatica, senza la cura dell’ambiente, ribadisce il Papa, che oggi celebrerà nel Giardino della Madonnina, come era accaduto il 9 luglio del 2025, quando, sempre qui, aveva presieduto la sua prima Messa “per la custodia del creato”. «Celebrare l’Eucaristia attorno a un altare immerso in un giardino ci aiuta a ricordare che tutta la creazione è un dono e che ogni dono genera una responsabilità», ha sottolineato il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. Nella Messa, ha aggiunto, la gratitudine diventa impegno, perché «prendersi cura del creato significa prendersi cura della vita, delle persone, soprattutto delle più vulnerabili, e delle generazioni future». Lo stesso orizzonte ha tracciato Leone XIV nel messaggio per la Giornata, pubblicato il 20 agosto scorso, che riporta come titolo le parole del profeta Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci». Il Pontefice parte dalla constatazione che, nel mondo, le crisi degli uomini, e la distruzione dell’equilibrio della creazione, non procedono su binari separati. Sono, scrive, «un’unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito». Alla profezia biblica, che immagina le armi trasformate in strumenti capaci di sostenere la vita, si contrappone un presente nel quale gli sforzi continuano ad essere orientati «alla violenza e alla guerra».
Quest’ultima, osserva Leone XIV, estende le proprie ferite ben oltre i territori in cui si combatte. Uccide, divide, costringe milioni di persone ad abbandonare le proprie case e lascia una distruzione sociale ed ecologica destinata a durare per generazioni. Il legame tra conflitti armati e degrado ambientale, ribadisce il Papa, crea un circolo vizioso in cui gli ecosistemi vengono devastati, aria e acqua contaminate, la sicurezza alimentare compromessa. Ne derivano povertà, disuguaglianze e nuove tensioni, che a loro volta possono alimentare altri conflitti. La devastazione della terra rimanda a una crisi «etica e culturale» segnata dalla perdita del senso del limite, dal desiderio di dominio, dalla ricerca del profitto immediato. Da qui l’appello a una conversione personale e collettiva. «Forgiare le spade in vomeri» non è soltanto un programma affidato ai governi, ma un appello rivolto a ciascuno. «Ciò che è stato usato per la distruzione può essere reindirizzato verso la vita, per la cura dei poveri, il nutrimento degli affamati e la salvaguardia del creato», scrive ancora il Papa. È questo «il cammino di un’autentica conversione ecologica», capace di rendere visibili nel rapporto con il mondo gli effetti dell’incontro con Cristo che è “pace” autentica.
Oggi si apre anche il Tempo del creato 2026, il cammino ecumenico che ogni anno accompagna le comunità cristiane dall’1 settembre al 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi, ricorrenza particolarmente significativa nel 2026 per l’ottavo centenario della morte del santo. Il tema del percorso è «Acqua viva» ispirato al capitolo 47 del libro di Ezechiele, con l’immagine dell’acqua che sgorga dal tempio, cresce e risana terre aride ed ecosistemi feriti. Come lo stesso Pontefice ha ricordato al termine dell’Angelus, invitando tutti a pregare «affinché possiamo farci canali di acqua viva della pace di Dio».
In Italia la Giornata apre un calendario diffuso di preghiere, veglie ecumeniche, pellegrinaggi e occasioni di approfondimento, dal nord al sud del Paese. Le celebrazioni nazionali saranno ospitate dalla diocesi di Savona-Noli il 12 e 13 settembre, su iniziativa dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso e dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. A Milano, ad esempio, il Tempo del creato coinvolgerà diversi Cammini ambrosiani e unirà il tema dell’«Acqua viva» alla memoria dei cinquant’anni dal disastro della diossina di Seveso. A Bergamo sono previste una veglia ecumenica e un pellegrinaggio diocesano notturno, mentre a Lecco alle 18 sarà celebrata la Messa nella chiesa di Sant’Egidio a Bonacina, seguita da un cammino lungo il torrente Caldone, durante il quale verranno letti alcuni brani del messaggio del Papa. Il percorso si concluderà il 4 ottobre con un itinerario tra due fiumi fino al santuario della Madonna della Rovinata. A Trento il 3 settembre, al Vigilianum, si confronteranno rappresentanti di Chiese ed esperienze europee e africane, poi il 13 settembre il vescovo Lauro Tisi presiederà la Messa nella Cattedrale vegetale di Arte Sella, in Val di Sella, dove arte, bosco e trasformazione naturale compongono un luogo simbolico della fragilità e della capacità di rinascita. Nell’arcidiocesi di Lecce, il 7 settembre alle 19.30 si parte con una riflessione biblica sul capitolo 47 del libro di Ezechiele al Monastero delle clarisse e si chiude il 26 settembre alle 16, presso Torre Chianca, con una passeggiata contemplativa alla foce del fiume Idume. Anche a Catania, gli eventi del Tempo del creato inizieranno il 7 settembre con la Celebrazione ecumenica nel Chiostro di Santa Maria di Gesù alle 19.45, per chiudersi il 3 ottobre alle 10, nel cimitero di Catania, con un momento di preghiera interreligiosa in memoria delle vittime dell’immigrazione. Il programma mondiale, invece, si aprirà oggi con un servizio ecumenico di preghiera online guidato da rappresentanti delle diverse tradizioni cristiane e si concluderà il 4 ottobre con una celebrazione affidata in particolare alle voci dei giovani.

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