Il preside di una scuola in Nepal: «Così ho salvato 900 studenti»

Il dirigente della scuola secondaria Tribhuvan Trishuli a Nuwakot racconta i momenti drammatici prima del disastro: “Se non avessimo preso una decisione rapida, ora non saremmo qui"
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August 31, 2026
La devastazione provocata dall'alluvione a Devighat, nel distretto di Nuwakot, in Nepal
La devastazione provocata dall'alluvione a Devighat, nel distretto di Nuwakot, in Nepal/ ANSA
I minuti possono a volte sgusciare via, inavvertiti, leggeri come foglie. A volte, invece, in quello stesso fluire, può concentrarsi un peso enorme: lo stesso che separa la vita dalla morte. E, mercoledì, Rajendra Dawadi, preside della scuola secondaria Tribhuvan Trishuli a Nuwakot, ha avuto a disposizione una manciata di minuti, appena dieci, per prendere una decisione al volo, letteralmente. Senza indugi. Raggranellare quei pochi minuti alla bomba di acqua e fango che di lì a poco si sarebbe abbattuta sul Nepal. Quella decisione Dawadi l’ha presa, in tempo. Via tutti. Evacuare. Abbandonare la scuola. E, contemporaneamente, fermare i bus che stavano affluendo. Così, anticipando di un soffio il fiume di morte e distruzione, il preside nepalese ha salvato i 900 studenti della sua scuola. “Se non avessimo preso una decisione rapida, se fossero passati anche solo 10 minuti, nessuno di noi, studenti compresi, sarebbe stato in grado di parlare con voi oggi", ha raccontato alla Bbc, Dawadi.
I contorni della tragedia continuano a dilatarsi. Il bilancio delle vittime è salito ancora, a 903 morti, quello dei dispersi a 4.247. Numeri destinati a peggiorare. Secondo i media statali cinesi, queste cifre sono da aggiornare con le 16 vittime e i 546 dispersi sul fronte cinese della frana che portano il bilancio complessivo a 919 morti e 4.793 dispersi. L'elenco dei dispersi in Nepal comprende 592 stranieri e 933 lavoratori impiegati in progetti idroelettrici lungo il fiume travolto dalla piena. Secondo la protezione civile nepalese, nel solo distretto di Nuwakot il numero dei dispersi è aumentato drasticamente a 1.158, rispetto ai 115 segnalati ieri, e altri 562 dispersi sono registrati nel distretto di Rasuwa. Tra i dispersi figurano 45 soldati dell'esercito nepalese, 38 agenti di polizia e 19 funzionari doganali e dell'immigrazione. In India, le autorità dello Stato dell'Uttar Pradesh hanno dichiarato di aver recuperato 17 corpi dai fiumi provenienti dal Nepal, presumibilmente vittime delle inondazioni non conteggiate nel bilancio complessivo.
Nella scuola la sensazione che domina è ancora quella dell’incredulità. E di dolore per la sorte che è toccata a tante, troppe persone: familiari, parenti, amici, conoscenti. Il preside Dawadi rivive quei momenti, terribili e veloci. Gli avvertimenti piovuti da quattro persone diverse nel giro di pochi minuti. Il pericolo percepito come imminente. La decisione. L’evacuazione. "Un genitore è venuto da me e mi ha detto: “Sta arrivando una grande alluvione, sono qui per portare via mia figlia, la porterò con me”. I genitori non si affrettano senza un valido motivo, quindi era chiaro che non avrei dovuto perdere un secondo per evacuare i bambini", racconta ancora. "Ho deciso che non dovevo più rimandare. Anche se l'alluvione non fosse arrivata, si trattava solo di una giornata di lezioni. Sono orgoglioso di aver salvato così tante vite", conclude.
Yunisha Amatya, ha 16 anni, ed è una delle studentesse che si trovavano all’interno dell’edificio scolastico. "Io e i miei amici siamo sopravvissuti per soli 10 secondi", ha raccontato alla Bbc. "Poco prima dell'alluvione, eravamo in classe a studiare. Gli insegnanti si erano riuniti in un unico punto e inizialmente non avevano idea di cosa fosse successo. Dopo cinque minuti, gli insegnanti sono venuti a informarci dell'alluvione e ci hanno chiesto di tornare a casa”, Quindi la fuga, salendo lungo la collina dietro la scuola. E la salvezza. 

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