La Germania è pronta al ritorno dell'estrema destra? Così Afd sta scalando il potere

di Vincenzo Savignano, Berlino
Tra una settimana il partito di Alice Weidel potrebbe stravincere le elezioni in Sassonia Anhalt, sfondando il 40%. Su base nazionale, è dato sei punti avanti rispetto a Cdu/Csu. Più viene isolata, più Alternative für Deutschland guadagna voti. E il cancelliere Merz intanto riconosce «il malessere diffuso che sta paralizzando il Paese»
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August 30, 2026
La Germania è pronta al ritorno dell'estrema destra? Così Afd sta scalando il potere
Volantini elettorali con il volto di Alice Weidel, leader di Afd, distribuiti durante l'ultima consultazione elettorale / Reuters
Afd sempre più emarginata e sempre più forte. Il governo di Berlino sempre meno stabile e il cancelliere Merz sempre più nervoso. In Germania sono in vista solo voti territoriali, eppure quello che si avvicina nella Sassonia-Anhalt, uno dei länder più poveri e meno popolosi della Repubblica federale tedesca con poco più di 2 milioni di abitanti, sancirà il fallimento della strategia di tutto il mondo politico tedesco: l’ostracismo e l’isolamento politico e mediatico nei confronti della destra ultranazionalista si è rivelato controproducente, anzi sta spingendo Afd sempre più in alto. Alternative für Deutschland, oggi, è ampiamente il primo partito al livello federale. Secondo gli ultimi sondaggi è al 28%, il partito del cancelliere, l’Unione Cdu/Csu, è al 22, la Spd al 12%.
Il voto regionale di domenica 6 settembre in Sassonia Anhalt, dove Afd sfonderà il muro del 40%, potrebbe consentire al 35enne Ulrich Sigmund di guidare un governo di ultradestra monocolore: sarebbe un colpo durissimo per il governo federale di Berlino e per tutta la democrazia tedesca.
Da Berlino, i leader politici dei due partiti di maggioranza, Unione Cdu/Csu e socialdemocratici della Spd, ostentano calma e sicurezza. «Un’eventuale vittoria di Afd in Sassonia Anhalt non avrà alcuna conseguenza sul lavoro del governo rosso-nero», ha sottolineato il nuovo capo gruppo di Cdu/Csu al Bundestag, Thorsten Frei. Al termine della riunione di governo nel Brandeburgo, alla fine della pausa estiva, il cancelliere Friedrich Merz ha esortato i tedeschi a nutrire maggiore fiducia nel suo governo: «Dobbiamo lasciarci alle spalle quel diffuso malumore che paralizza la Germania ormai da tempo», ha sottolineato il cancelliere, che ha ribadito la volontà di abolire la «pensione a 63 anni».
Ma sulla riforma pensionistica i due partiti di maggioranza non mostrano alcuna unione di intenti. Anche nella stessa Unione Cdu/Csu ci sono posizioni diverse: il candidato cristiano-democratico della Sassonia Anhalt dove si vota domenica prossima, Sven Schulze, è contrario alla riforma e con lui molti rappresentanti dei länder orientali del partito di Merz. La Sassonia Anhalt, come anche il Meclemburgo Pomerania e la capitale Berlino, dove si voterà il 20 settembre, sono regioni che continuano a chiedere investimenti e riforme per fronteggiare la crisi economica ed industriale che si sta abbattendo sul Paese. In poco più di un anno 25mila aziende sono fallite in tutta la Germania, oltre 200mila i posti di lavoro persi. E Afd, nonostante la strategia di isolamento, continua a farsi spazio nell’elettorato operaio e nei sindacati.
Merz, dal canto suo, continua ad assicurare che le riforme e gli investimenti arriveranno, ma secondo indiscrezioni provenienti anche dal suo partito sarebbe sempre più nervoso e insicuro. Il suo governo continua a puntare sul riarmo e sulle frontiere chiuse, sulle espulsioni di migranti e richiedenti asilo. Merz nel 2025 ha costruito il suo successo elettorale, anche con una mozione al Bundestag per arginare l’immigrazione illegale. La mozione venne votata pure da Afd. L’opinione pubblica insorse e Merz escluse ogni forma di collaborazione politica con la destra. Oggi il suo governo appare sempre più debole e la leader di Afd, Alice Weidel, continua a trarre vantaggio dalla fallita strategia di emarginazione messa in piedi da Merz e da tutto il mondo politico tedesco. «Vinceremo in tutti i länder e poi al Bundestag», è lo slogan elettorale di Weidel. In Sassonia Anhalt, Afd è al 42%, a Berlino è a pari merito con la Cdu al 18%, nel Meclemburgo Pomerania è il primo partito.

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