La piena nel Grand Canyon, la siccità record negli altri Stati: cartoline dagli Usa "negazionisti"

Un uomo è morto e altri 15 sono ancora dispersi in Colorado: l’inondazione è stata causata da piogge monsoniche, ma su terreni induriti dall’aridità. Intanto è allarme per i raccolti nella Georgia e nel Kansas, mentre in Virginia gli agricoltori hanno rinunciato alla semina. La politica americana nel frattempo continua a non occuparsi di cambiamento climatico
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September 1, 2026
La piena nel Grand Canyon, la siccità record negli altri Stati: cartoline dagli Usa "negazionisti"
L'inondazione lampo che ha travolto il Grand Canyon
Un uomo è morto e una quindicina di persone sono ancora disperse dopo l'alluvione improvvisa che sabato pomeriggio ha travolto il Grand Canyon, in Arizona, uno dei monumenti naturali più visitati degli Stati Uniti. La piena ha spazzato via i ponti pedonali e trascinato massi lungo i torrenti e lungo il fiume Colorado, dove il corpo di un quarantaseienne è stato recuperato solo domenica sera. Le 62 persone tratte in salvo con elicotteri hanno descritto momenti «terrificanti».
L'alluvione ha gravemente danneggiato il Transcanyon Waterline, l'acquedotto lungo venti chilometri che rifornisce il parco, costringendo a restrizioni idriche e alla chiusura dei pernottamenti. E i meteorologi prevedono che le piogge proseguiranno per settimane, con nuovi temporali attesi su Arizona, New Mexico, Utah e Colorado, dove i parchi naturali accolgono decine di milioni di visitatori ogni anno.
Paradossalmente, all'origine di tanta acqua c'è la sua mancanza. Le piogge monsoniche di fine estate cadono infatti su un terreno indurito dalla siccità, che non le assorbe, e si trasformano in piene fulminee. La siccità, infatti, quest’anno ha toccato record mai visti negli Stati Uniti. In Colorado da gennaio si sono registrati circa 2,5 gradi in più della media, e l’anno finora è il sesto più secco mai registrato nella storia. Luglio, in particolare, è stato il secondo mese più torrido di sempre nello Stato e in alcune aree il più caldo da 132 anni.
Ma il fenomeno ha portata nazionale: a fine agosto la maggior parte degli Stati Uniti e di Porto Rico si trovava in condizioni di siccità, con circa cento milioni di persone colpite. Quest’anno, oltre il 60% dei 48 Stati continentali ha vissuto o sta vivendo quella che i climatologi definiscono la peggiore siccità mai registrata. Le aree più aride sono il Colorado e il Sud-est, dove al picco di aprile la siccità toccava tutto il territorio. Agricoltori e ambientalisti hanno lanciato l’allarme descrivendo raccolti persi o a rischio, dal grano del Kansas agli ortaggi della Georgia, che porteranno all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari in tutto il Paese. Intanto è cresciuto il numero degli incendi persino in zone umide come le Everglades della Florida, dove sono già bruciati 120mila acri.
In alcuni stati, come la Virginia già in tarda primavera gli agricoltori hanno dovuto smettere di piantare, perché il terreno era troppo secco. Eppure, di fronte a queste emergenze, il cambiamento climatico è del tutto assente dal dibattito politico. In vista delle elezioni di midterm di novembre il tema non compare mai nei discorsi dei candidati, un fenomeno che gli analisti chiamano «climate hushing», il silenzio voluto sul clima. Le ragioni sono diverse. Le campagne preferiscono concentrarsi sulle ansie economiche immediate — inflazione, costo della sanità, bollette, tassi d'interesse —, che oscurano una minaccia percepita come lontana, anche quando questa comincia ad avere effetti tangibili. L'Amministrazione Trump, apertamente negazionista sul clima, ha smantellato le politiche ecologiche federali introdotte dai governi precedenti, allentato i limiti alle emissioni delle centrali e tagliato i fondi alla ricerca ambientale, e molti conservatori restano legati agli interessi delle imprese. Ma anche i democratici hanno scelto il silenzio: le ultime tornate elettorali mostrano infatti che parlare apertamente di «transizione verde» alimenta tra gli operai la paura di perdere il lavoro, così gli strateghi ora consigliano di evitare del tutto le parole «cambiamento climatico». Anche quando le perturbazioni del clima uccidono.

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