«Il Papa a Lourdes sarà tra i pellegrini con le fiaccole»
L'annuncio del vescovo Jean-Marc Micas: «Il Pontefice viene in un luogo dove tanti cercano conforto alle loro ferite, farà la processione "aux flambeaux" e la presiederà». La felice coincidenza con il pellegrinaggio nazionale italiano dell’Unitalsi. «Presso la Vergine si trova consolazione»

Papa Leone XIV, il prossimo 27 settembre, nella giornata piena che passerà a Lourdes in occasione del Viaggio apostolico in Francia, si farà pienamente «pellegrino fra i pellegrini». Al punto da realizzare un gesto senza precedenti per un pontefice: unirsi fisicamente, fra malati e barellieri, alla processione serale con le fiaccole, la processione aux flambeaux , così cara a tutti i fedeli che giungono al Santuario mariano sui Pirenei. A togliere il velo, con Avvenire, è monsignor Jean-Marc Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes, lieto che la visita del Pontefice avvenga, per una felice coincidenza, negli stessi giorni in cui era già programmato il Pellegrinaggio nazionale italiano dell’Unitalsi. Il vescovo chiarisce anche la scelta di ricoprire i mosaici di Marko Rupnik, sulla facciata della Basilica del Rosario, in nome del rispetto per le vittime di violenze sessuali.
Eccellenza, può parlarci del clima spirituale a Lourdes in vista della visita del Papa?
Sul piano spirituale, il clima è quello di un popolo di credenti felice di accogliere un pastore, il pastore universale della Chiesa. Un popolo che si prepara con la preghiera. Si prega per il Papa, ma anche per lo stesso popolo di Dio di Francia che chiede di avere orecchie, un cuore, uno spirito disponibili e aperti per accogliere ciò che il Santo Padre vorrà dirci per incoraggiarci nella fede e nella testimonianza della fede. È una preparazione nella gioia, nell’impazienza, quasi nella febbrilità, in vista di ciò che il Papa vorrà condividere con noi.
Si giunge a Lourdes come pellegrini e molti sperano che il Papa possa unirsi in processione con i fedeli. Cosa può dirci?
Durante il viaggio apostolico in Francia, ci saranno dappertutto celebrazioni e preghiere. Ma a Lourdes, ci sarà unicamente questo. Si vivrà una dimensione pienamente spirituale. Il Papa si farà pellegrino fra i pellegrini, compiendo i gesti che tutti i pellegrini compiono. Fin dal suo arrivo, sabato sera, sarà alla Grotta di Massabielle. Proprio da pellegrino a Lourdes, toccando la roccia, ricevendo l’acqua della fonte, accendendo il cero. Da pellegrino fra i pellegrini, così come da pastore del suo popolo, come tanti vescovi e preti che accompagnano la propria diocesi o parrocchia. Da pastore, il Pontefice accompagnerà così la Chiesa universale. L’indomani, in serata, da pellegrino e da pastore, il Papa farà la processione aux flambeaux e la presiederà.
Può dunque confermarci questa precisa volontà del Papa?
Assolutamente. Farà pure fisicamente la processione.
Sarà la prima volta, per un Pontefice...
In effetti. È stato davvero un tema di discussione e i responsabili dei viaggi pontifici hanno insistito nel dire che Leone XIV sarebbe molto felice di fare la processione. Il Papa in persona l’ha poi confermato.
Leone XIV si è già recato in raccoglimento più volte presso la riproduzione della Grotta che si trova nei Giardini vaticani. La stessa riproduzione che venne offerta a Leone XIII nel 1902. Ciò la colpisce?
Sì. E mi ha molto colpito pure il fatto che di recente il Papa abbia scritto a tutti i santuari del mondo per riunirli, in videoconferenza, presso la riproduzione della Grotta di Lourdes nei Giardini vaticani, per una preghiera per la pace da lui stesso presieduta. A Lourdes, siamo stati molto toccati da quest’insistenza del Papa sulla trasmissione video con la Grotta in Vaticano.
In vista della visita, lei ha appena annunciato che i mosaici di Marko Rupnik, accusato di violenze sessuali, saranno ricoperti definitivamente. Cosa ha pesato in questa decisione?
Si tratta del seguito di un processo per tappe iniziato nel 2023. Nel luglio 2024, abbiamo fatto una prima dichiarazione. Poi, nella primavera 2025, è giunta la copertura parziale dei mosaici. E integrale per quelli sulle porte della Basilica del Rosario. Era l’anno giubilare e la dimensione simbolica delle porte era dunque centrale. Abbiamo ormai compreso che la presenza dei mosaici ha impedito a molte persone vittime di violenze sessuali di ogni tipo di venire a Lourdes per trovarvi consolazione al cospetto dell’Immacolata Concezione. Il viaggio di Leone XIV è ora l’occasione per un nuovo passo simbolico che è la copertura completa dei mosaici, in modo che il Papa possa essere il pastore universale della Chiesa, in particolare a Lourdes. Occorre permettere a tutte le persone vittime di violenze di venire a Lourdes e di essere accolte a braccia aperte dal Santo Padre, senza nessuna ambiguità, né ostacoli.
L’ascolto delle vittime è risultato decisivo?
Completamente. Ma abbiamo ascoltato pure chi aveva punti di vista significativi sull’arte sacra, sul diritto, sulla relazione fra opera e artista. Abbiamo ascoltato tutti, prima di scegliere. Lourdes è un santuario in cui le precarietà, le povertà, le vulnerabilità, le ferite hanno il primo posto. Non potevamo escludere una categoria di persone ferite per una questione d’arte sacra. L’opera può conservare il suo valore, ma non può impedire al messaggio di Lourdes di raggiungere tutti.
La visita del Papa è pure una festa. La copertura scelta per i mosaici sarà di tipo decorativo?
Una decorazione specifica è in effetti prevista per la visita del Papa. Ma al contempo, sarà per noi l’inizio della tappa successiva: la riflessione sull’avvenire del messaggio di Lourdes trasmesso dall’architettura del Santuario, in particolare dalla facciata della Basilica del Rosario. Rifletteremo in modo ampio e libero.
La decisione di coprire i mosaici pare coerente pure con la scelta di Lourdes per l’incontro fra Leone XIV e alcune vittime di violenze nella Chiesa francese...
Come dicevo, tante vittime giungono a Lourdes per trovarvi consolazione presso la Vergine. Al contempo, Lourdes è ormai il luogo simbolico della presa di coscienza forte da parte della Conferenza dei vescovi di Francia di questo tema e della sfida che rappresenta per la Chiesa. Tutto ciò significa che abbiamo una responsabilità particolare e importante sulle nostre spalle. Vi sono mosaici di Rupnik nel mondo intero, anche di superficie molto grande, ma non è un caso che si parli soprattutto di quelli di Lourdes.
Nei giorni della visita del Papa, è previsto pure il Pellegrinaggio nazionale italiano. Una coincidenza che allieterà molti.
Per noi, il Pellegrinaggio italiano è fondamentale. Siamo estremamente vicini. Fra i cappellani, dei preti italiani sono pilastri dell’accoglienza dei pellegrini. Un prete italiano fa parte del consiglio d’orientamento che si riunisce due volte l’anno per consigliare il vescovo. Storicamente, la presenza dei pellegrini italiani è davvero per noi estremamente importante. Per questo, è una splendida coincidenza che il week-end della visita del Papa corrisponda con quello del grande pellegrinaggio nazionale dell’Unitalsi. Personalmente, sono molto felice di accogliere gli italiani, avendo pure origini familiari italiane da parte di mia madre. Mi unisco a loro con tutto il cuore e li affido all’intercessione di Nostra Signora di Lourdes. Prego per loro e li benedico.
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