Gessetti e colori: così ad Assisi i madonnari
fanno “rivivere” san Francesco

Quasi cinquanta artisti provenienti da tutta Italia hanno trasformato il pavimento della piazza Inferiore della Basilica in una galleria a cielo aperto dedicata al Poverello e alla sua eredità spirituale
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August 30, 2026
I madonnari all'opera ad Assisi / ROSATI
I madonnari all'opera ad Assisi / ROSATI
San Francesco con Gesù Bambino in braccio, il Poverello in preghiera davanti al Crocifisso di San Damiano, il Santo che riceve le stimmate, ma anche riproduzioni di affreschi e opere originali: così in queste ore la piazza Inferiore della Basilica di San Francesco si è trasformata in un grande tappeto di immagini composto dai lavori realizzati dai quasi cinquanta madonnari che, da venerdì scorso, si sono ritrovati ad Assisi per partecipare all’iniziativa promossa dal Comune e dal Sacro Convento, con il sostegno del Comitato nazionale per l’ottavo centenario della morte di San Francesco.
«È una grande emozione e un’esperienza unica lavorare in questa piazza, di fronte a questa Basilica», racconta Giovanni Rota, di Bergamo, imbianchino-decoratore di professione e madonnaro per passione. Gli fa eco Mariangela Cappa, artista da 35 anni, arrivata da Mantova insieme a Simona Lanfredi Sofia. Entrambe partecipano abitualmente alla Fiera delle Grazie di Curtatone, sede dello storico Incontro nazionale dei madonnari, da cui nasce l’iniziativa assisana. «Essere qui e dipingere di notte è qualcosa di unico», dice Mariangela. «Le nostre creazioni rappresentano Madonne, santi e figure religiose e quindi dedicarsi a san Francesco è qualcosa di indescrivibile. Non sempre si comprende come, attraverso la nostra arte, contribuiamo a diffondere e coltivare la devozione». Quella dei madonnari, spiega, è un’arte effimera: «Non si pratica dietro un cavalletto o in una galleria, ma per strada, al centro delle piazze e soprattutto in mezzo alla gente. Un tempo era considerata un’arte povera, fatta da persone che vivevano chiedendo elemosina. Oggi è più apprezzata: esprime libertà e condivisione. Puoi lavorare tutto il giorno e vedere il tuo disegno cancellato dalla pioggia in una sera, ma ne vale comunque la pena».
Poco distante lavora Kurt Wenner, artista statunitense residente a Bettona (Perugia), considerato l’inventore della “pavement art” tridimensionale e direttore artistico della manifestazione. È lui l’ideatore dell’opera collettiva “La visione di Francesco”, nella quale compaiono papa Francesco, Giovanni Paolo II, Leone XIV, Carlo Acutis e santa Chiara, insieme ad altre figure e scene che richiamano la vita del santo, il suo rapporto con il creato e il Cantico delle creature. «La visione di Francesco – spiega – è il potere di Dio di esprimere la sua grandezza attraverso il creato, la natura e le persone».
I quadri si susseguono uno accanto all’altro e attirano l’attenzione di un numero crescente di visitatori. Tra loro Francesco e Carmela, arrivati da Castelvecchio Subequo (L’Aquila). A osservare le opere ci sono anche il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, e l’assessore al Turismo Fabrizio Leggio, ideatore del progetto, che si soffermano tra i disegni per complimentarsi con gli artisti. «È meraviglioso vedere tanta bellezza», osserva il primo cittadino. E l’esperienza potrebbe non fermarsi qui. «Ci piacerebbe esporre le opere durante il periodo natalizio e riprodurle con il videomapping sulle facciate delle chiese della città», anticipa Leggio. «L’obiettivo è anche quello di portare questa iniziativa nelle piazze di Assisi e delle frazioni».
Ogni opera racconta una storia diversa. Alice Monzani ha scelto di rappresentare la tonsura di santa Chiara, il taglio dei capelli che san Francesco compì sulla giovane nel 1212. Claudia Artoni, accompagnata dal piccolo Davide, sta invece realizzando un San Francesco abbracciato al Crocifisso di San Damiano. «Il titolo dell’opera è “L’amore amato”», spiega. «San Francesco che stringe la croce mostra la grandezza del suo amore».
Tra gli artisti presenti c’è anche Iris Benamati, diciannove anni, la più giovane del gruppo. Ha appena terminato la maturità e si prepara ad affrontare il test di Medicina, ma la passione per l’arte madonnara l’accompagna fin da bambina. «Ho iniziato a nove anni, ma è da due che lavoro sull’asfalto», racconta. Con gessi e pastelli sta realizzando “Il miracolo di Greccio”, raffigurando San Francesco con Gesù Bambino tra le braccia.
I colori delle sue figure, come quelli di tutte le altre opere disseminate nella piazza, contribuiscono a rendere ancora più visibile quella spiritualità francescana che ad Assisi continua a richiamare artisti, pellegrini e visitatori da tutta Italia.

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