Miss Kathi, l'impegno umanitario e la Corea del Nord. «Non è vero che sono dei robot»

Come una moderna "missionaria", Katharina Zellweger, donna di origini svizzere, ha portato avanti attività di tipo sociale con la Caritas nel Paese più discusso dell'Asia. Ora i suoi racconti sono entrati a far parte di un libro
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August 31, 2026
Miss Kathi, l'impegno umanitario e la Corea del Nord. «Non è vero che sono dei robot»
Katharina Zellweger
Alla fine, è tutta una questione di sguardi. Se riesci a vedere i nordcoreani «non come robot sottoposti al lavaggio del cervello, ma come individui unici, ciascuno con le proprie speranze, i propri sogni e le proprie paure», allora puoi amarli e, perfino, spendere per loro trent’anni della tua vita. Parola di Katharina Zellweger, la donna occidentale che, al mondo, meglio conosce il “Regno Eremita”. Lo documenta in "Miss Kathi. Saving lives in North Korea", in uscita l’1 settembre, un libro – scritto con Mike Chinoy, pubblicato in lingua inglese dalla casa editrice statunitense Post Hill Press – che restituisce, in 384 fitte pagine, l’unicità dell’esperienza di questa laica luterana, nata nel 1952 nel villaggio di Teufen, in Svizzera.
Racconta lei stessa: «Tra il 1995 e il 2019 ho compiuto 75 viaggi in Corea del Nord e ho vissuto a Pyongyang per cinque anni (dal 2006 al 2011), lavorando dapprima per la Caritas, poi per la Direzione dello sviluppo e della cooperazione del governo svizzero e, in seguito, alla guida della mia organizzazione non governativa KorAid. Per quanto ne so, nessun altro vanta una storia così lunga e ininterrotta di impegno umanitario in Corea del Nord». Ha scritto un giornalista del Los Angeles Times: «Sembrava improbabile che un’europea alta e bionda potesse diventare una persona così ben informata dall’interno», eppure Kathi è riuscita a conquistarsi la fiducia della gente, tant’è che «il libro mette in luce l’umanità e persino l’umorismo della vita all’interno della Corea del Nord». Generalmente i saggi sulla Corea del Nord sono resoconti di alto livello sulla diplomazia relativa ai programmi nucleari e missilistici oppure racconti di rifugiati e disertori. «Ma il fatto è – sottolinea Zellweger – che la maggior parte dei nordcoreani sono persone comuni, che lottano per sopravvivere. Tra loro ci sono i più vulnerabili: donne, bambini, i più poveri, gli affamati e i disabili, le persone al centro del mio lavoro».
Uno slogan di Caritas – «Un mondo in cui una persona soffre meno è un mondo migliore» - è ciò che ha affascinato la giovane Kathi e l’ha spinta a lasciare la fattoria paterna dove faceva il fieno d’estate e il sidro in autunno. Fin da bambina si era innamorata di Hong Kong, da quando un amico di famiglia le aveva regalato un annuario sulla città. La svolta decisiva data 1978: dopo aver lavorato per alcuni anni come assistente sociale e funzionaria per la libertà vigilata di giovani delinquenti a San Gallo, Kathi vede su un giornale un annuncio per un posto di lavoro dall’altra parte del mondo e nell’anno dei tre Papi si trasferisce a Hong Kong, dove diverrà un’infaticabile collaboratrice del coordinatore della Caritas locale, padre Francesco Lerda del Pime.
Nel 1995 la Corea del Nord, devastata dalla carestia, abbandona la dottrina dell’autosufficienza e chiede aiuto alla comunità internazionale. Kathi coordina l’invio di 1.400 tonnellate di riso per conto di Caritas. Operazione tutt’altro che semplice, dal momento che molti governi occidentali esitavano a inviare cibo per non sostenere il regime. Zellweger era convinta del contrario: «Lasciare morire di fame i nordcoreani a causa del disgusto per il sistema politico del Paese era moralmente sbagliato».
Il libro di Zellweger contiene gustosi aneddoti: da “Stille Nacht” cantata in tedesco da una guida nord-coreana in un bunker anti-aereo, al regalo sorprendente di due sacerdoti sudcoreani piombati nel suo ufficio: un sacchetto di Mc Donald’s con 300 mila dollari raccolti tra i fedeli di Seul per acquistare riso per i bambini del Nord. Non manca il racconto di due commuoventi visite (nel 2000 e nel 2002) di monsignor Celestino Migliore, inviato vaticano; gli fu concesso di celebrare Messa nell’unica chiesa cattolica della città, la cattedrale di Changchung. Kathi ricorda di essere rimasta sorpresa e ammirata dalla fede degli anziani che la gremivano.
Nonostante l’attuale clima cupo e a dispetto di «un sistema politico incredibilmente rigido e profondamente diffidente nei confronti degli estranei», Zellweger continua a nutrire speranza. «Le decine di migliaia di nordcoreani che sono sopravvissuti alla carestia grazie agli aiuti internazionali e le trentamila persone che hanno riacquistato la vista grazie all’aiuto di KorAid dimostrano che è possibile ottenere risultati, aiutare chi ne ha più bisogno, anche nelle circostanze più difficili». Proprio per il suo impegno inesauribile e coraggioso nel 2006 ha ricevuto, lei di fede protestante, l’onorificenza pontificia dell’Ordine di San Gregorio Magno: la più alta attribuita a un laico.

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