La santa che cambiò gli Usa scoprì il cattolicesimo a Livorno
di Chiara Domenici e Nicola Sangiacomo
Nel 1803 Elizabeth Ann Seton arrivò nella città toscana con il marito malato di tubercolosi. Fu l’inizio di una conversione di cui è conservata memoria anche in una cappella del Santuario di Montenero da poco riaperta

C’è un filo, sottile ma robustissimo, che lega il porto labronico alle fondamenta del cattolicesimo statunitense. Passa per un lazzaretto, una quarantena, un lutto e una famiglia di mercanti livornesi. Porta il nome di Elizabeth Ann Seton, la prima persona nata in territorio americano a essere proclamata santa, e racconta come Livorno sia stata, per coincidenza straordinaria, la culla della sua conversione. Tutto comincia il 18 novembre 1803, quando la nave Shepherdess attracca nel porto di Livorno. A bordo c’è Elizabeth Seton, ventinovenne newyorkese di fede episcopaliana, insieme al marito William, gravemente malato di tubercolosi, e alla figlia Anna Maria. Il viaggio doveva essere un’ultima speranza: il clima mite della Toscana, e di Livorno in particolare, avrebbe forse alleviato la malattia dell’uomo. Ma la nave proveniva da New York, dove si temeva un’epidemia di febbre gialla.
Risultato: i Seton vengono confinati per un mese nel Lazzaretto di San Jacopo, alle porte della città, in condizioni durissime. Possono vedere i loro amici livornesi, i fratelli Filippo e Antonio Filicchi, solo a distanza, attraverso le grate della struttura. Quella quarantena, paradossalmente, sarà l’inizio di tutto. I Filicchi non sono comparse casuali. Sono mercanti facoltosi, legati alla famiglia Seton da rapporti commerciali, e diventano il sostegno di Elizabeth nel momento più difficile della sua vita. Quando William muore a Pisa, il 27 dicembre 1803, appena due settimane dopo l’uscita dalla quarantena, è la famiglia Filicchi ad accogliere la giovane vedova nel proprio palazzo, nel quartiere della Venezia Nuova. Per mesi, Elizabeth osserva da vicino la devozione cattolica di chi l’ha ospitata. Viene condotta in pellegrinaggio per le chiese della città: alla chiesa di Santa Caterina da Siena, dove si ferma quasi ogni giorno in preghiera, e al santuario della Madonna di Montenero. È lì, a Montenero, che secondo la tradizione e gli stessi scritti di Elizabeth, avviene il momento decisivo.
Nel suo diario racconta di un giovane inglese, durante la Messa, che sussurrò riferendosi all’Eucaristia: «Questa è la loro presenza reale». Una frase che la scosse profondamente, spingendola a interrogarsi sulla fede cattolica nella presenza di Cristo nel pane consacrato. Lei stessa annotò di essersi inginocchiata davanti all’altare, in un momento di intensa commozione spirituale. Fu l’inizio di un travaglio interiore che sarebbe durato ancora due anni, fatto di lettere, dubbi e pressioni familiari, prima di sfociare nella conversione ufficiale, il 14 marzo 1805, nella chiesa di St. Peter a Manhattan. Quello che accadde dopo è storia nota. Elizabeth Seton fondò a Emmitsburg, in Maryland, la prima scuola parrocchiale gratuita degli Stati Uniti e la prima congregazione religiosa femminile nata in suolo americano, le Sisters of Charity. Da quel seme nacquero centinaia di scuole, orfanotrofi e ospedali cattolici in tutto il continente: parte dell’infrastruttura su cui si sarebbe radicato il cattolicesimo americano per i due secoli successivi.
Quando Paolo VI la canonizzò, il 14 settembre 1975, dal sagrato di San Pietro scandì con solennità: «Elizabeth Ann Seton è una santa!». Era la prima persona nata negli Stati Uniti a essere proclamata santa. Livorno non ha dimenticato questo capitolo. Sul lungomare, vicino al luogo dove si trovava il lazzaretto, una lapide commemora il passaggio della santa. Nel 1968, in piazza Lavagna, è stata costruita, grazie all’entusiasmo di un giovane prete livornese, don Gino Franchi, sostenuto dal vescovo Alberto Ablondi, la prima chiesa al mondo dedicata a Santa Elizabeth Ann Seton – un omaggio a chi, fuggendo da un’epidemia e passando per un lutto, compì proprio in questa città toscana il primo passo di un cammino che avrebbe attraversato l’Atlantico, cambiando per sempre la storia religiosa del Nord America. E al Santuario di Montenero, dove viene conservata l’immagine taumaturgica di Maria che ha operato e continua ad operare grazie, guarigioni e conversioni, è di nuovo aperta al culto la piccola cappella che ricorda questa santa conversione. La cappellina si trova a sinistra dell’altare maggiore del Santuario: gli affreschi, opera del pittore Paolo Maiani, narrano proprio la storia della conversione e di quel giovane che sussurrando all’orecchio di Madre Seton, cambiò la storia di questa donna e con lei quella dell’America e della Chiesa intera.
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