Leone XIV: «Basta violenza ad Haiti». All’Angelus l’appello per le vittime del massacro di Kenscoff
di Matteo Liut
Preghiera per le vittime di Haiti e per gli alluvionati di Nepal e Tibet. Leone XIV: non giudicare l’agire di Dio, ma ascoltarlo con umiltà

Un accorato appello per Haiti, sconvolta da una nuova esplosione di violenza, ieri ha segnato l’Angelus di papa Leone XIV. Al termine della preghiera mariana in Piazza della Libertà a Castel Gandolfo, il Pontefice ha richiamato l’attenzione sulla situazione del Paese caraibico, esprimendo vicinanza alle vittime del massacro avvenuto a Kenscoff e chiedendo il rilascio immediato degli ostaggi. «Da Haiti giungono notizie drammatiche del grave massacro perpetrato a Kenscoff, nel quale hanno perso la vita numerose persone mentre altre sono sequestrate», ha affermato il Papa. Leone XIV ha assicurato la sua «vicinanza orante alle vittime e ai loro familiari», ha chiesto che «vengano rilasciati senza indugio tutti gli ostaggi» e ha rivolto «un accorato appello a tutti i responsabili affinché si impegnino concretamente per garantire la sicurezza della popolazione e porre fine a ogni forma di violenza».
Lo sguardo del Pontefice si è poi allargato alle altre emergenze del mondo. In particolare ha ricordato le popolazioni colpite dalla grave alluvione che ha interessato Nepal e Tibet, invitando a pregare per le vittime, i feriti, i dispersi e quanti sono impegnati nei soccorsi, auspicando che la solidarietà internazionale contribuisca ad alleviare le sofferenze delle comunità colpite. Nel suo commento al Vangelo della XXII domenica del Tempo ordinario, Leone XIV ha riflettuto sul dialogo tra Gesù e Pietro dopo il primo annuncio della Passione. Il Papa si è soffermato sulla difficoltà dell’apostolo ad accettare una prospettiva distante dalle attese di un Messia potente e vincitore, osservando che anche oggi «non è sempre facile capire e accettare le vie di Dio, specialmente quando sono molto lontane dalle nostre».
Da Pietro, ha spiegato il Pontefice, i credenti possono imparare due atteggiamenti fondamentali: non interrompere mai il dialogo con il Signore, anche nei momenti di incomprensione, e non giudicare l’agire di Dio, ma ascoltarlo con umiltà nella preghiera. «Chiediamo allora al Signore di avere anche noi, nella nostra vita di fede e nella nostra preghiera, la stessa sincerità di Pietro», ha detto Leone XIV, invitando ad accogliere con docilità ciò che Dio chiede anche quando supera le aspettative umane. Il Papa ha infine rinnovato l’invito a pregare per la pace, richiamando un’immagine di sant’Agostino, secondo cui la pace è come il pane del miracolo che cresce mentre viene spezzato e condiviso. Un auspicio che si lega ai drammi evocati nell’Angelus, da Haiti all’Asia, e alla necessità di costruire percorsi di riconciliazione e giustizia in un mondo segnato da conflitti e sofferenze.
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